NURAMINIS, INCENDIO CASUALE O RIFIUTI PERICOLOSI?

ENNESIMO INCENDIO DI UN CAPANNONE CON AUTORIZZAZIONE ANCHE PER RIFIUTI PERICOLOSI

La notte scorsa un altro capannone stracarico di rifiuti ha preso fuoco in Sardegna, lungo la strada statale 131, all'altezza del km 25, nel comune di Nuraminis.

Le fiamme hanno superato i venti metri, sfondando nella loro dirompente corsa verticale il tetto del capannone.

Anche questo incendio, come altri, vedasi Portotorres, potrebbe essere relegato a modesto fatto di cronaca. Fiamme, fumo denso, ma niente di più.

Peccato che anche questo capannone avesse un addendum di autorizzazione, quello per rifiuti pericolosi.

Autorizzazione rilasciata alla SARDAREC S.R.L., con sede a NURAMINIS nella zona industriale Pesada don Pepi. Una società apparentemente sarda, almeno da nome, ma che ha, invece, radici in Veneto.

E' iscritta all’Albo nazionale gestori ambientali nella categoria e classe:

Categoria 8 intermediazione e commercio di rifiuti non pericolosi e/o pericolosi senza detenzione dei rifiuti stessi

Classe F - quantità annua complessivamente trattata inferiore a 3.000 t.

Inizio validità: 08/08/2017
Fine validità: 08/08/2022

Tipologie di rifiuti gestiti:

● Pericolosi e Non Pericolosi

Tremila tonnellate all'anno. Commercio di rifiuti pericolosi e non. Senza detenzione dei rifiuti stessi. Parole chiave di un commercio sempre meno trasparente in Sardegna, affidato molto spesso a società sbarcate nell'isola per il business dei rifiuti, una volta napoletane, una volta venete.

E sopratutto ancora una volta un incendio, pare doloso. Appiccato da chissà chi e per quale motivo.

Certamente in un capannone non a caso, essendo unico e isolato in quell'area e sopratutto ancora una volta dedito a commercio di rifiuti pericolosi.

Stesso caso di Portotorres, rifiuti pericolosi anche lì e fiamme non casuali.

C'è una strategia dei rifiuti pericolosi? Ci sono racket che si addensano nel settore?

Ma c'è una domanda urgente e inquietante: chi controlla questi capannoni, la loro gestione, i registri aggiornati o meno dei rifiuti?

E sopratutto com'è possibile che certe strutture non abbiano quelle dotazioni d'allarme e di prevenzione incendi efficienti tali da impedire questi disastri?

Molto spesso si ignorano i contenuti di quei fumi che si sprigionano copiosi da questi incendi industriali, fumi molto spesso tossici e carichi di elementi pericolosi per la salute umana.

Serve chiarezza, senza se e senza ma, non si può tergiversare su una situazione che appare poco trasparente e per niente sotto controllo.

I vigili del fuoco, come al solito, sono intervenuti sul posto dopo pochi minuti, ma nessun allarme nel capannone è scattato, nessun intervento autonomo della ditta proprietaria è stato messo in atto.

Tutto ciò è semplicemente inquietante perchè stiamo parlando pur sempre di rifiuti, con tutto ciò che ne consegue.

Gli organi inquirenti dovranno fare piena luce su questi fatti ma è altrettanto vero che dovrebbe esserci maggiore trasparenza su queste attività e nella gestione dei rifiuti.

Serve un albo pubblico in ogni singolo municipio per monitorare ogni tipo di rifiuti stoccato, transitante e/o trattato nel territorio comunale.

Serve un aggiornamento in presa diretta perchè le autorità e i cittadini possa essere informati, senza limiti.

A me personalmente spaventano le dichiarazioni postume a questo tipo d'incendi dove si afferma che la qualità dell'aria è sotto controllo.

Se non so cos'ha bruciato e per quale motivo non posso dare certezza alcuna sulla qualità dell'aria!

E nessuno può sapere cosa ci fosse dentro quel capannone perchè i controlli sono lasciati al caso.

Non sapere il contenuto di quei rifiuti, senza riscontro di un soggetto terzo, aggrava la situazione, e rende il pericolo sempre più eloquente!

Un capannone di rifiuti non brucia per caso e in Sardegna, comunque, i casi cominciano ad essere troppi!