LO DICO ORA E QUI, NON FATE LA FINE DEI TACCHINI NEL GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO

Lo dico ora e qui, per evitare l'annosa piaga del non sapevo, o del nessuno mi ha detto niente...

Alcuni lavoratori di Tirrenia e Moby, pochi a dire il vero, ritengono di poter risolvere la questione fallimentare della loro compagnia rivolgendomi puerili minacce e inutili insulti.

Uno più uno meno non fa la differenza. Quando si sceglie di combattere si è perfettamente consapevoli che le artiglierie servili inventeranno fango e volgarità.

Non me ne dolgo.

Capisco lo spirito e anche l'obbligo servile che impone gesti così eroici al cospetto del padrone.

Partiamo da un primo assunto: da decenni combatto una guerra santa contro il sistema Tirrenia, ancor prima che Onorato se ne facesse interprete assoluto in questi ultimi anni.

Non può, dunque, sorgere in persone con un minimo di intelletto il dubbio che si possa trattare di una guerra personale contro l'Onorato di turno, come qualche fedele sodale predica invano.

E' semmai una guerra contro un sistema che incassa 73 milioni di euro pubblici e costringe la Sardegna e i Sardi a subire le peggiori vessazioni in termini economici e sociali.

Per diretta responsabilità di Tirrenia e, quindi, degli spregiudicati speculatori che la gestiscono da sempre, la Sardegna ha perso milioni di turisti e conseguentemente decine, se non centinaia di migliaia di posti di lavoro!

Ovvero, i giovani sardi o sono disoccupati o sono costretti ad emigrare, quando possono!

Questo sistema, in questi ultimi anni, è stato incarnato da Onorato e compagni con una spregiudicatezza non comune, con azioni che hanno consentito all'Autorità garante di parlare di minacce e ricatti ai danni degli operatori economici della Sardegna.

Conoscete i fatti e le prove!

C'è qualcosa che, invece, sfugge a coloro che brindano allo scampato pericolo del fallimento.

La sentenza va letta e capita, senza slanci interpretativi.

Bisogna, cioè, evitare atteggiamenti simili a quelli che rendono giocosi i tacchini americani prima della festa del ringraziamento.

I malcapitati pennuti non sanno che quella festa si celebrerà con un solenne arrosto, il loro.

Suggerirei di non credere al sottoscritto, ma di leggere la sentenza laddove i giudici affermano:

"Per il futuro, la panacea nei confronti della crisi appare nel piano 2019-2021 sempre la dismissione di navi proprie o della controllata CIN (alla fine in caso di non rinnovo della convenzione collo Stato Italiano finirebbe per dimetterne 10!), strategia che non mostra particolare attenzione alla continuità aziendale e nemmeno immaginazione, oltre a sostenere concettualmente i timori dei bondholders, per quando i loro crediti scadranno nel 2023 , nulla più li garantirà né consentirà l’adempimento".

Basta leggere con attenzione per capire: la panacea, ovvero la soluzione proposta da Onorato, è la vendita delle navi, se ne pianifica la cessione addirittura di 10 e, aggiungono i giudici, senza alcuna particolare attenzione alla continuità aziendale.

Cosa significa secondo voi, solerti censori del mio operato, "senza alcuna particolare attenzione alla continuità aziendale"?

Traducetelo. Forse vuol dire che non gli frega niente della compagnia, dei lavoratori e del servizio?

Valutate voi. Ponetevi una domanda: per quale motivo Onorato si è anticipato i compensi, 3 milioni all'anno, sino al 2021?

Basterebbe essere meno stolti e più razionali per capirlo.

Magari suggerisco qualche insulto in meno e qualche riflessione in più, per evitare di fare la fine dei tacchini americani nel giorno del ringraziamento!