IN RELAZIONE ALLA NOMINA DELL’ASSESSORE REGIONALE DELLA SARDEGNA A PRESIDENTE DELL’AUTORITA’ DI SISTEMA DEL MARE DI SARDEGNA IL DEPUTATO DI UNIDOS MAURO PILI HA PRESENTATO STAMANE UN ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI PER BLOCCARE LA REGISTRAZIONE DEL DECRETO DEL MINISTRO DEI TRASPORTI
                 #### Ill.mo Procuratore generale della Corte dei Conti

oggetto: esposto su decreto Ministro infrastrutture e trasporti di nomina del Presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna - inconferibilità e incompatibilità

Con lettera del 13 giugno scorso il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha proposto la nomina dell’attuale assessore regionale dei trasporti a presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna.

  Il 15 settembre 2016 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 169 del 2016 recante norme per la riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali, che attua normativamente quanto delineato nel Piano strategico nazionale della portualità e della logistica con riferimento alla riduzione del numero e alla riforma della governance delle autorità portuali, che vengono soppresse e sostituite dalle nuove 15 Autorità di Sistema Portuale.

  Il nuovo assetto normativo prevede che il Presidente dell'Autorità di sistema portuale è nominato dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con il Presidente o i Presidenti delle regioni interessate, restando la nomina assoggettata al parere parlamentare ai sensi dell'articolo 1 della legge n. 14 del 1978.

  Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha indicato – ai fini dell'acquisizione della prescritta intesa – l’attuale assessore regionale dei Trasporti della regione Sardegna, sul quale la Regione Sardegna ha espresso intesa il 9 giugno scorso.

  Appare sin troppo evidente che tale proposta di nomina risulta non solo viziata da una palese illegittimità di fondo rispetto a norme vigenti in materia di incompatibilità e inconferibilità sia temporale che funzionale e risulta condizionata e gravata da valutazioni politiche, correntizie e di rapporti personali, amicali, con condotte amministrative discutibili, che si richiameranno succintamente, con operatori commerciali privati.

INCONFERIBILITA' E INCOMPATIBILITÀ FUNZIONALE, SOGGETTIVA E TEMPORALE

Non sfuggirà a questa Ecc.ma Corte che la norma disciplinata da DECRETO LEGISLATIVO 8 aprile 2013, n. 39 reca - Disposizioni in materia di inconferibilita' e incompatibilita' di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell'articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190.

All’art.7 è disciplinata la materia dell’inconferibilità di incarichi a componenti di organo politico di livello regionale.

Art. 7 Inconferibilita' di incarichi a componenti di organo politico di livello regionale e locale
1. A coloro che nei due anni precedenti siano stati componenti della giunta o del consiglio della regione che conferisce l'incarico, ovvero nell'anno precedente siano stati componenti della giunta o del consiglio di una provincia o di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti della medesima regione o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione della medesima regione, oppure siano stati presidente o amministratore delegato di un ente di diritto privato in controllo pubblico da parte della regione ovvero da parte di uno degli enti locali di cui al presente comma non possono essere conferiti: a) gli incarichi amministrativi di vertice della regione; b) gli incarichi dirigenziali nell'amministrazione regionale; c) gli incarichi di amministratore di ente pubblico di livello regionale; d) gli incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico di livello regionale.

È fin troppo evidente che tale disciplina di inconferibilità debba intendersi riferita ad incarichi di natura pubblica la cui funzione amministrativa interessi l’insieme del territorio regionale e non già la sola istituzione Regione.

In tal senso, proprio le caratteristiche insulari che racchiudono le competenze dell’autorità di sistema nell’ambito esclusivo del territorio regionale della Sardegna fanno si che tale nomina rientri senza alcun dubbio nell’ambito della inconferibilità di cui alla norma richiamata.

A tal proposito "l'intesa" del Presidente della Regione rende ancora più cogente ed esemplare la "concorrenza paritaria" tra Stato e Regione della nomina del Presidente del Sistema Portuale della Sardegna.

L'intesa richiamata conferma e conferisce ancora maggiore pregnanza alla considerazione di analogia dell'Autorità Portuale della Sardegna con gli enti e le autorità richiamate esplicitamente nella norma relativa alla inconferibilità e incompatibilità funzionale e temporale dell'incarico stesso.

A tal fine è utile richiamare la modifica di natura statutaria intervenuta nella modifica dell’art.8 dello Statuto speciale della Regione Sardegna laddove, attraverso norma ordinaria, è stata introdotta una modifica di competenze che ha attribuito di fatto "la continuità territoriale" alla competenza primaria della Regione Sardegna.

Il comma 837 della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 299 del 27 dicembre 2006 ha disposto: Alla regione Sardegna sono trasferite le funzioni relative al trasporto pubblico locale (Ferrovie Sardegna e Ferrovie Meridionali Sarde) e le funzioni relative alla continuità territoriale. Al fine di disciplinare gli aspetti operativi del trasporto di persone relativi alle Ferrovie della Sardegna ed alle Ferrovie Meridionali Sarde, il Ministero dei trasporti e la Regione Autonoma della Sardegna, entro il 31 marzo 2007, sentito il Ministero dell'economia e delle finanze, sottoscrivono un accordo attuativo relativo agli aspetti finanziari, demaniali ed agli investimenti in corso.

E’, dunque, fin troppo evidente che tale nomina seppur di competenza formale del Ministro, con la vincolante e obbligatoria intesa del Presidente della regione, riguarda esplicitamente una competenza che è quantomeno concorrente.

L’esclusiva delimitazione alla regione Sardegna, intesa come territorio, dell’Autorità richiamata costituisce chiarissimamente ulteriore condizione di evidente di inconferibilità dell'incarico stesso ad un membro della Giunta regionale della Sardegna.

La stessa evidente condizione obbligatoria e vincolante d'intesa con la Regione Sardegna conferisce a tale incarico evidente pertinenza regionale sia sul piano territoriale che per quanto riguarda la stessa concorrente emanazione.

Sul piano sostanziale, ancor prima che formale, è evidente che la stessa intesa obbligatoria del presidente della Regione, avalla ulteriormente l’inconferibilità proprio perché si tratta di una nomina per la quale è indispensabile un parere obbligatorio e vincolante del presidente della regione.

In tal senso si ritiene che tale decreto di nomina nomina debba essere valutato dall'Ecc.ma Corte proprio in virtù di quanto richiamato in materia di inconferibilità di incarichi relativi ad enti demandati al governo di realtà regionali.

Sulla proposta avanzata dal Ministro, e sulla quale il presidente della Regione ha dato la propria obbligatoria intesa, esistono, a giudizio dell'esponente, elementi di incompatibilità soggettiva legata ad atti sottoscritti e condotte mantenute dal candidato designato nella gestione proprio dell’assessorato dei Trasporti della Regione Sardegna.

Rapporto con Tirrenia e valutazione danno erariale: l’assessore regionale ha sottoscritto con l’allora amministratore di Tirrenia Ettore Morace un accordo economico finanziario sul falso presupposto che Tirrenia avesse delle perdite relative alla gestione della Continuità territoriale della Sardegna e che tali perdite ammontassero a 27 milioni di euro.

Tale perdita fu presa per buona dall’assessore regionale che aderì alla richiesta di Tirrenia di tagliare corse e servizi, lasciando inalterato il contributo di 73 milioni di euro che lo Stato eroga alla compagnia di navigazione privata.

Il richiamato taglio dei servizi fu avallato, anche sulla spinta dell’intesa della Regione, anche dal ministero dei Trasporti che in attesa dell’approvazione del bilancio accolse il taglio dei servizi al fine di riequilibrare finanziariamente la convenzione con le perdite.

La stessa commissione trasporti fu investita da tale questione.

I relativi soggetti coofirmatari di quella intesa, Regione ( assessore designato alla Presidenza e amministratore delegato tirrenia) dichiararono in commissione perdite per 27 milioni che poi a chiusura bilancio non si registrarono. Il bilancio di Tirrenia si chiuse abbondantemente in attivo.

Tale condotta regionale ha certamente favorito un operatore privato garantendogli un cospicuo taglio di servizi e un evidente guadagno ulteriore sulla convenzione.

In questa operazione proposta formalmente dall'assessore regionale e dall'amministratore delegato di Tirrenia al Ministero, che autorizzò, pur dichiarando che il bilancio della compagnia non era noto, provocando un grave nocumento alle casse statali e conseguentemente al servizio reso dalla Tirrenia per quanto riguarda la continuità territoriale marittima.

MANCATA GARA PER LE ROTTE SARDEGNA CORSICA
L’assessore regionale ha reiteratamente procrastinato l’indizione della gara d’appalto relativa al servizio di continuità territoriale tra la Sardegna e la Corsica. In questo contesto veniva, con tale negligenza, favorita la speculazione privata e nella fattispecie quella di due armatori privati, il primo titolare della Tirrenia e il secondo BluNavy con forti legami societari e familiari con l’ex amministratore di Tirrenia Morace;

FALLIMENTO SAREMAR
Tale assessore regionale annovera tra i suoi atti più evidenti il fallimento della società di navigazione già statale Saremar, per il quale è stato chiesto un procedimento della Corte dei Conti. Tale fallimento è stato arbitrariamente perseguito con l’unico scopo di consentire ad un privato di partecipare, e vincere, in solitudine le gare relative all’acquisto delle navi della dismessa Saremar e della successiva gestione delle rotte in regime di continuità territoriale con le isole minori.

Tali elementi si sottopongono all'Ecc.ma Corte al fine di valutare l'inconferibilità e incompatibilità della nomina del Sign. Massimo Deiana, assessore regionale in carica della Regione Sardegna, alla carica di Presidente del sistema portuale della Sardegna.

                                 in fede, Mauro Pili