PECORINO ROMANO, PAGATO 7 EURO, RIVENDUTO A 32 EURO

Che qualcuno stia imbrogliando non ci piove. E che Regione e Governo sono dalla parte di chi imbroglia non vi è il minimo dubbio.

Il Pecorino Romano viene comprato in Sardegna ad una quotazione che si sta aggirando sui 7/8 euro. Peggio che svenduto. A Roma, nelle più scadenti bancarelle di Campo dei Fiori, il Pecorino Romano Dop si vende ad un prezzo almeno quadruplicato.

32 euro al kg. Quindi qualcuno ci specula! Alla grande.

E' evidente che qualcuno ci specula, è fin troppo chiaro che tra i pastori e il consumatore finale c'è un meccanismo perverso che sta mettendo in ginocchio un sistema intero per consentire a qualcuno di lucrare oltre misura.

Qualcuno dice che si tratta di un libero mercato.E' vero. Ma il mercato è trasparenza: quanto prodotto, tanto valore.

Se chi produce e vende il latte si affida al suo strozzino alla fine il gioco diventa letale.

Bisogna imporre regole chiare al sistema, dalla trasparenza alla certificazione.

E' semplicemente impensabile che un prodotto in Sardegna venga svenduto a 7/8 euro e a 600 km di distanza il prezzo si moltiplichi per 4/5 volte.

Con il latte che viaggia velocemente verso i 50 centesimi!

Per questa ragione è ora di fare chiarezza.

Non serve più affidarsi ad una mediazione sempre più tardiva e scarsamente obiettiva. Mediazione quando i buoi, anzi, le pecore sono già scappate.

Non si fa una trattativa con uno dei due interlocutori armato, e l'altro dotato di un solo modesto fazzoletto bianco. Quello della resa.

Serve un soggetto terzo che misuri, verifichi, orienti e pianifichi un settore delicato per il futuro della Sardegna.

Un soggetto terzo, non in mano alla politica o giù di lì. Serve un Autority in grado di certificare quanto latte e quanto formaggio si producono.

Dati oggettivi e non discrezionali, a seconda della convenienza.

Per questa ragione non deve essere la politica a governare il settore, ma semmai un soggetto esterno in grado di mettere in campo monitoraggio, diversificazione e promozione.

La proposta che abbiamo avanzato stamane ha questo obiettivo: rompere gli indugi, evitare la presa in giro sistematica.

Misurare e certificare, qualità e quantità.

E' questa la sfida che impone a tutti di fare in fretta.

Alcuni hanno ipotizzato tavoli, mediazioni, prezzi politici: è tempo perso!

Serve certezza e determinazione.

L'Autority che proponiamo deve bloccare la speculazione strutturale, deve monitorare l'operato vigliacco delle banche rapaci e rilanciare il settore alla pari delle grandi economie agroindustriali.

E' una sfida che dalle prossime ore combatteremo stazzo per stazzo, ovile per ovile, per aprire gli occhi ed essere protagonisti del proprio futuro.