MOBY-TIRRENIA, FONDI INTERNAZIONALI & FATE BENE FRATELLI, L'ULTIMA OFFERTA

UN COMUNICATO ANONIMO DICHIARA LA DISPONIBILITA' A SUPPORTARE LA CONTINUITA' AZIENDALE

I FONDI SAREBBERO PRONTI A SOSTENERE LA RISTRUTTURAZIONE E A DARE ALTRI SOLDI, MA NESSUNO SA CHI SIANO QUESTI NUOVI BENEFATTORI

I fondi internazionali proprietari dei Bond di Moby sarebbero pronti a dare supporto alla compagnia di navigazione per garantirne la continuità aziendale.

Lo sostiene in una nota il Comitato degli obbligazionisti in cui si afferma che "la continuità aziendale, la salvaguardia dei collegamenti marittimi e della continuità territoriale, e la conservazione dei posti di lavoro di quella che auspica possa continuare ad essere una primaria compagnia navale italiana, sono essenziali al fine di tutelare il valore aziendale, nell'interesse di tutti gli stakeholders ivi compresi gli obbligazionisti".

Questo neonato e anonimo comitato, senza nomi e cognomi, sostiene di aver "reso noto a più riprese al management ed agli advisors di Moby la disponibilità degli obbligazionisti rappresentati a sostenere un'adeguata ristrutturazione dei debiti del gruppo - anche a costo di rinunziare a parte dei propri crediti nel contesto dell'operazione - per riportare cosi' l'indebitamento a livelli sostenibili per l'azienda".

"Uguale disponibilità è stata rappresentata quanto all'apporto di nuova finanza, nel contesto dell'auspicata ristrutturazione, che possa permettere alla compagnia di operare con serenità e con l'obiettivo industriale di acquisire nuove quote di mercato nel medio periodo", conclude la nota.

C'è un però, chi sono questi signori, pronti a foraggiare la barca Onorato?

E in che modo sono pronti all'apporto di nuova finanza e in che termini? Pronti a dare altri soldi a chi non riesce a restituire nemmeno quelli che gli sono stati già lasciati?

E di quale continuità territoriale si parla? Chi ha scritto il comunicato non sa nemmeno cosa sia la continuità della Continuità territoriale, ignora le leggi italiane ed europee.

Non sanno questi signori che non esiste alcuna possibilità di proroga della convenzione: basterebbe leggere la "sentenza" dell'Autorità garante per la concorrenza.

Vietata qualsiasi proroga!

Pensare di dare altri soldi, sulla pelle dei sardi, è non solo ridicolo ma destituito di ogni possibile fondamento giuridico!

E che la nota lasci non pochi dubbi sulla veridicità delle affermazioni contenute è legata al fatto che, se mai esistesse questa disponibilità, non sarebbe stata mai dichiarata questa disponibilità attraverso addirittura un comunicato stampa.

E da quando in qua ignoti signori, definiti da Onorato speculatori delle isole Caiman, si precipitano a dichiarare che sono pronti a rinunciare a tutti i loro guadagni con un comunicato stampa?

E' evidente che parlano a nome di coloro che hanno comprato le azioni dei bond a quattro soldi, magari sotto il 30% e sono disponibili ad accettare anche "solo" il doppio!

Sono tutti nelle stesse condizioni? Non so, di certo un comunicato stampa di questa natura serve solo ad alzare ulteriormente il valore delle quotazioni dei bond, che dal 28% sono già passati al 35%.

Quindi, chi ha comprato 100 ad un valore di 28, adesso sta già guadagnando in teoria 7!

Dunque, speculazione su speculazione!

Resta, poi, da capire a che titolo si parla di ristrutturazione del debito, se con un contratto tra vecchi amici al bar o in base ad una ristrutturazione del debito in base alle indicazioni del tribunale fallimentare di Milano.

Sarebbe quest'ultima un'ipotesi più concreta, con un garante terzo dell'operazione che possa contestualmente alla vendita di navi, e di fatto un commissariamento dell'azienda, gestire in modo più equilibrato la chiusura della partita!

Pensare che questi signori si stiano preoccupando dei lavoratori e della continuità territoriale lascia alquanto diffidenti, sopratutto perchè quando hanno comprato i bond non stavano pensando di certo a costituire l'associazione fate bene fratelli!

Il loro obiettivo è solo uno: vendere le navi, dividersi il malloppo e chi si è visto si è visto!

Vedremo se la mossa del comunicato anonimo si traduce in atti concreti o se resta un mero tentativo di farsi qualche ulteriore gruzzoletto!

E resta infine da capire il ruolo di Unicredit che detiene il vero capitale negoziabile.

Dopo le parole di fuoco di Onorato verso i due manager della banca che a suo dire gli impediscono di togliere le ipoteche sulle navi quantomeno c'è da andarci cauti.

Stiamo parlando di squali, da una parte e dall'altra, e anche gli insulti alla fine diventano strumento di negoziazione, ma non sempre lo scontro sortisce gli effetti sperati.

Tra "fate bene fratelli", Onorato , banche e fondi speculativi la partita è ancora in alto mare!