LA MADDALENA, PUNTO NASCITA IN TRAGHETTO

"La chiusura del punto nascita di La Maddalena costituisce un’interruzione di servizio pubblico e nega le più elementari garanzie alla vita.La chiusura del punto nascita sta creando una situazione di pericolo superiore a quello della sua apertura. Ai medici della Maddalena viene chiesto di garantire comunque l’emergenza che potrebbe derivare da un parto improvviso o da un cesareo d’urgenza mentre il pericolo aumenterebbe per effetto della chiusura stessa o della loro inoperatività per lungo periodo. Senza perdere altro tempo il ministro della Salute deve attivare tutte le azioni per garantire il riconoscimento, compreso quello economico, il presidio di zona disagiata,con l'aggiunta di una reparto di ostetricia. Le strutture ospedaliere esistenti nelle isole minori devono essere rifunzionalizzate con la riattivazione di un percorso nascita e chirurgico garantendo il mantenimento del punto nascita isolano per tutte le gravidanze ordinarie. Occorre il mantenimento dei punti nascita che rispondono alle caratteristiche di zona disagiata, e/o con notevole distanza dalle strutture di riferimento ostetrico/ginecologiche di livello superiore più vicine. E' il caso de La Maddalena. Se la Regione non lo riattiverà immediatamente valuterò con i legali una denuncia per interruzione di pubblico servizio e di cancellazione di livelli essenziali di assistenza".

Lo ha detto stamane il deputato di Unidos Mauro Pili annunciando la presentazione di un'interpellanza al Ministro della Salute.

Ecco il testo dell'atto agli atti della Camera dei Deputati:

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della salute - Per sapere - premesso che:
la comunità dell’isola de La Maddalena viene privata ancora una volta di un servizio essenziale quale il punto nascite che da sempre aveva operato nell’isola minore;

a questo si aggiunge il tentativo sempre reiterato di cancellare anche l’unico presidio ospedaliero presente nel comune insulare;

il Punto Nascita dell’Ospedale Paolo Merlo è stato chiuso e le future madri sono costrette ad un improbabile quanto difficoltoso trasferimento a Olbia per il parto;

sono 22 le giovani donne di La Maddalena, prossime mamme, che hanno rivolto un accorato appello allo stesso ministro della salute perché venga garantito un diritto alla vita e nel contempo un pubblico servizio;

la chiusura del punto nascita di La Maddalena costituisce un’interruzione di servizio pubblico e nega le più elementari garanzie alla vita;

il Punto Nascita chiuso comporta che solo in caso di emergenza i parti possano avvenire a La Maddalena e che dopo 2/3 ore avvenga il trasferimento in un altro ospedale, quello di Olbia, affrontando un viaggio di 20/25 minuti di traghetto più altri 45 minuti di tortuosa strada con due ambulanze separate, una per la mamma ed uno per il bambino, mettendo in pericolo le vite di entrambi;

la comunità di La Maddalena chiede di poter disporre di un punto nascite pienamente efficiente senza costringere le madri ad un calvario rischioso e pericoloso;

il pericolo in questo caso diventa sempre più alto perché non è raro che le madri isolane iniziano il travaglio a casa arrivando in ospedale in forte ritardo;

la chiusura del punto nascita ha creato una situazione di pericolo superiore a quello della sua apertura ;

ai medici della Maddalena viene chiesto di garantire comunque l’emergenza che potrebbe derivare da un parto improvviso o da un cesareo d’urgenza mentre il pericolo aumenterebbe per effetto della chiusura stessa o della loro inoperatività per lungo periodo;

la chiusura sarebbe giustificata da un inqualificabile adeguamento al decreto ministeriale che prevede la cancellazione dei punti nascite in cui si registrano meno di 500 parti annui;

si tratta di disporre senza perdere altro tempo di tutte le azioni per riconoscere il presidio di zona disagiata, con l'aggiunta di una reparto di ostetricia;

per le strutture ospedaliere esistenti nelle isole minori è indispensabile la rifunzionalizzazione e la riattivazione di un percorso nascita e chirurgico garantendo il mantenimento del punto nascita isolano per tutte le gravidanze ordinarie;

occorre il mantenimento dei punti nascita che rispondono alle caratteristiche di zona disagiata, e/o con notevole distanza dalle strutture di riferimento ostetrico/ginecologiche di livello superiore più vicine;

la soppressione del punto nascita presso la struttura ospedaliera dell’isola di La Maddalena si pone in contrasto con tutte le disposizioni in materia di diritto alla salute, il rispetto dei livelli essenziali di assistenza e lo stesso diritto alla vita;

se non intenda con proprio atto intervenire per garantire il livello essenziale di assistenza per un’isola minore come quella di La Maddalena;

se non intenda prevedere l’immediata riapertura del punto nascite di La Maddalena non esponendo ulteriormente a rischi le madri di quella comunità costrette ad un parto sempre più a rischio;