ELICOTTERO CADUTO, DIECI GIORNI DOPO ANCORA SILENZIO DAL MINISTERO N.N.

Ho imparato a conoscerli, quando c'è da nascondere qualcosa sono imbattibili. I vertici del Ministero della Difesa solo il silenzio in persona, non per discrezione, sia ben chiaro.

La regola fondamentale è quella della doppia enne N, Nascondere, Negare.

Figuriamoci se poi i fatti accadono in mare o in aria. Dove testimoni sono solo gli uccelli e i pesci!

Un dato è certo l'elicottero caduto è ancora adagiato, sfracellato, sul ponte della Caio Duilio, ormeggiata nel porto di Catania.

Stranamente ancora sul ponte, legato, forse in posizione diversa rispetto all'accaduto anche se le immagini notturne non sono facilmente comparabili con quelle di oggi.

La regola anche in questo caso è stata rispetta: nascondere e negare.

Ho affermato da subito che l'elicottero era impegnato nelle esercitazioni a largo della Sardegna.

Per il ministero della Difesa era troppo impattante, viste le contestazioni in atto, affermare che l'elicottero e la nave erano impegnate in una esercitazione a largo della Sardegna.

Negare e nascondere.

E infatti la nave è stata spedita in Sicilia, a Catania, quando la sua sede naturale è La Spezia.

Obiettivo nascondere, far sparire l'incidente dai radar della Sardegna.

Anche perchè quello stesso elicottero nei giorni prima era stato ripreso nelle esercitazioni sulla testa dei centri abitati del Sulcis.

Per il ministero negazionista per eccellenza sarebbe stato troppo dichiarare che nell'appontaggio l'elicottero è rovinosamente caduto sulla nave, fortunatamente senza vittime!

E come nei migliori comunicati stampa, obbligati e tardivi il ministero della Difesa con i vertici della marina dichiarava: "durante un’attività addestrativa nel Mar Tirreno Centrale, l’elicottero SH-101 del cacciatorpediniere Caio Duilio della Marina Militare, nel corso di un volo di addestramento notturno, ha effettuato un appontaggio pesante. La squadra di sicurezza della nave è immediatamente intervenuta per scongiurare il rischio di un incendio.
I sei membri dell’equipaggio sono usciti autonomamente dall’elicottero e, subito visitati dal medico di bordo, risultano in buono stato di salute". Lo riferisce un comunicato ufficiale della Marina che riferisce come le cause dell’evento sono in corso di accertamento.

Stiamo parlando di una sfiorata strage e come per magia l'incidente a largo della Sardegna diventa d'un colpo Mar Tirreno Centrale, e stranamente, dopo l'incidente, la nave finisce a Catania che con il mar Tirreno centrale c'entra poco o niente!

Misteri del ministero!

La Nave Duilio del resto non è una navetta: è uno dei due cacciatorpediniere, insieme all'Andrea Doria, della "classe Orizzonte". Le unità infatti sono anche in forza nella Marine Nationale francese che le indica come "fregate di primo rango" e sono la materializzazione del progetto Horizon Common New Generation Frigate (Cngf).

Quindi non uno scherzo!

E, dunque, per concludere:

1) perchè nel comunicato si è parlato di mar Tirreno centrale e invece la nave è ormeggiata a Catania?

2) per quale motivo l'elicottero non è stato ancora rimosso?

3) quali sono le ragioni dell'incidente?

4) per quale motivo gli elicotteri militari hanno svolto esercitazioni fuori dai poligoni militari, volteggiando e atterrando in aree abitate del Sulcis?

5) cosa è stato dichiarato nei verbali assicurativi?

Se il ministero N.N. fosse cortese potrebbe almeno pubblicare gli atti dell'incidente.

Ma forse è chiedere troppo!