FAULANCIU, LYING, MENTER, I BUGIARDI INCALLITI DELLA REGIONE

DALLA SANITA' ALL'ACQUA: LE BALLE STRATOSFERICHE DI UNA GESTIONE SCANDALOSA

Ci sono molti modi per definire alcuni personaggi che governano la Regione sarda. Declino in alcune lingue: FAULANCIU, LYING, MENTER. In sintesi italiana: bugiardi! Professionisti della menzogna.

In queste ultime ore il primato dei menter professionisti spetta a due assessori a capo di Sanità e Abbanoa.

Il portavoce dell'assessore della salute in riferimento alla mia denuncia sulla gestione strutturale degli ospedali del Sulcis e la morte della giovane madre si è esibito in un canonico: quello che dice Pili è tutto falso!

Non ci si poteva attendere altro da personaggi che hanno fatto della menzogna e del malgoverno la costante del loro agire.

Non solo raccontano balle, ma si smentiscono da soli: prima annunciano un'inchiesta interna sulla morte della donna e poi sono pronti a smentire ciò che è stato scandito con dettagli e puntualità.

Per quale motivo avrebbero deciso di aprire un'inchiesta interna? Cosa ci sarebbe di falso in quanto ho denunciato secondo queste cialtronesche repliche da osteria di partito?

E' forse falso che la povera donna ha dovuto avere a che fare con 4 ospedali in meno di 48 ore?

E' forse falso che l'autista reperibile è stato chiamato alle 23 di notte e si è dovuto recare prima al Santa Barbara per prendere i frigomedici, poi al Cto e poi al Sirai e fare ritorno in piena notte ad Iglesias?

Basterebbe risalire a timbrature e tracciati telefonici!

E' forse falso che durante la notte è dovuto ritornare al Sirai di Carbonia per l'insufficienza del sangue per la trasfusione urgente?

Basterebbe vedere la tracciabilità del sangue e gli orari di lavorazione!

E' forse falso che al santa barbara non esiste da tempo una scorta di sangue emergenziale pronto all'uso?

E' forse falso che i frigomedici sono dislocati al Santa Barbara dove non esiste più nemmeno un reparto?

Ecco, abbiamo a che fare con pratiche cialtronesche di chi smentisce a piene mani solo per coprire negligenze e misfatti.

Un assessorato alla sanità in mano ad un clan politico bancario che sta mettendo in ginocchio la salute pubblica in Sardegna e che si permette di smentire ciò che non è smentibile!

Certo hanno coperture, hanno le banche che proteggono, la sinergia politico finanziaria, ma questo non funziona con le persone libere!

Dunque quel che ho detto lo confermo, virgola dopo virgola. Ho chiesto un'indagine ministeriale, ma mi affido con maggior speranza alle indagini della Procura.

E poi c'è il sovranista di turno, l'assessore ai misfatti dell'acqua.

Colui che autorizza il furto di Abbanoa nelle tasche dei sardi per quel conguaglio che i giudici continuano a definire illegale e che la Regione continua ad avallare.

Ieri i sovranisti dei lavori pubblici, amanti a parole della lingua sarda, si sono esibiti in uno show tutto anglosassone.

Il modesto quanto risibile comunicato dell'assessorato dei sovranisti, stampella dell'italianissimo Pd, ha fatto conoscere ai sardi la parola anglosassone: "enforcement".

Lo sfoggio anglosassone del "partito dei sardi da spremere" era rivolto all'autorità garante per la concorrenza: non ha il potere di "enforcement".

Ora passi la caduta linguistica, ma affermare che l'autorità garante per la concorrenza non ha potere di applicazione o sanzionatorio è come sostenere che i denti servono per sorridere!

Siamo all'ignoranza abissale! Affermare che non esiste nessuna procedura aperta nel giorno in cui viene pubblicata la decisione dell'autorità è pari al dormiveglia di quel pugile che buttato a terra da un terribile ko continua imperterrito a sorridere!

Sveglia! Avete fatto un modesto copia incolla con le parole del vostro esimio avvocato Sabato che con una frettolosa mail via ha propugnato la parola enforcement. Tranquilli, vi ha scritto: l'autorità non ha potere.

Aggiungo: guai a voi se gli pagate la parcella all'avvocato Sabato e company. Prima accertatevi che abbiano realmente svolto l'opposizione invocata dalla vostra delibera di giunta. Verificate che siano stati rispettati i tempi e le procedure. A me personalmente tutto questo risulta non essere avvenuto! Dunque pagare senza certezza di aver svolto il mandato significherebbe commettere un danno erariale.

FAULANCIU, LYING, MENTER

E poi, infine il potere sanzionatorio o di enforcement che dite non esistere.

Preparate la cassaforte, se non vi adeguate dovrete aprirla con le buone o con le cattive!

Posto che in Sardegna l'anello al naso ce lo hanno solo quelli che credono alle vostre frottole vorrei aggiungere una semplice quanto necessaria lettura del dispositivo del potere sanzionatorio dell'autorità per la concorrenza:

"Nei casi in cui un’istruttoria, avviata per la valutazione di un’intesa restrittiva della concorrenza o di un abuso di posizione dominante, si concluda con l’accertamento di un comportamento anticoncorrenziale, l’Autorità diffida le imprese dal tenere in futuro un simile comportamento e può infliggere una sanzione pecuniaria fino al 10% del fatturato delle imprese coinvolte, in funzione della gravità e della durata della violazione. In caso di inottemperanza alla diffida, l'Autorità applica la sanzione pecuniaria fino al 10% del fatturato. Tale sanzione non può essere inferiore al doppio di quella comminata al momento dell’accertamento della violazione. Nei casi di reiterata inottemperanza l'Autorità può disporre la sospensione dell'attività d'impresa fino a trenta giorni (Art.15 legge 287/1990).

Quando esiste il rischio di un danno grave e irreparabile per la concorrenza, l’Autorità può adottare misure cautelari per porre un rimedio immediato al comportamento restrittivo. Nel caso di inottemperanza a tali misure, l’Autorità può comminare una sanzione fino al 3% del fatturato (Ai sensi dell’articolo 14 bis della legge n. 287/90).

In linea con l’ordinamento comunitario, le imprese possono presentare impegni idonei a eliminare i profili anticoncorrenziali oggetto dell’istruttoria. Una volta che ne abbia valutato l’idoneità, l’Autorità può rendere tali impegni obbligatori e chiudere il procedimento senza accertare l’infrazione. In caso di mancato rispetto degli impegni l’Autorità può comminare una sanzione fino al 10% del fatturato. Inoltre l'Autorità può riaprire d'ufficio il procedimento se: a) si modifica la situazione di fatto rispetto a un elemento su cui si fonda la decisione; b) le imprese interessate contravvengono agli impegni assunti; c) la decisione si fonda su informazioni trasmesse dalle parti che sono incomplete, inesatte o fuorvianti (Art. 14 ter, legge n. 287/90).

In materia di concentrazioni, se le imprese non rispettano la decisione assunta dall’Autorità è prevista una sanzione pecuniaria non inferiore all'1% e non superiore al 10% del fatturato delle attività di impresa oggetto della concentrazione. Nel caso di inottemperanza all’obbligo di comunicazione preventiva, la sanzione prevista può arrivare fino all'1% del fatturato dell'anno precedente a quello in cui è stata effettuata la contestazione di mancata notifica.

Nel caso in cui le imprese che gestiscono servizi di interesse economico generale o che operano in regime di monopolio sul mercato non ottemperino all’obbligo di comunicazione della costituzione di società separate al fine di operare in mercati diversi, l’Autorità applica una sanzione pecuniaria che può arrivare fino a 50.000 euro (Art. 8, comma 2 bis e ss., legge n. 287/90 introdotti dall’art. 11 legge 5 marzo 2001 n. 57).