MOBY TIRRENIA: APPENA COMUNICATO ALLA BORSA IL FALLIMENTO DEL NEGOZIATO

Con un comunicato appena pubblicato sul sito della Borsa di Lussemburgo Onorato ha ufficialmente confermato ai mercati il fallimento dei negoziati.

Una nota che sembra fatta per incantare degli sprovveduti senza tener conto che ormai il velo è calato e tutti, ormai, conoscono la realtà dei fatti e l'inconsistenza finanziaria, economica e strategica di molte affermazioni che vengono fatte.

A partire dalle prime considerazioni che riguardano il passaggio di consegne: nessuno si fida di Onorato e la richiesta è di farsi da parte per gestire al meglio il recupero dei denari prestati.

Non si fidano e sopratutto tengono conto delle scenario destinato solo a peggiorare rendendo ogni giorno che passa sempre più ardua l'operazione di recupero dei soldi scommessi in questa intrapresa.

Tutti gli indicatori dicono l'esatto contrario di quanto continua ad affermare Mascalzone Latino!

Il comunicato di aggiornamento Moby recita:

"Le notizie riportate recentemente dalla stampa sul mancato raggiungimento di un accordo tra Moby e gli obbligazionisti che rappresentano il cosiddetto "Gruppo Ad Hoc" a causa della riluttanza degli azionisti di Moby a "fare un passo indietro dalla gestione della Società" non è corretta.

Non smentiscono la notizia secondo la quale gli è stato chiesto di farsi da parte, affermano che quella richiesta non sarebbe accettabile.

E come un prestigiatore da quattro soldi tenta di trasformare l'accusa di inaffidabilità che gli viene rivolta in uno j'accuse contro i suoi finanziatori!

Il comunicato afferma:

Moby e i suoi azionisti hanno ricevuto una proposta dal Gruppo Ad Hoc che è

(a) incompatibile con le leggi applicabili dei documenti finanziari sottostanti,

(b) incompatibile con i contratti operativi esistenti e

(c) penalizza eccessivamente i creditori esterni al Gruppo Ad Hoc .

E poi ci sono i buon propositi rivolti al babbo natale di turno, peccato che sia già passato da tempo.

Scrive Onorato:

Il desiderio del Gruppo Onorato e degli azionisti di Moby, d'altra parte, è quello di soddisfare tutti i creditori in circolazione e di non dare la priorità a un sottoinsieme di creditori.

La Società sta lavorando con i suoi consulenti per trovare soluzioni legali che tutelino gli interessi di tutte le parti interessate, come è sempre stato il caso nei 140 anni di storia imprenditoriale del Gruppo Onorato.

E qui emerge il ruolo del benefattore che vuole tutelare i piccoli investitori con tanto di richiamo storico che meriterebbe un'enciclopedia di misfatti!

E siccome nessuno lo ha preso sul serio e anzi hanno rispedito al mittente tante melense parole Onorato è ritornato su i suoi passi per chiedere altro tempo:

Alla luce di quanto sopra, la scorsa settimana la Società Moby ha formalmente inviato un invito a tutti i membri del gruppo Ad Hoc per richiedere ulteriori trattative con i propri consulenti in merito a una potenziale soluzione di ristrutturazione.

La Società ha ribadito il proprio impegno a trovare soluzioni confidando nella buona fede di tutte le parti che saranno fondamentali per garantire la tutela dei servizi chiave del Gruppo al pubblico italiano e il futuro delle 5.800 famiglie che fanno parte della famiglia Onorato .

Ovviamente non poteva mancare un appello strappalacrime per le famiglie, dopo che ha portato il gruppo in questa situazione spericolata si preoccupa dei lavoratori e delle loro famiglie.

Davvero difficile dargli ancora credito!

Dimenticandosi di non aver ancora pagato le cedole (interessi) sul bond, di non aver pagato il rateo di prestiti bancari per 60 milioni di euro, di non aver ancora pagato 180 milioni allo Stato e di dovere soldi un pò ovunque, vedi piloti e rimorchiatori ha la faccia tosta di invocare clemenza. Tanto da affermare:

In quest'ottica, la Famiglia Onorato, sempre rispettosa delle esigenze dei suoi creditori e dell'attuazione del suo piano aziendale, ha ripetutamente ribadito la piena disponibilità del Gruppo Onorato e dei suoi azionisti e la ferma volontà di portare avanti i negoziati di ristrutturazione. Il Gruppo è impegnato in un dialogo aperto sulla governance futura (compresa la creazione di un comitato per le nomine e la remunerazione) della Società con l'obiettivo di creare valore aggiunto per tutti gli stakeholder e creare una piattaforma per la crescita futura".

Solo scriverlo che si vuole creare nuova crescita per il futuro appare azzardato figuriamoci rivolgere questo appello a chi è abituato a scommesse azzardate a pronta cassa.

Qualcuno gli può credere? Beata fiducia!

Non pago della clemenza invocata l'appello finale è da strappalacrime con tanto di raddoppio dei dipendenti.

Ad ogni capoverso mille in più sino ad arrivare addirittura a 10.000.

Lo scudo umano dei lavoratori è schierato, ovviamente in funzione di non pagare il debito o comunque di non pagarlo adesso!!

Scrive ancora il pregatore seriale:

Moby e i suoi azionisti ribadiscono il loro desiderio di perseguire un percorso di recupero per il Gruppo nell'interesse di tutti i suoi creditori, di oltre 10.000 dipendenti diretti e indiretti, dei suoi fornitori e clienti. La Società ritiene che gli elementi per questa ristrutturazione siano possibili.

Peccato che nessuno ci creda se non con il cambio della governance, ovvero la cacciata di Onorato.

Ma lui, Mascalzone Latino, è perfettamente nella parte di chi ci crede e vuole darla a bere anche agli altri commensali.

E qui nel comunicato in borsa si arriva anche ad esaltare il quadro economico, come se stesse parlando con neofiti di bilanci e finanza.

L'appello è sostanzioso con numeri che porterebbero tutti a puntare sulla Onorato family, peccato che nessuno ne voglia nemmeno parlare.

E afferma la nota per la borsa:

Si ricorda che sulla base dell'ultima relazione trimestrale al 30 settembre 2019, il Gruppo ha registrato un EBITDA di € 118 milioni, un indebitamento finanziario netto di € 591 milioni, di cui € 300 milioni relativi alle obbligazioni e € 160 milioni relativi alla struttura bancaria eccezionale. Il valore della flotta del Gruppo, basato sull'ultima valutazione e valutazione di Unitramp, supera il miliardo di euro.

Di nuovo con questo miliardo di valore: peccato che le ipoteche non siano un optional e che molto spesso la realtà è molto lontana dai sogni!

Alla fine l'ultimatum dell'ultima spiaggia: non dovete chiedere indietro altri soldi ma darne altri.

E lo scrive senza mezzi termini, per chi sa leggere:

Se tali valutazioni sono confermate dal broker da nominare, il piano di ristrutturazione può essere attuato esclusivamente sulla riprogrammazione dell'attuale profilo di debito.

La farsa è infinita compresa l'affermazione che tutto va bene e che il confronto è costruttivo.

Peccato che ieri a mezzanotte il tempo sia scaduto con un esito fallimentare: zero accordo e scontro violento tra le parti.

Come se niente fosse Onorato, con la faccia come la suola, rilancia e afferma:

In ogni caso,il Gruppo sta proseguendo un dialogo costruttivo con i suoi finanziatori bancari per individuare le soluzioni più appropriate per superare le temporanee difficoltà finanziarie del Gruppo e il Gruppo è aperto a un dialogo costruttivo con i suoi finanziatori. I finanziatori della Banca hanno inoltre espresso la propria disponibilità a fermarsi per consentire la conclusione dei negoziati.

Dunque nessun accordo nemmeno con le banche ma disponibilità a negoziati, salvo che il 15 marzo è l'ora X, o paga o paga!

L'appello finale è per i titolari di bond che evidentemente non hanno lasciato gli stessi margini di trattativa:

La Società, i suoi dirigenti e azionisti sperano che un approccio simile sia confermato anche dagli obbligazionisti.La Società continua a collaborare con i suoi consulenti finanziari e legali per una ristrutturazione finanziaria consensuale del debito del Gruppo.

Il tunnel dell'ultimo miglio è appena iniziato. Il 15 marzo se l'intesa non sarà raggiunta ogni creditore potrà fare due telefonate la prima all'agenzia di rating Moodys, in un nanosecondo e automaticamente declasserà il rating da SD, default selettivo a D, default. E' un meccanismo automatico in quanto non avrà pagato le cedole/interessi del bond di 300 milioni.

Il 15 marzo, infine, saranno scaduti i 30 gg di Grace period, a quel punto telefonatina al Security Agent per escutere le garanzie, ovvero farsi pagare senza se e senza ma!Insomma trattativa fallita!