GLI INGLESI HANNO GIA' VINTO, I SARDI (ancora) NO

gli Inglesi hanno già vinto, i Sardi (ancora) No

Domani a Londra e dintorni si vota. Il Popolo del Regno Unito è chiamato a decidere se stare o non stare nel recinto dell'Unione Europea.

Ancor prima del voto di domani gli Inglesi, però, hanno già vinto.

Ancora una volta sono loro i protagonisti del proprio futuro.

Tengono tutti con il fiato sospeso, artefici del loro domani. Non hanno delegato né alla regina né al premier. Decidono loro, uno per uno, in fila ai seggi. Votano per uscire o per restare.

E vengono rispettati, per autorevolezza e per democrazia.

Scelgono. Decidono. Votano. E non è la prima volta.

Due anni fa, a rischio di sfasciare il Regno Unito, dinanzi alla richiesta del Popolo Scozzese, hanno reso costituzionale il referendum per l'indipendenza della Scozia.

Un passaggio unico in questa Europa di burocrati e di Stati canaglia e tenaglia.

Anche allora decisero i cittadini scozzesi. In fila per esprimere il proprio potere sul loro futuro.

Tutto questo in questo nostro Stato tribale e assolutistico è severamente vietato.

Il Popolo Sardo vorrebbe decidere se stare o non stare in uno Stato vigliacco e strabico.

Magari anche gli italiani vorrebbero decidere se stare o non stare in questa Europa di burosauri.

Niente di tutto ciò è possibile. In Italia i cittadini sono minorenni e non hanno la patria potestà: non possono decidere niente, interdetti.

Peggio che mai per i Sardi. Non possono nemmeno parlarne di Indipendenza. Poco importa se lo Stato ci nega strade e trasporti, energia e zona franca. Dobbiamo soccombere a quattro cialtroni di palazzo nel nome del tribale inno dell'unità a tutti i costi.

Viva gli inglesi, popolo libero di decidere il proprio futuro.

Viva gli scozzesi popolo tra i popoli che ha scelto il proprio domani.

Poveri noi ancora asserviti a partiti ideologici e a neocentralisti di Stato che continuano a considerare la Sardegna una colonia da tenere sotto scacco e in silenzio.

Continueremo a subire, sino a quando non avremo un moto di ribellione, per riprenderci la libertà di decidere il nostro futuro.

schiena dritta, testa alta. Unidos.