L'IDEOLOGO DELLO SCIPPO ALGERINO, E' UN GIUDICE DEL TRIBUNALE MONDIALE DEL MARE

C'è un giudice del Tribunale mondiale del Mare dietro l'operazione algerina che invade le acque internazionali con una zona economica esclusiva.

Chiamatelo pure ispiratore, persuasore, attribuitegli il ruolo che volete ma non si può non parlare di lui nell'affare del mare rubato.

E' un giudice, certi e le cautele servono tutte ma gli indizi sono troppi e ad ammettere il suo ruolo è AlgeriePart, uno dei siti algerini specializzato nelle inchieste filogovernative

https://algeriepart.com/2020/02/08/decryptage-lalgerie-lourdement-accusee-davoir-vole-litalie/

Il suo nome è scritto negli annali del governo algerino, con ruoli di primo piano e dietro le quinte.

Quando si parla di mare e di invasione di mare altrui lui c'è sempre. L'eminenza grigia che pianifica, studia, avalla e poi siede nei tavoli che decidono.

Da giudice non si è mai occupato della vicenda dello scippo del mare sardo ma di certo ha sentito parlare dell'operazione che nel 2018 ha messo su bianco l'invasione occidentale del mare della Sardegna.

Se lo interrogano dirà che non ne sa niente, ma di certo la guida spirituale è tracciata nella sua biografia.

Boualem Bouguetaia è nato il 21 settembre 1946 a Oued Rhiou. Lo descrivono come avvocato e politico algerino. Dal 2008, però, siede nella suprema Corte marittima internazionale dal 2008. Il tribunale del mare, quello chiamato a dirimere i contenziosi e soprattutto ad applicare i trattati internazionali.

E' un algerino atipico, ha studiato giurisprudenza alla Sorbona e la sua vita professionale inizia guarda caso presso l'ambasciata algerina a Parigi, prima di trasferirsi come consulente presso il Ministero della Difesa del paese.

Nel 1987 diventa deputato all'Assemblea nazionale algerina, nel 1993 entra nel cuore del Dipartimento di Stato come capo dell'area legale.

E' la volta poi della diplomazia, ambasciatore algerino in Senegal, Capo Verde , Gambia e Guinea-Bissau e per lungo tempo è stretto consigliere del ministro degli Esteri algerino.

E' nell'ottobre del 2008 che scala i vertiti dell'International Maritime Tribunal di Amburgo. Il tribunale mondiale del mare di cui dal 1° ottobre 2014 è vice Presidente.

La reazione sdegnata dell'Algeria alla mia denuncia è spiegata con un solo nome:Boualem Bouguetaia!

Lo invocano e lo evocano tutti in Algeria. L'argomentazione per gli algerini è solo una: non potete mettere nemmeno in discussione il nostro operato perchè tutte queste decisioni sono state prese nel pieno rispetto delle leggi e delle norme internazionali e soprattutto in considerazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare.

E chi garantisce questo rispetto? Boualem Bouguetaia.

Lo dice espressamente il giornale d'inchiesta algerino che ne pubblica una foto con tanto di toga tribunalizia internazionale ricordando a tutti che in quel tribunale internazionale l'algerino illustre siederà per un mandato di nove anni che va dal 2017 al 2026.

Come per dire, siete avvisati e circondati!

Scrive il giornale algerino, per supportare la tesi della propria ragione: il nostro Bouguetaia è Avvocato e dottore di Stato in diritto pubblico (diritto internazionale) dell'Università di Parigi I, Panthéon-Sorbonne nel 1979, ed era anche membro del Comitato di redazione del preambolo della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto della mare tra il 1976 e il 1980.

Come dire le leggi sul mare mondiale le ha scritte lui!

E del resto la storia è scritta: ex ambasciatore algerino era diventato ben presto capo della divisione legale del Ministero degli affari esteri algerino dal 1993 al 2001, ispirando ovviamente la decisione di creare la Zona economica esclusiva algerina.

Uno che spiegava e insegnava come affrontare "Il problema di delimitazione marittima nel Mediterraneo, specificità dei mari semichiusi” al Ministero degli Affari Esteri algerino nell'aprile 2015.

Insomma a lezione su come fregare (legalmente secondo loro) il mare agli altri!

Se l'Italia fosse uno Stato sovrano avrebbe già chiesto la rimozione del giudice al Tribunale del Mare, e sopratutto avrebbe aperto il conflitto formalmente.

Questi sia a Roma che a Cagliari continuano a dormire e intanto il professore continua a spiegare come occupare mare e cercare petrolio e gas nelle coste altrui.

Con l'Italia gli viene facile, o dormono o sono complici!