DRONI ITALIANI, LA GRANDE ABBUFFATA AMERICANA DA 280 MILIONI DI EURO

Sul drone italiano abbattuto dalle milizie del generale Haftar in Libia ci sono tanti lati oscuri.

Troppi. Dall'uso del drone al suo milionario acquisto, per finire con una stranissima commessa sempre con gli Usa per armare i sei droni italiani.

Quesiti pesanti come macigni:

1) perchè un General Atomics MQ-9 Reaper, meglio noto come drone di proprietà italiana e fabbricazione americana, stava sorvolando senza alcuna autorizzazione il territorio libico, in un teatro di guerra?

2) per quale il ministero della difesa ha parlato di drone precipitato per problemi tecnici quando era chiaro sia da subito che era stata drasticamente abbattuto dalla contraerea del generale Haftar?

3) per quale motivo nel 2015 l'Italia ha ordinato all'America tutto il necessario per armare quei 6 droni acquistati tra il 2009 e il 2012 con il solo scopo del controllo del territorio?

Ai primi due quesiti sarà difficile avere risposte.

Il ministero N.N., Nascondere e Negare, non cambierà posizione facilmente e i tracciati e le ragioni di quello sconfinamento resteranno un'altra pagina buia del ministero della difesa.

Segnalo per dovere di cronaca che la dichiarazione di stamane del portavoce di Haftar è stata chiara: diteci per quale motivo il vostro drone era nel nostro territorio di guerra!

E siccome anche le milizie libiche usano facebook spero non sia sfuggito all'intelligence che sotto quell'annuncio si sono sprecati i messaggi cifrati e meno del radicalismo libico.

Tra questi un messaggio era esplicito: deve essere rasa al suolo la base italiana di Misurata.

In poco più di dieci minuti Facebook ha cancellato il messaggio ma è giusto che chi lo ha intercettato, il sottoscritto, lo lasci in memoria.

Il mancato chiarimento, credibile, anima reazioni che sarebbe meglio prendere in considerazione piuttosto che ignorare come è accaduto in altre nefaste occasioni.

Ma c'è una domanda alla quale già stasera sono in grado di rispondere, ovvero il motivo dell'acquisto di quei sei droni di cui è dotata l'aeronautica militare.

La risposta è semplice: dollari e guerra, armamenti e industrie belliche.

Non si spiegano diversamente le due autorizzazioni rilasciate dall'agenzia nazionale americana per la vendita di armamenti.

Due diverse autorizzazioni che riproduco integralmente nella foto pubblicata.

E nel contenuto. Il primo acquisto è nel 2009. Il primo ordine è per 2 droni, costo complessivo autorizzato 63 milioni di dollari, 57 milioni di euro.

Oltre 28 milioni di euro l'uno la cifra autorizzata per la vendita!

A questo primo acquisto ne seguiranno altri 4, per un valore complessivo di 168 milioni di euro.

Ecco i dati ufficiali: N. di trasmissione: 9-60
WASHINGTON, 19 novembre 2009 - L'agenzia di cooperazione per la sicurezza della difesa ha notificato al Congresso il 18 novembre una possibile vendita militare straniera in Italia di due veicoli aerei senza equipaggio MQ-9 non armati (UAV), una stazione di controllo a terra mobile e relative parti, attrezzature e logistica supporto per un valore di circa $ 63 milioni.

Il governo italiano ha richiesto un'eventuale vendita di due veicoli aerei senza equipaggio MQ-9 senza pilota (UAV), una stazione di controllo a terra mobile, supporto di manutenzione, supporto tecnico, apparecchiature di prova, supporto a terra, supporto di test di volo operativi, apparecchiature di comunicazione, assistenza tecnica , formazione / attrezzature del personale, parti di ricambio e di riparazione e altri elementi correlati di supporto logistico. Il costo stimato è di $ 63 milioni.

Nell'autorizzazione si dice anche che l'Italia è un importante potere politico ed economico nella NATO e un partner democratico chiave degli Stati Uniti nel garantire pace e stabilità in tutto il mondo.

L'Italia - è scritto nel documento americano - richiede queste capacità per garantire la difesa delle truppe dispiegate, la sicurezza regionale e l'interoperabilità con gli Stati Uniti.

Questo programma - recita l'autorizzazione all'acquisto - aumenterà la capacità dell'Italia di contribuire alle future operazioni NATO, coalizione e antiterrorismo che gli Stati Uniti potrebbero intraprendere. Acquisendo questa capacità, l'Italia sarà in grado di fornire una maggiore protezione alle sue forze.

"La vendita proposta di questa attrezzatura e supporto - secondo gli americani - non modificherà l'equilibrio militare di base nella regione. L'Italia non avrà difficoltà ad assorbire questi aerei aggiuntivi nelle sue forze armate.

I principali appaltatori saranno:

General Atomics Aeronautical Systems, Inc. San Diego, California
Raytheon Space and Airborne Systems El Segundo, California
General Atomics Lynx Systems San Diego, California

Non sono noti accordi di compensazione proposti in relazione a questa potenziale vendita.

L'implementazione di questa proposta di vendita non richiederà l'assegnazione di alcun governo degli Stati Uniti o rappresentanti dei contraenti in Italia.

Non ci sarà alcun impatto negativo sulla prontezza della difesa degli Stati Uniti a seguito di questa proposta di vendita. Il presente avviso di potenziale vendita è richiesto dalla legge e non significa che la vendita sia stata conclusa".

passano appena 5 anni e il governo Italiano, Pinotti e compagni si fanno sotto con una nuova pretesa d'acquisto.

Questa volta per comprare tutto ciò che è necessario per rendere offensivi quei droni, ovvero caricarli di missili e bombe di ogni genere.

Con il N. di trasmissione 15-59 da WASHINGTON, 4 novembre 2015 - Il Dipartimento di Stato decide di approvare una possibile vendita militare straniera in Italia per armamento di MQ-9 e relative attrezzature, parti e supporto logistico per un costo stimato di $ 129,6 milioni. L'agenzia di cooperazione per la sicurezza della difesa ha rilasciato la certificazione richiesta che notifica al Congresso di questa possibile vendita il 3 novembre 2015.

Il governo italiano ha richiesto un'eventuale vendita di oggetti delle principali attrezzature di difesa (MDE),

inclusi i centocinquantasei (156) missili AGM-114R2 HELLFIRE II;

otto (8) missili di addestramento aereo captive HELLFIRE II, M36-E8 (CATM);

trenta (30) bombe laser guidate GBU-12.

Gli articoli non MDE richiesti includono trenta (30) munizioni GBU-38 Joint Direct Attack (JDAM); cinque (5) missili fittizi HELLFIRE M34; trenta (30) bombe guidate laser potenziate GBU-49; trenta (30) JDAM laser GBU-54; ventisei (26) Bomb Bomb; sei (6) kit di armamento MQ-9 e installazione; tredici (13) lanciatori M-299; due (2) suite di test AN / AWM-103; addestramento / equipaggiamento per armi del personale; pezzi di ricambio; attrezzature di supporto; pubblicazioni e dati tecnici; Assistenza tecnica del governo e degli appaltatori statunitensi; e altri elementi correlati del programma e supporto logistico.

Il valore stimato di MDE è di $ 18 milioni. Il valore totale stimato è di $ 129,6 milioni.

Un'operazione senza precedenti con l'Italia che ordina ben 115 milioni di euro di missili per un drone che non potrà mai utilizzare!!

Ebbene se si fa una semplice addizione ci si renderà conto che l'Italia ha negoziato con gli Stati Uniti ben 280 milioni di euro di droni armati sino ai denti.

E da ieri quei droni sono diventati 5, se nel frattempo il ministero della difesa ne ha nascosto qualche altro!

Un danno da 46 milioni di euro se dovessi calcolarlo sull'intero ammontare di droni e armamenti negoziati con gli Usa.

Probabilmente non tutto sarà stato ancora pagato ma di certo la grande abbuffata delle spese militari continua e chissà che questa missione libica fallita non agevoli qualche nuovo ordine miliardario!

Del resto per una nazione che non può fare la guerra è giusto dilapidare in ogni modo i propri soldi, c'è da foraggiare la grande industria bellica!