MAGLIETTE ROSSE & QUESTIONI SERIE - DALLE CHIACCHIERE DELL'INUTILE REGIONE ALLE SFIDE CONCRETE

La vera sfida dei Sindaci Sardi, 785 milioni per investimenti concreti

La sfida si gioca in pochi mesi. E non sto parlando di candidature o amenità simili. Parlo di questioni concrete. Dove la capacità si misura non a chiacchiere o con magliette rosse. Si tratta di una scommessa seria che riguarda amministratori e sindaci, Comuni e la stessa Regione.

Oso distrarre solo per un attimo l’attenzione dal teatrino della politica per segnalare che nei prossimi tre mesi la Sardegna potrà spendere pronta cassa 785 milioni di euro.

Ovvero il più imponente e concreto piano d’investimenti di quest’ultimo quinquennio.

E, come è ovvio che sia, una Regione di assessori inutili e incapaci non solo ignora la questione ma la schiva per consolidata incompetenza.

Si tratta di un tesoretto messo in campo tre giorni fa, nel silenzio di tutti, direttamente dal Ragioniere generale dello Stato.

Cercherò di usare parole semplici e concetti chiari per spiegare un argomento tecnico e complesso.
Il Ragioniere Generale dello Stato nei giorni scorsi ha emanato una circolare: la n. 25 del 3 ottobre 2018.

Esemplifico il contenuto e il significato: le città metropolitane, le province e i comuni, nell’anno 2018, possono utilizzare il risultato dell'avanzo di amministrazione per investimenti.

Si tratta di una rivoluzione, visto che tale possibilità era vietata sin dall’era del patto di stabilità. Ovvero, i comuni virtuosi nel risparmio, o quelli incapaci nella spesa, non potevano utilizzare i soldi risparmiati o non spesi durante l’esercizio finanziario precedente.

Il consuntivo dei bilanci, da approvare entro fine aprile di ogni anno, ha segnato per la Sardegna, compresi tutti i comuni e gli enti interessati, un malloppo di 785 milioni di euro di avanzo di amministrazione. E si tratta, secondo le previsioni dell’ufficio studi di Unidos, di un dato al ribasso.

Dunque, stiamo parlando di una vera e propria manovra finanziaria che può consentire ai comuni di dare una spinta importante agli investimenti, senza nulla chiedere ed attendersi dall’inutile giunta regionale.

E’ la vera sfida dei Sindaci.

Quelli veri, quelli che operano senza pietire qualche inesistente contributo dal maninchedda di turno in cambio di promesse elettorali da mercato delle vacche.

La sfida vera è impegnare queste risorse senza perdere un giorno di tempo, bandire le gare entro l’anno in corso. Per evitare ogni possibile sorpresa o disimpegno economico finanziario.

E’ una sfida di concretezza e di efficienza: la ragioneria generale dello Stato nella circolare ha scritto con chiarezza che i Comuni nell’anno 2018 possono utilizzare l’avanzo di amministrazione, nel rispetto delle sole disposizioni previste dal d. lgs. n. 118 del 2011, per finanziare investimenti, senza alcun limite e senza presentare alcuna richiesta.

E l’utilizzo di queste risorse, insperate e agognate, riguarda qualsiasi tipologia di quota di avanzo di amministrazione correlata ad investimenti (es. quote vincolate, quote destinate o quote libere).

Unico vincolo è rappresentato dalla finalità: l’avanzo di amministrazione deve essere utilizzato “solo” per finanziare investimenti (sia diretti che indiretti, quindi anche trasferimenti finalizzati a far realizzare investimenti ad altri enti pubblici o privati).

Si può dire, secondo le analisi tecniche, che potenzialmente l’intero territorio (Regione compresa), ha la possibilità di impegnare e iniziare a spendere in investimenti entro fine anno un avanzo di amministrazione per € 784.874.886.

Forse, e lo dico nell’interesse dei cittadini amministrati e degli stessi amministratori, è meglio lasciar perdere i teatrini della vuota politica e occuparsi di questioni serie.

Del resto i cittadini alla fine non giudicano i colori delle magliette rosse ma i fatti. E adesso con 785 milioni ognuno dei 377 sindaci della Sardegna può liberamente dimostrare di preferire gli investimenti alle chiacchiere preelettorali.