I SEGRETI DI ONORATO: SI FA PAGARE STIPENDI DA TRE MILIONI DI EURO ALL'ANNO E SE LI ANTICIPA SINO AL 2021

Ci sono fatti e atti che si compiono nella speranza che restino segreti, chiusi e asserragliati nel flebile confine tra il pubblico e il privato.

Cifre criptate, iscritte nei bilanci di società incastrate come matriosche, una sull'altra, per rendere incomprensibile quel fiume carsico di denaro pubblico che si trasforma senza colpo ferire in moneta sonante da nascondere nelle casseforti di famiglia.

Migliaia di numeri, cifre in chiaro e molto spesso oscure. Roba per astronauti della finanza, farmacisti dei numeri, prestigiatori della contabilità.

Sino a quando il chiavistello del contabile non decodifica i dati e, senza password, entra dentro i bilanci per scoprire ciò che doveva restare nascosto.

E ciò che emerge si fatica non poco ad inquadrarlo nella logica del salvataggio di una compagnia che tutti i bookmakers danno con un piede dentro e l'altro prossimo.

Stiamo parlando di operazioni acrobatiche compiute nella certezza che nessuno avrebbe mai ficcato il naso nei dettagli milionari del bilancio del gruppo di fatto Moby Tirrenia.

Non è un caso che tra il 20 e il 27 dicembre del 2018 venisse attivato, approfittando del Santo Natale e del Capodanno, un flusso finanziario spaventoso tra Tirrenia, denaro pubblico fresco e la Moby, compagnia di stretta pertinenza del Mascalzone Latino.

Cifre imponenti, con tre bonifici, uno sull'altro. Prima 20 milioni poi 18 e infine 47. La Tirrenia trasformata in una banca illimitata per foraggiare la compagnia familiare. La spartizione riguarda dividendi e persino il fondo di riserva. Roba da Procura!

Cifre che finiscono nella cassa di famiglia e che danno vita a spese insolite e ingiustificate che agli osservatori più attenti appaiono di dubbia pertinenza con l'attività armatoriale.

Partiamo da lui, il capo.

Tale Vincenzo Onorato, in arte Mascalzone Latino, amante della bella vita, delle barche a vela e della smisurata ambizione di controllare la politica, una volta a destra una volta a sinistra passando tra le 5 stelle e i fratelli d'italia.

Soldi un pò a tutti per sponsorizzare la politica che tace e che sostiene.

Vincenzo Onorato è il presidente del consiglio di amministrazione di Moby, è di fatto l'azionista di riferimento dell'intero gruppo Moby Tirrenia. Il padre padrone.

Un prestito personale di un milione di euro

Per capire chi sia Onorato e il rapporto con le sue società si deve partire dal bilancio del 2016, nota integrativa, alla voce “Altre attività finanziarie”.

Il primo luglio del 2016 Moby eroga un prestito per un milione di euro al Presidente del Consiglio di Amministrazione, con un tasso di interesse del 2%. Il credito, in scadenza nel 2018, è stato poi prorogato al 30 aprile 2021.

Uno stipendio da 3 milioni di euro all'anno

Vincenzo Onorato è a tutti gli effetti il padrone di una compagnia che ha una marea di debiti ma nonostante questo nessuno gli suggerisce l'inopportunità di assegnarsi un compenso da mille e una notte, tre milioni di euro all'anno.

I costi nella tabella del bilancio 2016 sono riferiti con ogni probabilità al lauto compenso nella sua qualità di presidente del consiglio di amministrazione deliberato formalmente per tre dicasi 3 milioni di euro come si evince dal quadro dei costi degli organi amministrativi evidenziato nella Nota Integrativa.

Gli anticipi milionari a favore di Onorato

Come se fossimo in tempo di guerra o prossimi alle ostilità, Onorato pensa bene di mettere da parte un pò di denari, per sè ovviamente.

All'equivoca voce “Anticipi a fornitori” è iscritto un credito importante. Il destinatario ancora una volta è Vincenzo Onorato: Presidente del Consiglio di Amministrazione. Oggetto:erogazione, avvenuta nel corso del 2017, di "un anticipo pari a un milione di euro sull’emolumento dell’anno 2018.”

Nel 2017 non si assottigliano le pretese finanziarie del manager Onorato che pretende e si fa liquidare altri 3 milioni di euro.

Nel 2018 i crediti verso Onorato Latino salgono a circa 6 milioni come emerge dal quadro dei rapporti con le parti correlate.

Nonostante le difficoltà finanziarie, l'obbligo alla vendita di navi e bilanci perennemente in rosso Vincenzo Onorato si autodefinisce un fuoriclasse da meritarsi ancora 3 milioni di euro di stipendio per il 2018.

Ma non gli basta mai. E la guerra ormai prossima gli suggerisce di mettere da parte altre "provviste" per l'inverno.

Nel bilancio 2018, alla voce “Anticipi a fornitori” compare l'ennesimo anticipo di denaro a favore di Mascalzone Latino.

Cifre da capogiro: nuovo credito verso il presidente del Consiglio di Amministrazione per l’elargizione, in pieno 2018, con i conti sempre più in rosso, di un anticipo pari a 4 milioni e 990 mila euro. Anticipo dei suoi compensi per gli anni 2019-2021!

Tutto regolare? Lo diranno i giudici, quelli civili e credo quelli penali.

Di certo emerge un quadro devastante del comportamento manageriale del padre padrone che mentre la nave sta affondando si preoccupa di farsi anticipare milioni e milioni di euro per i suoi emolumenti.

Come se non ci fosse un domani.

Se mai avessi investito 50 centesimmi nel bond da 300 milioni di euro qualche domanda me la farei.

Per quale motivo Moby ha prelevato quelle ingenti somme da Tirrenia, tanto da aggredire anche il fondo di riserva?

Per quale recondito piano Onorato si è fatto anticipare gli emolumenti sino al 2021?

Domande alle quali i giudici dovranno dare delle risposte.

Nella prossima puntata vi racconto degli acquisti milionari a Porto Cervo, non certo una località dove promuovere i traghetti di Tirrenia!