NAVE DISTRUTTA, CON IL PERMESSO DI STATO

Se 29 delinquenti salgono su una nave da Cagliari verso Napoli, tutti insieme e con tanto di foglio di espulsione, cosa ci si deve aspettare? Una corale da sacrestia o un gruppo folk dedito a musiche e canti goliardici?

Se la notte scorsa la nave Tirrenia nella rotta sardo partenopea è stata devastata e i passeggeri costretti al terrore non si può considerare un evento imponderabile, anzi.

Era tutto previsto. Anticipato in decine di atti parlamentari.

La gestione dell'immigrazione, per giunta quella criminale, non solo si conferma deficitaria sotto molti punti di vista ma, considerati i fatti di ieri, colpevole di irresponsabilità e superficialità senza precedenti.

I 29 delinquenti che hanno seminato panico e devastazione erano autorizzati.

Da chi? Dal prefetto e dalle regole demenziali di chi gestisce il ministero dell'interno.

I 29 avevano tutti un decreto di espulsione. Indesiderati. Delinquenti propensi a delinquere.

Decreto firmato dal Prefetto, con risultato chiaro: liberi di fare quello che vogliono.

Possono comprare uno o più biglietti, senza controllo. Arrivano in Sardegna con un percorso prestabilito. Con un'organizzazione chiara ed evidente. Migranti/clandestini spediti nel Sulcis con finte rotte e barchini improbabili per poi delinquere e conquistare il decreto di espulsione.

A quel punto possono comprare un biglietto per raggiungere il confine.

E se si trovano in Sardegna devono raggiungere Napoli. Un confine ideale dove comprare al mercato nero quel passaporto che da espulsi li trasforma in delinquenti autorizzati a vagare di qua e di là.

Il giro è semplice. Lo schema collaudato. Per tutti, tranne che prefetto e ministro. Loro non intervengono, lasciano fare. E in questo caso fanno seminare il panico in una nave messa a soqquadro da questi 29 algerini dediti alla delinquenza gratuita.

E' possibile che dopo decine di interrogazioni parlamentari, le mie, le denunce dei sindacati e le reiterate azioni criminali di questi signori nessuno abbia fatto quanto era necessario?

E' possibile! Sopratutto perchè è nuovamente accaduto. Sono i fatti che parlano.

Il razzismo non c'entra niente. Chi parla di razzismo è un imbecille a buon mercato. Non si capisce che questa gestione dell'immigrazione genera solo tensioni e reazioni non sempre ingiustificate.

I fatti di ieri sono gravi. E qualcuno deve risponderne. Istituzionalmente e personalmente.

Chi ha sbagliato, Prefetto/Prefetta prima di tutto, deve andare a casa. Si tratta di errori gravi. Una superficialità che ha rischiato di generare conseguenze senza precedenti.

Non è accettabile che venga messa in discussione l'incolumità pubblica per tanta superficialità di Stato.

E chi sbaglia paga. Per evitare il ripetersi di questi misfatti. Negligenza e irresponsabilità di Stato.