LA RIVOLTA DEI MARITTIMI TIRRENIA CONTRO ONORATO

L’accusa: ha dilapidato in maniera spregiudicata la TIRRENIA per i suoi affari

Una gestione spregiudicata finalizzata a svuotare Tirrenia per poi travolgerla e farla morire a vantaggio della Moby.

Per la prima volta i lavoratori marittimi di Tirrenia attaccano frontalmente la gestione della Onorato armatori con affermazioni che confermano quello che da anni denuncio sulla gestione dei conti di Tirrenia e Moby.

Il comunicato dei lavoratori Tirrenia dopo l’assemblea che si è appena conclusa a Napoli ha messo nero su bianco la distruzione della compagnia pubblica da parte di Onorato con quella che nel comunicato viene definita spregiudicata gestione.

Si tratta di una presa di coscienza durissima che mette sotto accusa la Onorato armatori responsabile di quella che i sindacati definiscono la morte di Tirrenia.

Lo scenario prospettato nell’incontro tra i vertici della CIN Tirrenia e i sindacati ha scoperchiato di fatto quello che da anni denuncio: lo svuotamento economico finanziario e patrimoniale di Tirrenia per coprire i buchi di bilancio della gestione dissennata della stessa Moby.

Nel comunicato di poco fa si prende atto di un fatto che si è sempre cercato di omettere: la compagnia è formata da dipendenti dell’area napoletana e siciliana.

Un aspetto non trascurabile considerato che gran parte dei servizi di continuità territoriale hanno sempre riguardato i collegamenti da e per la Sardegna.

Questo atto di accusa dei sindacati e dei lavoratori di Tirrenia dovrebbe indurre il ministero dei trasporti ad assumere ora, prima della stagione estiva, determinazioni tali da revocare la convenzione anzitempo per consentire un’ordinata sostituzione dell’attuale gestione del servizio di continuità territoriale per la Sardegna.

La chiusura delle sedi di Cagliari e Napoli costituisce la dimostrazione che il gruppo Onorato sta puntando alla cancellazione della Tirrenia per sottrarre al patrimonio della società, ancora da pagare per 180 milioni di euro allo Stato, navi e contributi finanziari dell’ultimo anno, per un’operazione di svuotamento che va bloccata senza perdere altro tempo.