ONORATO, FALLISCE LA TRATTATIVA SUI DEBITI, A MEZZANOTTE FINISCE LA TREGUA

La resa dei conti è giunta al capolinea. Tra Onorato e investitori, banche e titolari del bond, la guerra è sempre più totale.

I creditori chiedono ad Onorato e famiglia di farsi da parte, di lasciare il timone della compagnia ad altri.

In una parola semplice: sfiducia. Non si fidano, e ne hanno ben donde, della Onorato company e gli chiedono di ritirarsi a vita privata.

Nessun accordo, dunque, tra chi ha dato i soldi e chi li deve restituire.

Anzi, com'è nello stile di Onorato, il carnefice cerca di indossare le vesti dell'agnello e ha persino il coraggio di dichiarare che l'accordo non si trova perchè Mascalzone latino vuole tutelare i creditori più deboli.

Siamo alla farsa tecnica, finanziaria e morale.

Con un comunicato al limite del patetico Onorato e figli hanno annunciato che non esiste nessun accordo e che continueranno a non pagare i debiti.

La nota divulgata in tarda serata non passa per la borsa di Lussemburgo, probabilmente chiusa per il fine settimana.

A rilanciare l'Onorato pensiero è una nota della società: roba da non credere.

La sintesi è da carnevale: non c'è accordo perchè Onorato vuole difendere i deboli e non vuole cedere ai forti.

Il novello Robin Hood dei mari adesso vuole fare la vittima, tanto da elencare tutta una serie di colpe altrui che gli impedirebbero di restituire i soldi che deve a destra e a manca.

La colpa del mancato accordo con gli obbligazionisti, secondo Onorato, che se la balla e se la canta, viene imputata ad una presunta incompatibilità delle richieste dei creditori con leggi e contratti e non per indisponibilità della Onorato family.

Il mancato accordo tra MOBY e gli obbligazionisti del cosiddetto ad hoc group - secondo Moby - non è dovuto alla "indisponibilità della Famiglia Onorato di fare un passo indietro sulla gestione del Gruppo.

La società sostiene in una nota che "MOBY Spa e i suoi azionisti hanno purtroppo ricevuto una proposta che non è compatibile con le leggi applicabili, con i contratti vigenti ed è eccessivamente penalizzante per i creditori non appartenenti all'ad hoc group. La volontà del gruppo Onorato è, invece, quella di soddisfare tutto il ceto creditorio, e non singole posizioni, attraverso soluzioni legali tutelanti degli interessi di tutti gli stakeholders coinvolti come sempre è stato in 140 anni di storia imprenditoriale del gruppo Onorato".

Ci mancava il richiamo storico!

MOBY, per prendere altro tempo, ormai scaduto, ha inviato "formalmente un invito a tutti i membri dell'Ad Hoc Group ad un tavolo di confronto tra i rispettivi consulenti, ribadendo la piena disponibilità a cercare delle soluzioni tutelanti dei creditori e volte alla creazione di valore".

Parole e parole che non solo non hanno convinto nessuno ma che rischiano di trascinare la compagnia nel baratro più totale.

La richiesta di farsi da parte è, secondo molti, la chiave della soluzione.

I creditori non vogliono dare altro tempo ad Onorato per svuotare il patrimonio della compagnia e lasciarli tra qualche anno con un pugno di niente.

Non c'è accordo e il patto di non belligeranza scade a mezzanotte di oggi.

Domani mattina esistono solo due strade: una tregua di 15 giorni prevista in questi casi, se concessa, oppure guerra senza confine.

Con lo spettro della partita all'incasso totale da parte di tutti i creditori.

E visto che il patrimonio potrebbe reggere l'impatto dello scontro finale non è da escludere che la resa dei conti sia davvero arrivata alla fine.

Poche ore e la verità si toccherà con mano.