LEI E' UN CRETINO, S'INFORMI

Non scomoderò il Principe De Curtis e la sua celeberrima ironia. Del resto il grande Totò con certi personaggi non si scomponeva più di tanto.

Con il distacco che gli era innato ascoltava stupefatto gli sproloqui dell'avventore che gli urlava contro.

Totò lo guardò trafelato e con occhio trafiggente.

In cuor suo si interrogò su cotanta stoltezza e ciclopica ignoranza fino a fulminarlo senza ritorno: lei è un cretino, se non lo sa si informi!

Se non avessi profondo rispetto di Totò e sorridente simpatia per i cretini potrei adottare la celeberrima esclamazione per colui che in queste ore si erge ancora una volta a paladino del compare di battesimo!

Non lo farò. Per rispetto di Totò e dei cretini tutti.

La storia riguarda una sottospecie di macchietta, dall'indecifrabile linguaggio del troglodita fattosi chiacchierone che per continuare ad osannare il padrone padrino rivolge al sottoscritto ridicole disfide al calor bianco.

Ignaro di congiuntivi e coniugazioni, una volta immolata la lingua italiana e offesa quella napoletana, l'energumeno di onorata memoria sfoggia le fattezze degne del servo strisciante.

Passato per meriti nobiliari da lavar piatti alla dirigenza, il coraggioso e baldo prode arde dallo sfidarmi in pubblica piazza!

Suvvia, direbbe il Principe de Curtis, ma mi faccia il piacere!

Con quale lingua vorrebbe contendere la difesa del suo onorato padrone, con quali dotte prolusioni giuridiche, economiche e finanziarie vorrebbe indurmi a tacere?

E per quale arduo bisogno cotanto tribuno del niente vorrebbe ardire la difesa del proprio padrone?

In virtù di quale prebenda e in rappresentanza di quale pretesa vorrebbe che tacessi sui tracolli finanziari, sulle navi vendute e non pagate, sui marittimi italiani costretti a lavorare anche 18 ore al giorno?

Perchè dovrei tacere al cospetto di tanto erudito sproloquio?

Mi faccia il piacere, se non lo sa si informi!

Si informi, chieda in giro, si guardi allo specchio, osservi con attenzione i filmati deliranti che mette in onda con la solerzia del divino servitore.

Non si preoccupi della disfida con il sottoscritto, lasci perdere, non è cosa per lei, dica al suo padrone che le ho semplicemente risposto: se non lo sa s'informi!

Per il resto vorrei dirle: non se la prenda, sorrida, mica deve pagar lei gli 800 milioni di debiti del suo padrone!

Lasci perdere la contesa, lasci fare il suo compare.

E' già disfida tra avvocati in Tribunale, da Cagliari a Milano. Basta e avanza.

Che c'entra lei con gli avvocati, con i tribunali, con le denunce di stalking?

Lasci fare il suo padrone!

Non sia più servo dei servi, non serve.

Del resto ha già ottenuto un mirabolante ruolo da dirigente, scavalcando e umiliando centinaia di marittimi. Perchè insistere?

Non vorrà mica che suo compare si privi di qualche quota azionaria e le intesti qualche debito, così per grazia ricevuta?

Lasci perdere! Se anche le intestasse l'uno per cento avrebbe da pagare 8 milioni di debiti!

Dica al suo padrone che le ho risposto: se non lo sa s'informi!

E al prode puparo dica pure che l'attendo in luogo austero, sia Tribunale o pubblica piazza, poco importa!

Nè lui nè altri mi impediranno di continuare a combattere una battaglia che porto avanti da 20 anni per liberare la mia terra dal giogo della loro tirannia.

Lasci perdere, sorrida, lei è un miracolato, pensi ai suoi ex colleghi, quelli costretti a 18 ore di turno senza sosta e senza lucro.

Lasci perdere, sorrida: tanto la vita è una livella!

P.S. Se il Mascalzone il confronto vuole non ha che da dirlo. Abbia coraggio e non si affidi al primo cretino del villaggio.