NO RIFIUTI FOGNARI A MAGOMADAS - ESPOSTO SU MANCATO RISPETTO DELLE DISTANZE DAL CENTRO ABITATO

Ecc.ma Procura della Repubblica presso il Tribunale di Oristano

Oggetto: esposto su violazione norme urbanistico ambientali impianto di trattamento fanghi fognari ubicato nel comune di Magomadas – esplicita violazione art. 15 del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Speciali – distanze da centri abitati e funzionali sociali – tabella distanze - 15.4-2

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Il sottoscritto Mauro Pili, nato a _________ il _________, residente in ________ , via_______ n._, Presidente del Movimento Unidos, in relazione alla vicenda legata al trasporto e il trattamento in Sardegna di fanghi fognari provenienti da diverse regioni italiane, e in particolar modo dalla regione Puglia, espone quanto segue, al fine di valutare eventuali reati con il rischio di grave nocumento della salubrità ambientale e pericoli sanitari per la popolazione residente;

nel presente esposto, al quale ne seguirà un successivo su ulteriori gravi irregolarità contenute in atti pubblici e verbali di organismi preposti al controllo sull’ambiente e la salute, si fa riferimento ad una esplicita violazione della norma sulle distanze dai centri abitati;

tale esposto-denuncia ha carattere d’urgenza in virtù del potenziale rischio per la salute pubblica legato alla violazione delle distanze dai centri abitati dell’impianto richiamato in oggetto;

il rispetto della norma relativa alla distanza dai centri abitati di impianti di trattamento di fanghi fognari e produzione di compostaggi è condizione essenziale per l’espletamento della stessa procedura autorizzativa dell’impianto;

tale norma vincolante e decisiva sulla materia della salubrità dei centri abitati risulta essere stata palesemente violata con autocertificazioni non corrispondenti alla verità;

l'autorizzazione provinciale di riferimento prescrive: Dichiarazione sostitutiva sottoscritta da professionista abilitato, redatta ai sensi del D.P.R. 445/2000, attestante la conformità dell’intervento proposto alla vigente pianificazione regionale in materia di gestione dei rifiuti;

la norma di riferimento è la vigente pianificazione regionale in materia di gestione di rifiuti, ovvero il PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI, approvato con deliberazione della giunta regionale n. 69/15 del 23 dicembre 2016;

tale riferimento normativo è richiamato puntualmente nel progetto stesso della società Geco srl per l’installazione di un impianto di recupero di rifiuti speciali non pericolosi mediante essicazione e pirogassificazione ubicazione: zona d2.2 (artigianale-industriale) - comune di Magomadas, snc catasto fabbricati : f11 – mapp. 193,147,83,82,195,86,191,189;

nel progetto e nella successiva autocertificazione si fa esplicito richiamo alla normativa sovraordinata del Piano Regionale di gestione dei rifiuti speciali e si afferma testualmente:

“Il progetto è coerente sia con gli strumenti urbanistici che col PPR in quanto sorge in un’area destinata a Industriale nel Piano Urbanistico Comunale. Quest’ultimo è stato redatto secondo le linee guida del PPR ed approvato con la Delibera n.27 del 26/11/2011 e pubblicato nel BURAS n. 15, parte III del 12/04/2012. Nessuna limitazione per quanto riguarda il PAI poiché l’area non è compresa in quelle di pericolosità né di frana né idraulica. Per quanto riguarda il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Speciali, è stata analizzata la coerenza in base alle tre fasi descritte nell’art. 15:

FASE II: in base alla tabelle 15.4-1, 15.4-2, 15.4-3 non si sono riscontrati criteri limitanti che escludano l’area in cui sorgerà l’impianto di recupero;

tale affermazione risulta totalmente e gravemente difforme dalla realtà in quanto la norma richiamata - fase II - pagina 461 del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti speciali, sovraordinata rispetto a qualsiasi altro strumento pianificatorio, fa emergere in modo incontestabile la violazione delle distanze indicate nella tabella del Piano regionale richiamato;

il piano prevede, infatti, la tutela integrale per la distanza degli Impianti di recupero, di trattamento e di stoccaggio (compresa la selezione, produzione compost, digestione anaerobica, produzione CSS, stabilizzazione sostanza organica dei rifiuti urbani);

la norma relativa al trattamento di sostanze organiche, produzione di compost e stoccaggi, prevede distanze obbligatorie dagli Insediamenti dei Centri abitati, con una tutela prevista del massimo grado:

integrale;

la norma recita testualmente: distanze dai centri abitati:

"Si escludono all’interno degli strumenti urbanistici vigenti le aree comprese in una fascia di 300 m dall’intero perimetro del centro abitato definito secondo il vigente codice della strada.

Distanze da Funzioni sensibili, come asili, scuole, case di riposo ect. Anche in questo caso:

Tutela integrale

"Si escludono all’interno degli strumenti urbanistici vigenti le aree comprese in una fascia di 1.000 m da strutture scolastiche, asili, carceri, ospedali, case di riposo";

Ente di riferimento per la norma: Assessorato regionale della difesa dell’Ambiente;

il legislatore chiarisce anche gli aspetti più di dettaglio e aggiunge:

  • le distanze sopra riportate si misurano dalla recinzione dell’impianto considerato;

  • le distanze sopra riportate si intendono distanze minime dagli impianti considerati a prescindere dalla presenza di eventuali opere di mitigazione previste in progetto;

dai rilievi satellitari, che si allegano (1) si evince che quell'impianto risulta all’interno dell’area definita di “tutela integrale” prevista dalle norme richiamate nell'autorizzazione;

i 300 metri obbligatori dal centro abitato di Magomadas non sono rispettati in alcun modo e dal rilievo effettuato risultano essere appena 158 metri;

tale violazione di una “tutela integrale” rende palesemente illegittimo qualsiasi atto autorizzativo conseguente;

tale violazione si riscontra anche nella distanza relativa alle funzioni sociali;

il caseggiato delle scuole di Tresnuraghes risulta essere distante dall’impianto appena 657 metri, quando la norma prevede una tutela integrale per la fascia di 1000 mt. dall’impianto;

tale evidente difformità dalle norme perentorie, considerato che riguardano distanze riconosciute come tutela integrale, costituisce un elemento prevalente su ogni altro aspetto che pure sarà esplicitato in un successivo e articolato esposto;

al fine di porre fine ad ogni rischio per la popolazione dell’intera area e in particolar modo di quei cittadini ricadenti nella fascia esclusa dalle normative vigenti si chiede di valutare l’esistenza di reati sia nell’iter autorizzativo che nello stesso esercizio di un’attività vietata nell’area definita dalla norma regionale di tutela integrale;

si chiede, pertanto, alla S.V., considerato il potenziale rischio per la popolazione, di poter valutare il presente esposto con la necessaria urgenza;

CHIEDE

che l'Ecc.ma Procura della Repubblica adita Voglia disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti così come esposti dettagliatamente in narrativa, valutando gli eventuali profili d'illiceità penale degli stessi e, nel caso, individuare i possibili soggetti responsabili al fine di procedere nei loro confronti;

Con il presente esposto si intende inoltre formulare denuncia-querela, sempre in relazione ai fatti sovra descritti, nell'ipotesi in cui dagli accertamenti svolti dalle Autorità competenti dovessero emergere fattispecie di reato per i quali la legge richiede la procedibilità a querela di parte.

Il sottoscritto chiede di essere avvisato ai sensi dell'art. 406 c.p.p. nel caso in cui il Pubblico Ministero avanzi formale richiesta di proroga delle indagini preliminari.

Chiede di essere avvisato anche nel caso in cui, ai sensi dell'art. 408 c.p.p., il Pubblico Ministero presenti richiesta di archiviazione se la notizia di reato dovesse rivelarsi infondata.

Con osservanza.

Mauro Pili