MOODY'S, NUOVO DURO COLPO PER ONORATO E COMPANY

L'AGENZIA MONDIALE DI RATING DECLASSA ULTERIORMENTE IL GRUPPO ONORATO

La notizia doveva restare segreta. Chiusa nelle segrete stanze del mondo finanziario, senza che nessuno la potesse conoscere. Invece, non è andata così.

Moody's la più grande agenzia di rating finanziario al mondo ha messo nero su bianco la sua nuova valutazione che fa seguito a quella emessa nel dicembre dello scorso anno.

Una mazzata, l'ennesima, dalla quale non si può sfuggire con mediocri tattiche da vittime con denunce farlocche tutte protese a nascondere o mistificare la realtà dei fatti.

E' vero, più di una volta mi sono soffermato e anche duramente sulla situazione finanziaria del gruppo Onorato, con l'unico obiettivo di porre fine ad una situazione insostenibile dove i soldi pubblici finivano in una cassa senza fondo che limitava sempre di più i servizi e che sopratutto continuava ad incassare 73 milioni di euro all'anno dallo Stato.

Se è vero come è vero che sono stato denunciato per aver messo in luce la situazione finanziaria di Moby-Tirrenia adesso stessa sorte dovrebbe toccare a Moody's che ha scoperchiato la vera situazione finanziaria di Onorato.

E si aggiunge che Moody's conferma un'operazione di Moby sotto osservazione che prevede l'anticipo da parte di una banca di oltre 70 milioni delle sovvenzioni del 2019 da parte dello Stato.

Sovvenzioni che il ministero non intenderebbe pagare proprio per la gravità delle contestazioni mosse dall'autorità garante della concorrenza e del mercato.

Si tratta di un declassamento rilevantissimo sul quale tutti hanno taciuto.

Pubblico integralmente la sintesi ufficiale di Moody's.

Chi volesse quella integrale dovrebbe pagare 250 euro all'agenzia di rating.

IL GIUDIZIO DI MOODY'S

Per quanto mi riguarda li posso risparmiare, mi basta quello contenuto nella sintesi:

Azione di valutazione 13 maggio 2019

Moody's declassifica il CFR di Moby a Caa3 da Caa2;

outlook negativo
Note di sicurezza senior declassate a Caa2

Parigi, 13 maggio 2019 - Moody's Investors Service ha declassato oggi la società familiare Moby SpA (Moby) (CFR) per Caa3 da Caa2 e la sua probabilità di inadempienza (PDR) a Caa3-PD da Caa2-PD.

Allo stesso tempo, Moody's ha declassato il valore di 300 milioni di euro di banconote garantite senior a Caa2 da Caa1. L'outlook rimane negativo.

"La nostra azione di rating riflette il continuo calo dei guadagni di Moby nell'ultimo trimestre del 2018", afferma Guillaume Leglise, Vice Presidente di Moody's e analista principale di Moby.

"Il profilo di liquidità di Moby continua ad essere debole e una ristrutturazione del bilancio che comporta perdite per i creditori finanziari sembra sempre più probabile nei prossimi 12-18 mesi", aggiunge Mr. Leglise.

VALUTAZIONI RATING
Il downgrade di oggi riflette la performance molto debole di Moby durante il quarto trimestre del 2018. Moby ha registrato un significativo calo dell'EBITDA, sceso a EUR 47,5 milioni rispetto a EUR110 milioni nel 2017, esclusi i guadagni sulla vendita di attività, che si sono tradotti in un aumento sostanziale in leverage (misurato come debito lordo / EBITDA rettificato da Moody) a circa 10,4x a fine dicembre 2018, da 6,0x a fine 2017. Questo calo significativo dell'EBITDA è stato determinato principalmente da fluttuazioni sfavorevoli dei prezzi del carburante durante la seconda metà dell’anno. Moody's prevede una limitata ripresa degli utili nel 2019, data l'incertezza sulle fluttuazioni del prezzo del petrolio durante l'alta stagione estiva e la debole copertura della società fino ad oggi.

Inoltre, il profilo di liquidità di Moby è fragile, date le limitate prospettive di crescita degli utili e i sostenuti requisiti di spesa in conto capitale previsti per i prossimi 18 mesi.

Il saldo di cassa della società era pari a EUR 176 milioni a fine dicembre 2018, sebbene Moody's osservi che Moby ha utilizzato un fondo di factoring per circa EUR 70 milioni alla fine del 2018 per garantire anticipatamente i crediti derivanti dalla sovvenzione statale per il 2019.

In assenza di importanti dismissioni di navi nel 2019, Moody's si aspetta che il profilo di liquidità di Moby si deteriori a causa di significativi deflussi di cassa nei prossimi 12 mesi, in particolare a seguito del rimborso di 50 milioni di EUR a febbraio 2019 a causa del prestito bancario ammortizzato della società.

Date le limitate prospettive di recupero degli utili nel 2019, le spese sostenute per gli investimenti di manutenzione e le oscillazioni del capitale circolante stagionale, Moody's ritiene che la società potrebbe potenzialmente affrontare un deficit di liquidità nei prossimi 12-18 mesi.
Pertanto, l'attuale azione di rating riflette la maggiore probabilità che Moby cercherà di ristrutturare il proprio bilancio in modo tale da provocare perdite per alcuni dei principali creditori finanziari della società.

Inoltre, sussistono ancora incertezze relative alla graduale introduzione di potenziali pagamenti a titolo dell'ammenda antitrust italiana e l'indagine della Commissione europea (CE) in corso, che potrebbe ulteriormente indebolire la posizione di liquidità della società, sebbene i tempi di questo restino incerti.

Moody's rileva che l'attuale sanzione antitrust italiana di 29 milioni di euro è attualmente sospesa durante il processo di appello, che riprenderà questo mese.

Inoltre, l'indagine CE in corso sulle sovvenzioni di Tirrenia-CIN ricevuta dal 2012 comporta notevoli incertezze.

Anche i tempi e i risultati dell'indagine CE rimangono incerti.

Moody's avverte che se l'esito della CE richiede una riduzione delle sovvenzioni, a Moby potrebbe essere chiesto di rimborsare le sovvenzioni in eccesso ricevute in passato, il che potrebbe pesare sul profilo di liquidità di Moby, anche se Moody's si aspetterebbe che questo venga compensato da una riduzione delle 180 milioni di euro pagamenti differiti.

Allo stesso tempo, anche un risultato positivo nell'ambito dell'inchiesta implicherebbe una ripresa dei pagamenti dilazionati che sono attualmente sospesi.

In un possibile scenario di pagamento della sanzione antitrust congiuntamente a una conclusione dell'inchiesta della CE, entrambe verificatesi entro i prossimi 12 mesi, Moody's ritiene che Moby non disporrebbe di risorse finanziarie sufficienti per pagare i suoi obblighi.
Inoltre, Moody's rileva che la linea di credito revolving di 60 milioni di euro di Moby (RCF) è stata interamente utilizzata a fine dicembre 2018, il che lascia una limitata flessibilità finanziaria alla società.

MOTIVAZIONI PER PROSPETTIVE NEGATIVE

L'outlook negativo riflette la visione di Moody's secondo cui la liquidità di Moby potrebbe indebolirsi ulteriormente nei prossimi 12-18 mesi. La società deve affrontare debiti materiali, mentre indebolire la redditività potrebbe ridurre l'accesso della società a finanziamenti aggiuntivi. L'outlook riflette anche una limitata ripresa degli utili dovuta a una sostenuta pressione competitiva e perché le recenti iniziative strategiche richiederanno tempo per diventare redditizi.

CONSIDERAZIONI STRUTTURALI

Le note sono valutate a Caa2, una tacca sopra il CFR, che riflette la quantità significativa di obbligazioni minori rispetto ai titoli senior e alle strutture bancarie nella struttura del capitale, in particolare i pagamenti dilazionati di € 180 milioni dovuti a Tirrenia-CIN.

Questi pagamenti posticipati sono obbligazioni non garantite e sono subordinati alle note dell'emittente e agli strumenti delle linee di credito in relazione ai proventi della garanzia collaterale.

Tuttavia, Moody's avverte che a seconda dell'esito dell'inchiesta della CE, l'innalzamento di una tacca potrebbe essere rimosso se le passività non garantite sono ridotte o scompaiono dalla struttura del capitale.

Le obbligazioni si attestano al livello pari al prestito garantito da emittente di 100 milioni di euro a scadenza 2021 e 60 milioni di franchi a partire dal 2021. Le obbligazioni sono garantite in via prioritaria dalla maggior parte delle attività del gruppo (comprese le ipoteche sulle navi Moby e Tirrenia-CIN) e beneficiano di un pacchetto di garanzie comprendente garanzie a monte di Moby e Tirrenia-CIN, che rappresentano oltre il 90% del margine operativo lordo del gruppo.

COSA POTEVA CAMBIARE LE VALUTAZIONI GIÙ / SU
Un aggiornamento è improbabile in questa fase alla luce dell'azione di oggi. Nel corso del tempo, la pressione al rialzo sul rating potrebbe svilupparsi se Moby ripristina la propria redditività e migliora materialmente la generazione di flussi di cassa liberi. Inoltre, un aggiornamento del rating richiederebbe un rafforzamento della liquidità, supportato, ad esempio, da un adeguato headroom del covenant e una maggiore visibilità sui potenziali deflussi di cassa futuri in relazione alla sanzione antitrust italiana e all'inchiesta della CE.

Al contrario, Moody's potrebbe ridurre i rating se la liquidità di Moby si deteriora a causa di un ulteriore calo delle prestazioni operative o di una spesa in conto capitale superiore alle attese, o se le prospettive di recupero si indeboliscono in una potenziale ristrutturazione del debito.