IL CARROZZONE DELL'ANAS SALE IN TRENO, PER FREGARE SEMPRE DI PIU' LA SARDEGNA

L'ANAS ENTRA A FAR PARTE DELLA SOCIETA' FERROVIE DELLO STATO: CHI CI RIMETTE ANCORA UNA VOLTA SONO I SARDI E LA SARDEGNA

STRALCIO DELL'INTERVENTO IN AULA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI DI MAURO PILI

IL SILENZIO DI REGIONE E POLITICA SUL NUOVO IMBROGLIO

MAURO PILI - DEPUTATO UNIDOS - E poi c'è il carrozzone dell'Anas. da 69.000 dipendenti, ANAS e Ferrovie dello Stato raggiungeranno i 100.000 dipendenti. Non è una partita che si può derubricare a un quadro societario che muta. No, stiamo parlando del principale diritto universale alla mobilità; non stiamo parlando di tariffe, di pedaggio, stiamo parlando della mobilità fondamentale dell'Italia, compresa anche quella regione che io non reputo facente parte, per l'atteggiamento dello Stato, dell'Italia, appunto la Sardegna, dove si vede un atteggiamento proteso a fare soldi piuttosto che a erogare servizi.

Non vi è una strategia funzionale a migliorare l'efficienza stradale, ma semplicemente il tentativo di guardare alla finanza per acquisire più soldi. Non c'è il progetto di razionalizzare l'ANAS, quel carrozzone dell'ANAS, non ci si pone il problema di capire perché gran parte delle opere pubbliche in Italia hanno tempi biblici per essere realizzati e hanno costi 3 o 4 volte superiori al resto dell'Europa. Per quale motivo non si affronta il tema di come si spendono i soldi, come è possibile che una strada che inizialmente costava 400 milioni di euro, cito la Sassari-Olbia, diventi una strada da un miliardo e 200 milioni? Per quale motivo? E si risolve forse il problema con questa subdola privatizzazione, cedendo le quote di ANAS alle Ferrovie dello Stato? No, si cerca soltanto un ulteriore collettore finanziario, per continuare a gestire e a gestire in malo modo una struttura che ha dimostrato di essere fallimentare sotto ogni punto di vista.

Vogliono mani libere, questa è la realtà e a chiunque dica che non è privatizzazione, cito l'ultima intervista di Gianni Vittorio Armani, il Presidente dell'ANAS, che dice: spero che presto l'ANAS esca dalla pubblica amministrazione, abbiamo entrambi bisogno di crescere. Cioè, vuole mani libere, ma per fare che cosa? Forse tutta la corruzione che abbiamo registrato, i ponti che cadono cambieranno se sarà dentro la struttura delle Ferrovie dello Stato? Non era forse meglio affrontare il tema della corruzione progettuale dei capitolati d'appalto in partenza, piuttosto che avventurarsi in una missione priva di visione e priva di strategicità?

In realtà, Armani è molto scaltro, dice: noi vogliamo fare cassa, vogliamo metterci nel compendio internazionale e attraverso le Ferrovie dello Stato ci daranno più mutui, li chiama così. In realtà - dice Armani - la strada che al momento sembra più percorribile è quella di un prelievo sull'accisa che grava sui carburanti. L'idea di Armani, avallata da questo Governo, è di imporre agli italiani un'ulteriore tassazione per quanto riguarda la fruizione del diritto alla mobilità per fare cassa, per continuare ad affrontare il tema della spesa pubblica non in termini di riduzione, ma di ulteriore prelievo per continuare ad aumentare lo spreco. Questa è la visione che Armani propone e aggiunge: abbiamo pensato anche a una tariffazione basata sulla identificazione della targa. Per questo signore, manager di Stato, anche la privacy diventa una elemento marginale, pur di tassare, pur di valutare, appunto, un prelievo. E questa è la dimostrazione di come un elemento come questo venga introdotto in un decreto rabberciato, confuso, ma che mira a regalare un servizio pubblico al più becero interesse privato. Lo dico io, è una mia visione negativa delle cose, ma la Commissione competente scrive: si verifichi l'esigenza di accompagnare tale misura, quella della fusione, alla scelta irreversibile di non riproporre politiche volte alla privatizzazione. Quando la Commissione competente arriva a scrivere, a mettere nero su bianco, e richiama il Governo a non fare procedure di privatizzazione è evidente che sta mettendo le mani avanti rispetto a un'ipotesi che è molto più concreta di quello che in realtà sta avvenendo. Cito la SS 195 che collega Cagliari con Pula, l'ha attraversata tre giorni fa il Ministro delle Infrastrutture, Delrio, qualche settimana prima il Premier cinese; i lavori sono iniziati a luglio del 2011, dovevano concludersi e devono concludersi a luglio del 2017. Il sito dell'ANAS, quello ufficiale, dice che dal 2011 al 2017 è stato realizzato il 37,6 per cento dei lavori. Ma può un'ANAS proporsi di entrare in un'altra società senza aver prima capito quali sono le ragioni di fondo, gestionali, strutturali, interne, per cui una strada di 120 milioni di euro in sei anni non riesce ad avanzare oltre il 37,62 per cento? Questo è il tema.

Avete fatto ritardare il sistema dei lavori pubblici in Sardegna e in Italia, introducendo una modifica del codice degli appalti, quando vi è stato detto (io personalmente l'ho detto al Ministro): attenzione, bloccherete tutto il sistema, perché nel momento in cui non salvaguardate il transitorio, quello che è già avviato, create condizioni perché questo venga bloccato.

Che dire della Sassari-Olbia? Oltre un miliardo di investimento, il 50 per cento dei cantieri fermi, cantieri non partiti; ci sono più imprese calabresi su quel tratto di strada che in tutta la Calabria, stranamente con ribassi di opere pubbliche che sono davvero improponibili e davvero scandalosi. Quindi, non riequilibrio, no efficienza, no efficacia, ma privatizzazione di un servizio di diritto pubblico, che è quello della mobilità; una privatizzazione parapubblica, funzionale, anche in questo caso, ai grandi gruppi che voi sostanzialmente volete mettere in campo, senza pensare che sarà una fusione contro le aree deboli, le aree che non potranno produrre denaro, che non avranno pedaggio, che non avranno movimentazione, zero risorse, le risorse tutte nelle aree forti del Paese, quindi una privatizzazione funzionale, davvero, a nuove discriminazioni, a nuovi divari, all'ampliamento degli stessi.