Jim e la Missione Sarda: balle a gogò

Non passa giorno che non ne arrivi uno. Mai visti prima. Ora tutti qui. Visite di colonizzazione, pianificate nel dettaglio da un certo Jim Messina, pseudo americano che dice di aver lavorato per Obama.

Il sondaggista pare si metterà in tasca 400.000 euro per seguire la campagna referendaria e cercare di ribaltare un risultato che le costanti previsioni vedono abbondantemente a favore del No.

Questo signore venuto dall'altra parte dell'Oceano, però, deve far finta di guadagnarsi i soldi.

Del resto 400 mila euro per due mesi sono più che sufficienti per un finto lavoro.

Per questo motivo in viale Trento da qualche settimana hanno spedito un certo Lotti, sottosegretario di Stato, in arte Mustaioni, che, per conto di Jim, stabilisce date, definisce incontri e spedisce ministri di qua e di la della Sardegna.

Hanno commissariato Pigliaru e lui, poveretto, non se n'è nemmeno accorto.

Jim Messina è un mito e ha un merito ineguagliabile. Un campione. Lo pagano quelli del Sì e lavora per quelli del No. Da quando è arrivato in Italia per sostenere il Sì è riuscito a far crescere a dismisura i sostenitori del No.

E' riuscito dove nessuno aveva mai osato. Ha persino convinto una buona fetta di indecisi a votare per il No.

La Sardegna è per lui tra le terra predilette. Ha detto a Renzi: perdiamo di brutto in Sicilia, in Basilicata e appunto in Sardegna.

Gli ordini a quel punto sono stati secchi. Missione colonizzazione. Un ministro al giorno da nord a sud dell'isola. La mission è scritta in un canovaccio che Messina ha consegnato direttamente a Renzi. Buttatevi a capofitto in Sardegna, ascoltate tutti, promettete di tutto e di più. Mostratevi convincenti.

Risultato scontato: più promettono e meno vengono creduti!

In rete circola ironia a piene mani. Effetto Messina.

Un mio amico ha scritto: se votate Sì biglietti gratis per la Dinamo tutto il campionato.

Attenzione: stava scherzando! Non vorrei che dopo la comparsata di ieri qualcuno ci avesse creduto.

Era una bufula, alla pari dei soldi per Cagliari e per il lavoro nelle fabbriche del Sulcis.

Il venditore di pentole non si arrende. E pianifica la due giorni in Sardegna. Pigliaru è un morto, pare abbia detto renzi, mi tocca andare io! Peggio che mai.

Jim gli ha detto parla di tutto. E lui ha parlato di tutto e di più. Raccontando tante di quelle balle che un ballista professionista risulterebbe un modesto dilettante di provincia. Ha persino tentato di speculare sulla Dinamo di Sassari pur di raccattare qualche voto. La rete, non quella del canestro, lo ha insultato e lo ha esortato a buttar giù le mani dalla squadra del cuore.

In due giorni ha promesso di tutto e il contrario di tutto. Con ebeti di prima categoria che lo hanno seguito come cagnolini scodinzolanti pronti ad avvallare con il solo cenno del capo i versetti del signorotto di Firenze.

Renzi dobbiamo essere onesti ha eseguito alla lettera le indicazioni di Jim Messima: buttati a capofitto.

Lo ha fatto senza lesinare incontri, pacche e confidenze. Roba da overdose da disperazione.

Sin qui la facciata. Poi la realtà.

Il call center che diramava gli inviti per le convention di Renzi aveva l'ordine di non registrare le maledizioni e le mandate. Una valanga, raccontano i ben informati. Migliaia di telefonate sovvenzionate dai soliti faccendieri che versano denaro liquido al partito in cambio di decreti e favori. Risposte tra l'ironia e l'insulto. Roba da non credere. Un sondaggio in presa diretta.

Un film già visto a dire il vero nelle scorse settimane.

In Sardegna del resto sono venuti tutti o quasi. Il ministro sfascia scuole Giannini, quella che ha mandato gli insegnanti sardi fuori casa e ha messo in ginocchio la scuola sarda, il Ministro del lavoro, uomo forte delle coop venuto a sponsorizzare le coop rosse per i rigassificatori, ha fatto twittare il ministro dello sviluppo economico, ha precettato il più fallimentare uomo di governo tale De vincenti, ha trasferito per giorni ad Olbia l'uomo delle biciclette Del Rio a promettere soldi inesistenti per strade e ponti.

Domani sarà la volta del ministro dell'agricoltura, Martina. Uno che deve essere ancora convinto che la Sardegna è abitata da indiani.

Anche lui mandato da Jim! A raccontare frottole e a promettere asini che volano.

Una vera e propria calata di ciarlatani in trasferta, sino al fatidico silenzio del 2 dicembre prossimo.

Peccato che nessuno di questi farlocchi di Stato abbia annunciato che in Sardegna non si farà mai il deposito delle scorie nucleari, peccato che non abbiano mai smentito di voler espropriare i terreni agricoli per le speculazioni energetiche dei loro amichetti, peccato che non abbiano smentito di voler continuare a cancellare ospedali e servizi.

I sondaggi sostengono che i Sardi sono fortemente orientati a votare No.

E alla base di questa possibile scelta vi dovrebbe essere una semplice ragione: sanno che questi signorotti di Stato sono qui solo per imbrogliare i Sardi e la Sardegna.

In molti hanno capito che dentro questa schiforma c'è il sacco della Sardegna.

Vogliono farne una colonia,per imporre il potere dello Stato.

Per portare scorie nucleari, espropriare terreni agricoli, pianificare il sottosviluppo e imporci di tutto e di più.

Compresa la sostituzione dei Sardi con i migranti.

Del resto la clausola di supremazia nazionale è stata scritta anche per quello, secondo le direttive europee.

Basta votare No per non rischiare.

Rispedire al mittente balle e ballisti di Stato è l'unica strada per far sentire la nostra voce, per non diventare colonia sotto ogni punto di vista.

Sardi liberi, dignità prima di tutto!