Onorato, senza pudore.

Come lui non c'è nessuno. E’ capace come pochi di stravolgere il significato di sentenze e decisioni.

Fa lo gnorri con una disinvoltura senza eguali.

Onorato avrebbe potuto fare cinema senza problemi.

Passa, come nessuno, dalla pantomima al cabaret con la destrezza del vetusto commediante di provincia.

E’ abile nel tentare di trasformare le mazzate più violente in messe in scena da quattro soldi.

E poco fa ne ha dato ennesimo esempio.

Il cuore della decisione della Commissione europea e le conseguenze immediate che determinano sono chiare: non esistono più scuse, Onorato deve pagare subito, senza un'ora di tregua, i 120 milioni di euro che deve allo Stato.

Nonostante una decisione chiara e inequivocabile, con una sfacciataggine indecente, dopo essersi dichiarato falsamente felice per la decisione della Commissione europea, Onorato prende carta e penna e detta, come fece Totò con Peppino, il suo nuovo accorato appello: sono pronto a trattare con la Tirrenia per ricercare una soluzione compatibile nell'ambito del percorso di risanamento in atto.

Abituato com’è a prendere in giro a destra e a manca Onorato pensa di poter bypassare sentenze e decisioni europee come se niente fosse, ignaro del fatto che le leggi non si interpretano per gli amici ma si applicano alla pari per tutti.

Cosa significa essere disponibili a trattare con la Tirrenia per ricercare una soluzione compatibile nell'ambito del percorso di risanamento in atto?

Secondo le balzane idee di questo signorotto dei mari significherebbe che, dopo tanto tribolare in Tribunali e non solo, i commissari liquidatori di Tirrenia dovrebbero accogliere le istanze del Mascalzone Latino per dilazionare rate di pagamento abbondantemente e largamente scadute.

E’ ignaro, o forse spregiudicato senza confini, a tal punto da ignorare cosa significhi per un commissario straordinario di una società pubblica in liquidazione non adempiere sino in fondo a suoi obblighi statutari e civili.

Possono rappresentanti dello Stato, come di fatto sono i commissari straordinari della Tirrenia, decidere di non esigere il pagamento di rate scadute per ben 115 milioni di euro più interessi?

Solo un troglodita del diritto può pensare di negoziare con lo Stato rate scadute di quella entità come se stesse trattando col fruttivendolo sotto casa.

Può trattare con le banche, può trattare con gli obbligazionisti, ma non può trattare con lo Stato.

Qualora qualcuno si azzardasse ad intavolare discussioni privatistiche su una ulteriore dilazione dei pagamenti dovuti allo Stato dovrebbe finire dritto dritto sotto processo, non civile e non erariale, ma penale.

La violazione sarebbe talmente grave che non si potrebbe non configurare un gravissimo reato penale teso a favorire gli interessi privati di Onorato e figli senza che lo Stato ne abbia alcun giovamento ma solo danni gravi.

Solo ipotizzare la negoziazione di debiti con lo Stato di tale entità dimostra la spregiudicatezza di chi avanza tali deprecabili e improponibili offerte di disponibilità ad una tale trattativa.

Per essere più chiari:

sarei il primo a denunciare i commissari governativi alla prima Procura utile proprio perché si configurerebbe come un palese favoreggiamento privatistico non tollerabile con la funzione pubblica del mandato conferitogli dal governo.

Il comunicato di poco fa di Onorato costituisce la più evidente rappresentazione del sistema complice e connivente che ha da sempre caratterizzato i rapporti tra la politica e questo personaggio.

Se fossimo in uno Stato di diritto tali affermazioni tese e protese a mediazioni finanziarie ed economiche tra lo Stato e un privato tese a favorire gli interessi di quest'ultimo verrebbero perseguite come un evidente e grave esempio di induzione al reato di appropriazione indebita, favoreggiamento e falso ideologico e chi più ne ha più ne metta.

Sarebbe un’alluvione penale proprio perché questo signorotto non riesce a distinguere ciò che è pubblico da ciò che è privato, avendo sin dagli albori della sua carriera armatoriale confuso gli ambiti sino a pensare che tutto gli è dovuto e che niente deve restituire.

Se ogni cittadino che avesse un debito con lo Stato si permettesse di non pagare le rate del debito stesso, ed una volta condannato al definitivo saldo del debito decidesse di continuare a non pagare e, anzi, di chiedere dilazioni fuorvianti e destituite di ogni fondamento giuridico, verrebbe perseguito sotto ogni punto di vista.

Spero che i commissari liquidatori già da domani mattina presentino il conto nei tribunali e alla stessa Moby-Cin perché venga disposto l'immediato pagamento delle due rate scadute, 115 milioni più interessi, senza perdere altro tempo in ridicole e fantomatiche mediazioni, improponibili sia sul piano giuridico che economico.

Erano, dunque, false le motivazioni di Onorato che aveva comunicato di non voler pagare i debiti con lo Stato perché ancora non esisteva la sentenza/decisione della Commissione europea sul potenziale aiuto di Stato.

Erano talmente false che oggi, dinanzi alla decisione europea, la prima cosa che fa è quella di preannunciare la volontà di non pagare.

Quando si afferma l'obiettivo di negoziare il debito, compatibilmente con il risanamento, significa semplicemente continuare a prendere in giro il prossimo ben sapendo che il fine ultimo è quello di non pagare le rate già abbondantemente scadute.

Facciano come credono i commissari ma devono sapere che ogni giorno che passa dalla decisione comunitaria al mancato pagamento dei debiti a Tirrenia AS, e conseguentemente allo Stato, significa fare un danno economico, civile, e che qualcuno dovrà e sarà essere chiamato prima o poi a risarcire.

Uomo avvisato mezzo salvato, e in questo caso il riferimento è esclusivamente a coloro che devono agire senza cadere nella trappola vile e vigliacca di chi sta tentando di eludere, evadere, dai propri obblighi dettati dal contratto e dal codice civile.

Questi continui sotterfugi, ondivaghi e malsani comportamenti, rappresentano la più evidente stortura di questa vicenda.

Ho già detto e ribadisco: dopo la decisione della Commissione europea ci sono due sole strade, il pagamento del debito oppure il sequestro dei beni e contestuale rescissione del contratto di vendita per gravissima inadempienza contrattuale.

Chi perde tempo è complice e va perseguito!