PILI: BLOCCATA LA BANCA GENETICA DEI SARDI - STOP ALLA SPECULAZIONE IN BORSA

UN’OPERAZIONE CHE AVEVA FRUTTATO 60 MILIONI DI EURO ALLA BORSA DI LONDRA

ACCOLTA LA RICHIESTA DEL DEPUTATO DI UNIDOS CHE AVEVA CHIESTO CON UN ESPOSTO AL GARANTE LA REVOCA DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’USO DEI DATI

“Il dna dei sardi d’Ogliastra non può essere utilizzato se non dopo una nuova autorizzazione. La banca dati che aveva fruttato un guadagno stratosferico nella borsa di Londra di 60 milioni di euro in due giorni è bloccata. La decisione dell’autorità garante è chiara e netta: senza un nuovo consenso quei dati sono carta straccia. Il mio esposto urgente al garante per la protezione dei dati personali è stato sostanzialmente accolto con la revoca di fatto dell’autorizzazione alla gestione della banca genetica nella disponibilità del consorzio Genos acquisita dalla società Tiziana Life Sciences, con sede a Londra e quotata nell’omonima borsa londinese. Norme, disposizioni e regole chiarissime che dovevano obbligatoriamente portare a questo risultato importantissimo. Nella mia denuncia era richiamata la palese violazione di norme nazionali e internazionali considerata la stessa Raccomandazione del Consiglio d'Europa sui test e gli screening genetici a fini di cura che devono essere effettuati in conformità ai principi fondamentali di protezione e di sicurezza dei dati stabiliti dalla Convenzione per la protezione degli individui con riguardo al trattamento automatizzato dei dati personali. Ora deve essere valutata la revoca della cessione della banca dati perché si possa riprendere il percorso pubblico di quel progetto genetico interrotto prematuramente per l’ingordigia e l’affarismo di taluni personaggi”.

Lo ha detto il deputato di Unidos Mauro Pili dopo la decisione dell’autorità garante per la privacy di bloccare l’uso dei dati della banca dati genetica dei Sardi. Pili il 15 settembre scorso aveva presentato proprio al garante un articolato esposto urgente con il quale aveva richiesto il blocco della banca dati e dell’uso dei dati senza un nuovo consenso.

“E’ fondamentale la disposizione dell’autority che obbliga a qualsiasi nuova società di “ricontattare gli interessati, al fine di rendere loro un'idonea informativa e raccogliere una nuova manifestazione di consenso nei termini illustrati nel presente provvedimento”. In questa direzione era stata esplicita la richiesta contenuta nel ricorso che presentai al garante chiedendo necessariamente l’obbligo di sospendere cautelativamente ogni eventuale autorizzazione in essere all’utilizzo della banca dati genetica e di valutare la revoca definitiva se fossero riscontrati elementi tali da rendere necessario anche tale provvedimento”.

“L’operazione sul dna dei sardi – aveva denunciato il deputato di Unidos Mauro Pili - era stata un colpo del secolo con un guadagno secco in borsa di 60 milioni di euro. Nei dieci giorni successivo l’acquisto del dna dei sardi gli inglesi della Tiziana Life Sciences si erano messi nel portafoglio di borsa una cifra che vale 230 volte il valore d’acquisto della banca dati genetica per la quale avevano speso l’elemosina di 258.000 euro. Un incremento del valore di borsa registrato sin dal primo giorno e cresciuto in maniera esponenziale in una settimana di borsa sino al 37% di incremento registrato il 25 luglio. La Tiziana Life il giorno prima dell’acquisto, era il 15 luglio, ultimo giorno di chiusura prima dell’acquisito, valeva in borsa 162 milioni di euro, in appena dieci giorni il valore della capitalizzazione raggiunge i 222 milioni di euro segnando lo spaventoso guadagno di oltre 60 milioni di euro. Da 162 milioni di euro a 222 milioni di euro, un colpo senza precedenti giocato tutto sull’anima genetica dei sardi. Si tratta di un dato sconvolgente se si pensa che questa operazione è tutta finanziaria e che nella stessa analisi allegata alla borsa di Londra è totalmente imputabile all’acquisto della banca dati ogliastrina. A distanza di 3 mesi da quell’operazione il dato in borsa si è consolidato confermando il clamoroso valore della capitalizzazione in borsa. Un’operazione che per il momento si conferma in tutto il suo valore speculativo che avevo denunciato sin dall’inizio. L'annuncio dell’acquisto era stato fatto il 18 di luglio. E la comunicazione in borsa fu esplicita: Tiziana Life ha comprato i 13.000 campioni per € 258.000. Dopo l'annuncio le azioni sono salite dal valore del 15 luglio di 1,72 euro a 2,36 del 25 luglio, con un incremento valore di 0,64 euro per azione. Tiziana Life Sciences ha capitale nominale di 94.393.401 azioni del valore di 3 pence (0.03 sterline) l’una. In pratica il valore della società in borsa ( Market Capital dell'azienda) è passato da: 162 milioni di euro a 222 milioni di euro cioè 60 milioni 820 mila euro in più”.