PARADISI FISCALI, AFFARI MILITARI E SARDEGNA SFRUTTATA - INTERPELLANZA MAURO PILI

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro della difesa, il Ministro della giustizia, il Ministro dell'interno, il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale -

Per sapere - premesso che:

dalle segrete carte di Paradise Papers, rese pubbliche in Italia da l’Espresso e Report, emerge una complessa e oscura vicenda legata ad una società di rilievo internazionale, la Vitrociset, che gestisce di fatto i poligoni militari della Sardegna a partire da quello del Salto di Quirra;

in Sardegna questa società si occupa, attraverso lauti appalti di Stato, di commesse che vanno dalla gestione tecnologica dei poligoni dell’aeronautica sino al movimento terra con improbabili bonifiche;

si tratta di una società che riveste un carattere strategico perché inserita nei gangli della sicurezza del paese, in un rapporto diretto con tutti i più delicati servizi di intelligence;

quello che sta emergendo in queste ore è il raccapricciante e perverso intrigo tra Sardegna, servitù militari, inquinamento e affari di Stato;
si tratterebbe di miliardi di euro nascosti nei paradisi fiscali da coloro che hanno usato la Sardegna come un imponente bancomat e non ultimo discarica di Stato;

si aprono scenari inquietanti se, come sta emergendo, questa stessa società risulta nella disponibilità non trasparente di anonimi e che il governo avrebbe come interlocutore e soggetto contraente una società con operatività finanziaria e non solo in qualche sconosciuto paradiso fiscale;

tutto ciò pone seri interrogativi per conoscere e sapere chi dell’amministrazione statale ha verificato tutti questi aspetti e per quale motivo siano stati nascosti;

occorre far chiarezza su chi non ha vigilato e omesso questi passaggi di denaro e societari di una società sottoposta al regime di golden power;

il governo deve immediatamente riferire in aula su questo scandalo che coinvolge le primarie società che governano la sicurezza in Italia e che hanno inquinato in lungo in largo la Sardegna a partire dalle basi militari;

da una parte fornivano missili e armi al ministero della Difesa, della Giustizia e dell’Interno e dall’altra avevano attivato un vero e proprio denarodotto verso le casseforti estere e al sicuro da occhi indiscreti;

la società dominus delle basi militari sarde, in grado di rifornire senza gare e a trattative private semiserie esercito, marina, aviazione, aeroporti, polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza, agenzia spaziale, Nato e Banca d’Italia, era il frutto del più imponente scandalo di stato della prima repubblica;

tutto era finito e scomparso nel tortuoso intrigo di società offshore costituite dalla compagine familiare di Crociani, con l’obiettivo chiaro di non lasciare impronte digitali su quel patrimonio;

si tratta di una società con miliardi nei paradisi fiscali che continua a prelevare a piene mani dalle casse dello stato, ultimo in ordine di tempo il cantiere di Capo Frasca con l’affidamento dei lavori di movimento terra proprio alla Vitrociset di Crociani;

una società di elevata tecnologia “costretta” a fare anche i movimenti terra dentro i poligoni, ovviamente a suon di milioni di euro;

stiamo parlando della stessa Vitrociset che governa l’intero poligono del salto di Quirra;

si tratta di una società che da quanto sta emergendo dal fascicolo dei Paradise Paper ha nascosto miliardi di euro passati e recenti fregandosene di essere la società di fiducia dello Stato, lo stesso Stato che veniva depredato fiscalmente proprio dalla Vitrociset;

di sicuro gli intrecci tra questa società e gli alti vertici dello Stato non sono mai venuti meno se si pensa che negli ultimi anni il presidente della società era diventato niente meno che il numero uno del ministero della difesa, quel capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Mario Arpino;

ci si deve interrogare su come è stato possibile che un uomo con quell’incarico di vertice abbia assunto la guida di una società privata e poi non si sia mai accorto di questo imponente flusso di denaro verso i paradisi fiscali;

si tratta di una società sottoposta al golden power da parte del governo che la può comprare per evitare che possa essere scalata da stati stranieri o manigoldi;

i soldi guadagnati anche con i poligoni sardi sarebbero finiti ai Caraibi e che la Vitrociset, dunque, di fatto apparterebbe ad azionisti anonimi, che potrebbero venderla a chiunque, senza dover chiedere niente a nessuno;
si configura una situazione che rende inutili i poteri di controllo dello Stato sulla società che controlla tutta l’intelligence di sicurezza e non solo;

se non intenda il governo riferire urgentemente in aula su questa vicenda;
se e chi ha verificato o doveva verificare queste delicate informazioni sulla titolarità della società;

se e quali sono i contratti in essere con lo Stato ai vari livelli;

se e quali azioni intenda assumere per garantire i lavoratori della società e nel contempo ripristinare le condizioni di sicurezza dei servizi forniti da questa società;

se non intenda con urgenza valutare l’applicazione del golden power e revocare tutti gli appalti in essere alla luce di quanto sta emergendo sia sul piano fiscale che societario;