PILI: BOMBA GAS A DUE PASSI DA CAGLIARI - BLITZ D’AGOSTO DELLE COOP ROSSE DENTRO IL PORTO CANALE

SCADUTI OGGI I TERMINI PER LE OPPOSIZIONI

POLO CRIOGENICO NEL PARCO DI SANTA GILLA, PORTO CANALE DESTINATO A DIVENTARE UNA MERA POMPA DI CARBURANTE

“Una bomba da quasi 30 mila metri cubi di gas dentro il parco di Santa Gilla, a due passi da Cagliari, il porto canale destinato a chiudere per lasciar spazio ad una fallimentare pompa di carburante. Con un blitz sotto ferragosto si è chiusa ieri (oggi) alle 24 la procedura di consultazione per la valutazione di impatto ambientale di un deposito di GNL, con annesso polo criogenico. Non risultano presentate opposizioni se non quella che ho depositato al ministero dell’ambiente. L’operazione è stata giocata in gran segreto come si conviene a queste azioni e l’annuncio del blitz su Cagliari non a caso è stato pubblicato solo su Repubblica e sul quotidiano del Nord Sardegna. Un polo da 18 serbatoi di dimensioni ciclopiche che saranno posizionati proprio a ridosso dello stagno di Santa Gilla a diretto contatto con l’area di San Paolo. Un progetto di impatto devastante sia sul piano ambientale che quello della sicurezza considerata la vicinanza con il centro abitato della capitale della Sardegna. Il piano costituisce l’ennesima dimostrazione che il governo regionale ha volutamente bloccare il metanodotto algeria – Sardegna – Europa per mettere la Sardegna sotto scacco del coop rosse. Il progetto è, infatti, presentato dal raggruppamento delle coop romagnole che operano attraverso la ISGas. Un blitz tutto in casa Pd con la chiara intenzione di gestire la partita del gas solo limitatamente al bacino cagliaritano fregandosene del resto della Sardegna, considerato che si accontenteranno di fregare la porzione più consistente della Sardegna. Questo comporterà un chiarissimo ridimensionamento del porto canale che già nelle previsioni del progetto prevede un transito di 20/25 navi container al mese. A questo si aggiunge che questo vai e vieni di navi metaniere dentro il porto canale di Cagliari oltre ad incidere sulla vita del porto terminale in modo devastante costituisce un gravissimo pericolo per il traffico nel sistema portuale di Cagliari, con particolare riferimento a navi da crociere e navi passeggeri di continuità territoriale. Si tratta di un’operazione di basso cabotaggio della giunta Pigliaru per fare l’ennesimo regalo alle coop rosse. Tutto questo senza alcuna certezza sui costi del gas considerato che l’approvvigionamento con navi e poi su gommato oltre ad un pericolo rischi elevatissimo si concretizza con oneri elevatissimi per i quali non esiste nessun provvedimento di equiparazione al resto del sistema italiano”.

Lo ha detto il deputato di Unidos Mauro Pili annunciando la presentazione di un’opposizione al progetto dentro il parco di Santa Gilla per i rischi sia legati alla vicinanza con la città di Cagliari sia per quelli conseguenti al traffico passeggeri nel porto cagliaritano.

“L’approvvigionamento via mare e la realizzazione di rigassificatori Gnl come quello proposto dalle coop rosse è in totale contrasto con tutte le normative paesaggistiche – urbanistiche ambientali della Regione Sardegna. L’impatto di navi metaniere sulla Sardegna su porti non esclusivamente preposti costituisce un problema di grave natura non solo concettuale ma anche sul piano della sicurezza. E’ fin troppo evidente che tale promiscuità sulle realtà portuali della Sardegna, e quella di Cagliari in particolar modo, incide non poco sulla sicurezza del trasporto passeggeri, vale per tutte la nefasta tragedia di Livorno con la collisione tra la Moby Prince e l’Agip Abruzzo. Un progetto di basso cabotaggio dal quale risulta esclusa gran parte della Sardegna e costituisce la solita corsa alla polpa ( l’area metropolitana) per fregarsene di tutto il resto, a partire dalle zone interne della Sardegna”.

“Risultano del tutto inesistenti provvedimenti legislativi tali da garantire, anche verso ipotesi diverse dal Galsi e comunque minimaliste rispetto alle esigenze di approvvigionamento e strategicità, l’equilibrio di tariffe di approvvigionamento, considerati i costi maggiori che si genererebbero con un trasporto via nave e via gommato. E’ scandaloso che la Regione e lo stesso comune di Cagliari siano complici di questa vergogna e lascino passare nel silenzio un progetto destinato ad incidere in modo invasivo sul futuro del sistema ambientale e naturalistico oltre che economico di Cagliari”.

“ Un progetto per il quale non esiste nessuno studio né sull’impatto del traffico portuale e tantomeno alcun serio studio di mercato. Si citano disponibilità per appena 20.000 utenti. Una soluzione di grande impatto ambientale e di sicurezza legata più a logiche di sottosviluppo e in contrasto con progetti strategici funzionali allo sviluppo dell’intera Sardegna e del Paese stesso. Per questa ragione – alla pari del progetto appena bocciato nel porto di Monfalcone con la contrarietà della stessa regione Friuli - questo progetto – ha concluso Pili - va respinto al mittente e perseguito un progetto serio, strategico per lo sviluppo dell’intera Sardegna”.