PALERMO, QUELLO STADIO VIETATO AI SARDI - DIVIETO VERGOGNOSO

L'INTERROGAZIONE DI MAURO PILI SULLA GRAVISSIMA DISCRIMINAZIONE DEI SARDI

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell'interno, al Ministro per lo sport - Per sapere - premesso che:

nel sito ufficiale del Palermo Calcio è riportata la seguente disposizione: “TIFOSERIA SQUADRA OSPITE
- A differenza di quanto comunicato precedentemente, a seguito di comunicazione dell'Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive alla Questura di Palermo, nelle more della prossima riunione dello stesso Osservatorio, si conferma la sospensione della vendita per il Settore Ospiti e per gli altri Settori dello Stadio ai residenti nella Regione Sardegna”; . vietare uno stadio a tutti residenti della Sardegna è un atto vile e razzista che offende un intero popolo;

le disposizioni per la vendita dei biglietti comparse nel sito della squadra del Palermo sono lesive della dignità di un’intera comunità;

non si può considerare un intero popolo responsabile di fatti deprecabili, condannabili da chiunque, ma che in alcun modo possono coinvolgere tutti i residenti della Sardegna;

la decisione della prefettura di Palermo e dell'osservatorio sulle partite di calcio è grave sotto ogni punto di vista, a partire da quello etico e morale;

aver dichiarato inammissibili le vendite dei biglietti a tutti cittadini residenti in Sardegna non ha precedenti e va respinto senza se e senza ma;

il Ministro dell'interno deve immediatamente fare bloccare quell'odioso e inaccettabile divieto;

si tratta di un provvedimento decisamente in fondato sul piano giuridico è insostenibile su quello politico;

i gravi fatti di Sassari attribuibili a teppisti non hanno niente a che vedere con la popolazione sarda;

la decisione dell'osservatorio siciliano, del prefetto e del questore di Palermo è un’incomprensibile generalizzazione con le vicende legate a teppisti che umiliano i veri tifosi e sportivi sardi;

emerge un atteggiamento lesivo della dignità di una comunità come quella sarda che viene accostata con un provvedimento di Stato ad uno sparuto gruppo di violenti;

si spera che la revoca del provvedimento arrivi già nelle prossime ore per evitare ulteriori gravi tensioni;

oltre a depotenziare l’apparato della polizia in Sardegna non si deve far pagare ai Sardi la fallanza nella gestione degli eventi di Sassari, dove un gruppo di violenti ha percorso la Sardegna senza essere stato in alcun modo intercettato ne prima ne durante il viaggio;

quel provvedimento va revocato urgentemente per buon senso e senso di responsabilità;

se non ritenga di dover intervenire per rimuovere, per quanto di propria competenza, quell’inaccettabile divieto rivolto all’intera popolazione sarda;

se non ritenga di dover accertare le responsabilità sui gravissimi fatti di Sassari e le eventuali fallanze nel sistema di controllo e pianificazione;