MONASTIR, QUELLA SCUOLA TRASFORMATA IN GHETTO PER 7. 700 EURO AL GIORNO

I costi dell'operazione: 317 mila euro per 41 giorni!

ULTIM'ORA - I letti e i cuscini sono arrivati nella notte. Brande sistemate ovunque, per stipare 300 migranti in quella che fu la scuola della polizia penitenziaria della Sardegna. 317 mila euro per 41 giorni! Sconosciuto il vincitore della gara che sta già operando dentro la struttura di Stato scippata alla polizia penitenziaria!

NON MI FACCIO INTIMIDIRE DA QUALCHE CRETINO

Non sarà certo il gesto sconsiderato di qualche cretino ad impedirmi di dire ciò che penso della trasformazione della scuola penitenziaria di Monastir in un ghetto di stato.

Attentati e minacce sono l'arma migliore per favorire queste aggressioni dello Stato verso la Sardegna. Incendiare e mandare pallottole è roba da trogloditi, soprattutto perchè finiscono per limitare una giusta battaglia democratica e aggiungo giudiziaria contro una scelta nefasta dello Stato.

Chiuso capitolo attentati e minacce, che condanno senza se e senza ma, vorrei dire: trasformare quella scuola di polizia in un centro per ospitare 300 migranti è una follia!

E, come in molti ben sanno, questa mia posizione non è odierna, ma risale ad almeno 2 anni fa quando, per primo e da solo, denunciai quello che avevano deciso il ministero della Giustizia con quello dell'Interno. Ci furono smentite, dei prefetti, dei provveditori e di ministri. Bugiardi patentati!

Avevano deciso e negavano! Con qualche sardo che gli dava ascolto e credibilità. Servi! Tutto questo con il silenzio complice degli ebeti regionali, che non solo venivano scavalcati e ignorati ma letteralmente umiliati.

Su questa annosa vicenda mi limiterò a tre brevissime considerazioni, onde evitare l'annosa piaga del non sapevo e nessuno lo aveva detto:

1) la struttura doveva, deve, passare alla Regione in base alla cessazione della funzione statale originaria, in base all'art.14 dello Statuto. Il fatto che la Regione non rivendichi in base allo Statuto la cessione del bene immobile è fatto grave e lesivo dell'autonomia regionale. L'art.14 dello Statuto, nella dinamicità stabilità anche dalla Corte Costituzionale, prevede che se un bene perde la sua originaria destinazione quello debba passare nella disponibilità patrimoniale, alla pari delle carceri e della manifatture tabacchi, per fare degli esempi.

2) il luogo scelto per il centro di accoglienza è semplicemente da folli. I migranti si muoveranno a piedi, protesteranno sulla strada principale della Sardegna, la sicurezza sarà a rischio ogni giorno. Dislocare persone che puntano solo ad andar via dalla Sardegna in un crocevia così delicato come quello di Monastir è roba da spregiudicati, senza pudore. Ed è altrettanto chiaro che ogni rischio e pericolo ricade su chi ha deciso e autorizzato questa nefandezza sull'arteria principale della Sardegna;

3) i costi dell'operazione: 317 mila euro per 41 giorni! Diciamo he la cifra lascia interdetti! Vuol dire quasi 3 milioni di euro all'anno. Chi ha vinto l'appalto? non si sa! Se un qualsiasi comune o ente pubblico affidasse un servizio per quell'importo e non pubblicasse gli atti nel proprio albo sarebbe perseguito penalmente. Qui niente, tutto in silenzio! Oscurità totale. Un dato è certo: potevano partecipare solo coloro che avevano già gestito strutture di accoglienza per un minimo di 100 posti. Ovvero tutti dello stesso giro! Un circuito chiuso, come quello costruito su Roma Capitale.
E non è da escludere che proprio quelle coop del giro romano siano le stesse che grazie agli appalti capitolini hanno gioco facile su affari come questo di Monastir.

Dunque, dal 21 novembre la scuola sarà occupata. Con un atto di arroganza e tracotanza senza precedenti.

Un dato è certo: è una struttura illegale e illegittima. Sotto ogni punto di vista, della sicurezza interna, delle norme urbanistiche, sulla destinazione d'uso.

Se fossi stato Sindaco avrei certamente fatto un'ordinanza per vietare tutto questo scempio di denaro pubblico, di violazione di norme e di sicurezza. Per il resto non appena saranno pubblicati tutti gli atti farà i miei passi non solo parlamentari sulla gestione di questa scandalosa vicenda!

Del resto il silenzio è complicità. Non basterà una dichiarazione sulla stampa. Un'autorità agisce con atti, non a chiacchiere.

I Prefetti non sono Viceré o proconsoli romani! Non lo sono e non lo devono essere, tantomeno in Sardegna!