PILI: BLITZ SULLE SOCIETÀ DI CERTIFICAZIONE DI PECORINO, FIORE SARDO E AGNELLI SARDI

SOSPESA LA SOCIETA’ DI CERTIFICAZIONE, ORA IL COMMISSARIAMENTO E TUTELA DEI VERI PRODUTTORI SARDI

DIECI GIORNI FA LA DENUNCIA DI MAURO PILI (UNIDOS) SUI MANCATI CONTROLLI NELLA FILIERA DEL FIORE SARDO

“Un blitz dell’ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentare ha sospeso per sei mesi le autorizzazioni alle società di certificazione del Pecorino Romano, del Fiore Sardo e Agnello Sardo, tutti prodotti dop e Igp. Coinvolte nella sospensione numerose altre produzioni in tutta Italia, dal Prosciutto San Daniele alla Cinta Senese. Si tratta di un vero e proprio duro colpo al sistema delle certificazioni delle produzioni principe della Sardegna. L’inchiesta partita dalla Procura di Torino è stata di fatto recepita dal Ministero che ha deciso la sanzione della sospensione di 6 mesi. Una decisione gravissima soprattutto perché mette in rilievo quello emerso nella denuncia che ho avanzato dieci giorni fa relativamente a controlli inadeguati alla tutela dei prodotti sardi. In particolar modo in seguito ad un incontro promosso tra Gavoi e Fonni da decine di allevatori delle zone interne avevo segnalato al Ministero incongruenze e mancati controlli sulla filiera produttiva del “Fiore Sardo”. Mancati controlli che stanno mettendo a rischio uno dei prodotti più importanti della qualità sarda come appunto il “Fiore sardo” che sta rischiando di essere trasformato in un prodotto industriale contro tutte le disposizioni che impongono la trasformazione solo di latte crudo e non pastorizzato. Un elemento imprescindibile quello del latte crudo che non viene in alcun modo verificato e certificato. Ora questa sospensione mette a nudo i limiti dei controlli e impone un cambio di rotta immediata. Non possono essere società esterne a verificare le produzioni, servono organismi terzi nella veste di pubblici ufficiali. Va rivista da cima a fondo la filiera della certificazione. E’ impensabile che i prodotti di qualità della Sardegna debbano essere certificati da società con sede in Friuli. La sospensione del Ministero riguarda appunto questa gestione delle deleghe e delle autocertificazioni tutte verificate in via informatica senza alcun tipo di costante monitoraggio sul campo. Il Fiore sardo è un prodotto di nicchia e non può essere trasformato in prodotto industriale proprio per le disposizioni contenute nel disciplinare che obbligano di fatto la produzione diretta da parte degli allevatori, visto che si prescrive il poco tempo dalla mungitura alla trasformazione. Ora serve un immediato commissariamento del Consorzio e la ridefinizione di un assetto proteso alla massima tutela dei veri produttori di Fiore sardo della Sardegna”.

Lo ha detto il leader di Unidos Mauro Pili subito dopo la decisione del ministero di sospendere le società di certificazione. Pili nei giorni scorsi aveva incontrato i produttori di Fiore Sardo e dopo aver analizzato la situazione ha trasmesso una puntuale segnalazione al Ministero sulla gestione dei controlli di qualità. La decisione del ministero riguarda le società di controllo incaricate delle relative autorizzazioni per diverse produzioni DOP e IGP, tra queste Prosciutto di San Daniele DOP; Prosciutto Veneto Berico Euganeo DOP; Cinta Senese DOP; Stelvio DOP; Speck Alto Adige IGP; Kiwi Latina IGP; Valle d’Aosta Jambon de Bosses DOP; Valle d’Aosta Lard D’Arnard DOP; Prosciutto Toscano DOP.

“E’ necessario tutelare identità e qualità dei nostri prodotti. Quello che sta emergendo in queste ore è stato da tempo denunciato dai produttori sardi del Fiore Sardo. Bisogna ripristinare filiere di controlli efficaci e non omissivi, è necessario che i disciplinari delle DOP e degli stessi marchi IGP venga osservato in tutti i suoi aspetti a partire da quelli essenziali. Sino ad oggi sono tante le omissioni che hanno messo a rischio un patrimonio culturale e produttivo straordinario. La Regione la smetta di tutelare i forti a scapito dei deboli e agisca per il massimo rispetto delle regole e dei veri pastori sardi. La tutela va assegnata ai veri produttori di Fiore Sardo e il consorzio di tutela – ha concluso Pili - va restituito a loro senza più derive industrialiste che mortificano e cancellano i prodotti autentici della nostra terra”.