LATTE A 50 CENTESIMI, L'ANNUNCIO E IL SILENZIO

LA LUNGA NOTTE DEL LATTE OVINO, CROLLANO ANCORA I PREZZI

SPECULAZIONE ALLE STELLE, IL SILENZIO DI ISTITUZIONI E NON SOLO

L'annuncio è di quelli da lasciare senza parole.

Il prezzo base per la prossima campagna sarà di 50 centesimi a litro.

Una cosa, però, è restare senza parole, altro è mantenere il silenzio e abbassare il capo!

Nell'affollata assemblea di ieri di una delle più importanti e storiche cooperative della Sardegna il gelo che cala nell'ex caserme Mura di Macomer non è meteorologico.

La determinazione del prezzo del latte ovino a 50 centesimi è il sintomo del tracollo. La soglia di pareggio è 70 centesimi, sotto significa fallimento.

Significa che i pastori finanzierebbero i trasformatori e gli intermediari speculatori della vendita. E conseguentemente per loro scatterebbe il tracollo.

Oggi più che mai, dinanzi a speculazioni sempre più azzardate, la mia proposta di autority per la certificazione quantità e qualità diventa imprescindibile. Troppi numeri funzionali a drogare e condizionare il mercato. Numeri partigiani, che mirano solo a pagare poco il latte e a guadagnare sempre di più sul prodotto finito.

L'assemblea di ieri a Macomer è il termometro di quanto sta per accadere.

La notizia di un prezzo da "straccu barattu" del latte ovino è di quelle che meriterebbero il pronto e urgente intervento delle istituzioni a tutti i livelli. Pigliaru e compagni ancora ieri erano, invece, alle prese con salamelecchi a Gentiloni e company. Se ne fregano del più importante settore economico della Sardegna. Quello che regge le sorti dell'economia dell'isola.La più grande e diffusa industria della nostra terra.

Un annuncio che sa di nefasto! E loro in silenzio.

E la stessa notizia dell'assemblea di ieri a Macomer tenuta sotto silenzio è la dimostrazione che non si vuole affrontare con la giusta determinazione l'emergenza.

Si preferisce continuare ad operare nella antica logica del sotto traccia, tenere i pastori con il fiato sul collo delle banche e di un prezzo del latte che parte per la nuova stagione con una premessa da brivido.

I dati snocciolati ieri a Macomer sono da svendita: ci sono aziende che vendono il pecorino romano a 4 Euro e 20 cent il kg.

Tutti dati incontrollati, senza alcuna certificazione. Con il risultato che la speculazione galoppa, se è vero, come è vero, che quello stesso formaggio venduto a 4 euro e 20 centesime raggiunge a Roma, senza andare troppo lontano, la cifra di 32 euro al kg. Otto volte tanto.

Insomma, speculazione!

Il calcolo che si fa è semplicistico per alcuni.

Per fare 1 Kg di Romano occorrono 6 litri di latte. Se il formaggio costa al Kg 4,50 Euro, significa che 1 litro di latte vale 75 cent., dai quali si devono eliminare i costi di lavorazione. Da qui la decisione di pagare 50 cent. il litro di latte.

Ovvero 20 centesimi in meno a litro rispetto a quanto realmente costa al pastore.

La soglia di un euro a litro raggiunta due anni fa è stata dimezzata.

Non è pensabile che ci siano dinamiche di mercato così fluttuanti. La realtà è un'altra: senza organo che certifichi le produzioni, spadroneggia la speculazione.

Non ci sono altre spiegazioni. L'incertezza, l'imponderabile non sono frutto di improvvisazione. Sono una regola su cui speculare. E a pagare sono soprattutto gli allevatori.

Nessun piano per diversificare, solo ed esclusivamente riflettori sul pecorino Romano, dove la speculazione è più governabile.

Ora servono risposte immediate: non più rinviabili.

Martedì riprende in commissione agricoltura alla Camera la discussione sulla mia risoluzione.

Gli impegni richiesti al governo sono chiari e definiti:

IMPEGNA IL GOVERNO

 a procedere nel senso indicato in premessa, assumendo ogni iniziative di competenza con emanazione di apposito decreto relativo alle disposizioni comunitarie in materia di dichiarazioni obbligatorie anche nel settore del latte ovi-caprino e dei prodotti lattiero caseari conseguenti;

 a promuovere azioni anche legislative tese ad istituire una vera e propria Autority del settore lattiero caseario ovi-caprino per la certificazione di qualità e quantità, capace di regolare la produzione di punta e ridurre al massimo la differenza tra la quotazione tra il pecorino romano e i prodotti diversificati;

 a disporre il raddoppio dello stanziamento previsto dal REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2016/1613 DELLA COMMISSIONE dell'8 settembre 2016 che prevede un aiuto eccezionale di adattamento per i produttori di latte e gli allevatori di altri settori zootecnici e a destinare tale incremento al settore ovi-caprino;

 a promuovere un piano strategico per diversificare i prodotti e in funzione di nuovi mercati, da ampliare e rafforzare;

 ad attivare ogni utile e inderogabile azione di tutela rivolta al Pecorino Romano, sotto attacco nazionale e internazionale e delle altre due DOP (Pecorino Sardo e Fiore Sardo) al fine di contrastare l’illegittimo e illegale tentativo di far riconoscere una nuova denominazione di origine «Cacio romano», di fatto danneggiando la Dop «Pecorino romano» e agendo in totale contrasto con l'articolo 13 del regolamento (UE) n. 1151/2012;

 ad assumere ogni iniziativa di competenza per la revoca della registrazione del marchio «Cacio romano», che, a giudizio degli interpellanti, si configura come una vera e propria contraffazione del marchio «Pecorino romano».

 a prevedere l’ampliamento consistente della quota di inserimento del pecorino romano DOP nel paniere dei formaggi del Bando per acquisti da destinare agli indigenti, considerata l’assoluta insufficienza dello stanziamento preannunciato;

 a proporre e perseguire un meccanismo virtuoso per governare le quantità di materia prima, con un prezzo fondato su parametri premianti della qualità, tesi ad incentivare una tendenza positiva tesa al miglioramento della qualità del latte in grado di coprire gli investimenti realizzati;

 a perseguire politiche tese al miglioramento genetico del bestiame, e incrementare l’autoproduzione di mangimi e foraggi proprio per le condizioni insulari della Sardegna;

 a promuovere un grande piano di comunicazione per la promozione del prodotto “Pecorino Romano” e i prodotti del settore nel mondo;