PILI: ASSALTO DEL GOVERNO AI TERRENI AGRICOLI SARDI

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE DIFENDE GLI AFFARI DELLE LOBBY SUI TERRENI AGRICOLI DI DECIMOPUTZU E GONNOSFANADIGA
RESPINTA LA RISOLUZIONE PILI PER FERMARE I PANNELLI SULLE AREE AGRICOLE, PARLAMENTO SPACCATO

“Il governo cala la maschera sugli impianti solari sulle aree agricole della Sardegna. Con una spregiudicatezza senza precedenti scende in campo il vergognoso ministro dell’ambiente per difendere l’assalto delle lobbty speculative ai terreni agricoli della Sardegna. Con il parere contrario alla mia risoluzione il governo conferma l’obiettivo scellerato di devastare i terreni agricoli della Sardegna per realizzare la distesa dei pannelli termodinamici di Decimoputzu e Gonnosfanadiga. E’ stato il ministro dell'ambiente in persona a esprimere il parere contrario al mio atto di indirizzo che prevedeva il divieto di utilizzare le aree agricole per realizzare distese di pannelli solari. Il Pd e gli altri partiti della maggioranza, con qualche distinguo di qualche parlamentare sardo, hanno votato con il governo a favore della devastazione delle aree agricole. Un fatto gravissimo che conferma la determinazione di questo governo di andare avanti sul devastante progetto di occupazione di oltre 500 ettari con mega impianti termodinamici nel Campidano”.

Lo ha detto il deputato sardo di Unidos Mauro Pili dopo che il voto della camera che ha respinto con 150 voti favorevoli e 243 contro la risoluzione che chiedeva al governo l’assalto nelle aree agricole della Sardegna e non solo.

La risoluzione poneva due obiettivi strategici nell’ambito dell’approvazione della convenzione sul clima di Parigi:
1) adottare azioni anche legislative per vietare l’uso delle aree agricole per la realizzazione di impianti industriali di natura termodinamica;
2) respingere, proprio alla luce delle conclusioni della conferenza sul clima di Parigi, tutti i progetti industriali di impianti solari a tecnologia termodinamica in totale contrasto con le norme ambientali e paesaggistiche regionali, nazionali ed europee che tutelano l’uso dei suoli agricoli”.

“Si trattava – ha detto Pili - di una posizione condivisa a tutti i livelli scientifici e non solo, per arginare l’abnorme utilizzo delle aree agricole per progetti speculativi in grado di devastare il paesaggio e le stesse caratteristiche agricole di quelle aree. Un vero e proprio incontrollato consumo del suolo anche in dimensioni imponenti per la realizzazione in aree agricole e fertili di impianti solari termodinamici che non solo sottraggono aree imponenti all’uso agricolo ma generano inquinamento e perdita di sostanza organica del suolo”.

“E’ semplicemente scandaloso che il ministro dell’ambiente abbia espresso parere contrario su un tema così delicato come il consumo del suolo agricolo. Questo conferma l’esistenza di un legame chiaro tra il governo e questi faccendieri che vogliono in modo sprezzante violentare le campagne della Sardegna imponendo anche a colpi di esproprio impianti devastanti. Si tratta di una invasività sempre più violenta verso le aree agricole con imponenti impianti industriali per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che usufruiscono di procedure semplificate e di un illegittimo istituto dell'esproprio”.

“In tutte le sedi ci opporremo al ricorso indiscriminato dell’esproprio, in virtù di una discutibile pubblica utilità per il consumo del suolo agricolo ed era urgente impedire esplicitamente la collocazione in area agricola degli impianti industriali alimentati dalle fonti energetiche. Tali impianti andrebbero razionalmente collocati nell’immensa disponibilità di spazi cementificati, in siti abbandonati/inutilizzati, in aree industriali dismesse o semi deindustrializzate. E’ chiara – ha detto Pili - la necessità ed urgenza di evitare il perpetuarsi di danni gravi ed irreparabili al Suolo agricolo, all’Ambiente, al Paesaggio e al Territorio in generale. Obiettivo prioritario del governo – prosegue Pili – sarebbe dovuto essere quello di salvaguardare la destinazione agricola dei suoli destinati a tali pratiche, evitando la devastante e irrefrenabile cementificazione e impermeabilizzazione della superficie agricola nazionale”.

“Un suolo agricolo distolto dalla sua originaria destinazione è da ritenersi perso rispetto a quella funzione produttiva ed ecosistemica almeno per varie generazioni. Gli impianti solari a tecnologia termodinamica, il cui consumo di suolo si attesta nell’ordine dei centinaia di ettari per singolo impianto – ha aggiunto il deputato di Unidos - non devono in alcun modo essere realizzati in area agricola, perché ciò si porrebbe in totale contrasto con quanto evidenziato da gran parte degli esperti a livello mondiale”.

“E’ fin troppo evidente – ha concluso Pili - che su questa partita il governo è teleguidato da quei personaggi che operano dietro le quinte e che rappresentano non solo le peggiori lobby speculative ma sono tra i costruttori di questi impianti di devastazione agricola”.