FOGNOPOLI, LA VERITA' DI QUEI REGISTRI IN FOGLIETTI DI CARTA

Il caso FOGNOPOLI di Magomadas è un pozzo senza fondo.

Ogni giorno che passa spuntano documenti sempre più inquietanti sulla gestione di quell'accampamento che si candida gestire i rifiuti putridi e malsani delle fogne pugliesi spedite in Sardegna.

Basterebbe leggere questi due fogli "sequestrati" dall'Arpas di Oristano per comprendere la realtà dei fatti e non le mistificazioni vendute ad allocchi in trasferta!

Quando l'Arpas arriva a Magomadas è il 18 ottobre del 2019. Chiede subito di poter vedere il registro di carico e scarico dei fanghi fognari in arrivo.

Il foglio è eloquente. I tecnici lo "cristallizzano" come allegato 1A al verbale.

Sul lato sinistro riporta la data di ingresso dell'ultimo carico di fango arrivato in Planargia.

Il calendario della fogna pugliese si ferma all'8 ottobre del 2019.

In quell'occasione il registro segna l'arrivo, direttamente dall'impianto di Bisceglie, in Puglia, di un carico di fango palabile prodotto dalle fogne di quell'area.

Il quantitativo d'ingresso è di 26.020 kg.

Il funzionario dell'Arpas sottoscrivere quel foglio registrando un dato eloquente: Ultima registrazione in caso in occasione del sopralluogo del 18/10/2019, firmato Arpas Oristano.

In realtà l'ultimo carico nel registro non è di fango perché lo stesso giorno vengono accolti i rifiuti dell'attività di costruzione in arrivo da Cuglieri.

Con quella firma in calce il documento che riproduco si "cristallizza" il registro di carico scarico.

Emerge un dato eloquente: per 10 giorni, in questo impianto, non sarebbe entrato nessun carico di fanghi.

Peccato, però, che poco dopo i tecnici dell'Arpas chiedano di visionare il registro dell'umidità dei fanghi nelle vasca.

Emerge, secondo i verbali, che non esiste alcun registro ma un foglietto a quadretti, roba da non credere, in cui vengono appuntati sommariamente dei dati.

Anche in questo caso il foglietto viene "sequestrato" e numerato:allegato 2 - visita ispettiva dell'Arpas di Oristano.

Il primo dato che si rileva in questo "foglietto" è disarmante perché, nonostante non fossero stati registrati camion in arrivo negli ultimi 10 giorni, nella vasca 1 è annotato un fango in arrivo datato 16 ottobre 2019 e la cui umidità è dell'81,33%.

Stessa cosa dicasi, sempre per un'altra porzione della vasca 1, sempre del 16/10/2019, con percentuale dell'82,34% di umidità.

Così dicasi per la vasca 2 con fanghi in arrivo del 17/10/2019 con umidità dell'80,15%.

Questa sottospecie di registro "foglietto", è controfirmato in chiusura dal responsabile dell'azienda con la data in calce del 18/10/2019.

Si tratta evidentemente dell'ennesimo atto che getta su questa vicenda un'ombra pesante su elementi imprescindibili nella gestione di un'attività già di per se fuori legge per le distanze dai centri abitati e l'esistenza di un'area di produzione DOC su quel territorio.

I documenti che pubblico sono la prova provata di quanto ancora debba venire a galla rispetto ad un caso che meriterebbe risposte immediate proprio per il potenziale rischio per l'ambiente e la salute pubblica.

Le minacce di denunce da parte di qualche lobbysta dello sterco sono semplicemente tese a intimidire un'azione di trasparenza, informazione e legittima opposizione a questi misfatti.

Pubblico questi documenti perché niente deve restare occultato e omesso.

Si possono prendere in giro molti ma non tutti.

Si potranno schierare molti servi a copertura di questa vergogna ma saranno sempre di più quelli che avranno gli elementi per giudicare.

Alla luce anche di questi nuovi atti spero e confido che questa vergogna abbia fine senza ulteriori indugi.

Impedire ad una comunità di respirare l'aria è, da che mondo è mondo, un reato che va perseguito senza se e senza ma.

Importare le fogne pugliesi o di qualsiasi altra parte in Sardegna è un reato, un oltraggio morale ed ambientale ai danni della Sardegna!