DOCUMENTO CHOC, NIENTE MASCHERINE, MEDICI SOTTO SCACCO DEL VIRUS

Un documento shock, senza mezze parole: non abbiamo mascherine, dovete usarle solo se necessario in caso di fortissimo sospetto!

E come lo si diagnostica il "fortissimo sospetto"? A sentimento, ad intuito, con poteri paranormali?

Il testo è chiaro e lo riporto integralmente:

"Vista la carenza nella fornitura di DPI, l’utilizzo degli stessi deve essere assolutamente associato ad un fortissimo sospetto di caso di Covid-19.

Quindi i professionisti devono attenersi alle linee ministeriali e regionali di “caso“. I coordinatori sono diretti interessati responsabili dell’utilizzo dei DPI sopra citati, pertanto ne osserveranno la custodia.

Un documento di quattro righe con l’elemosina di qualche mascherina per i poliambulatori e il carcere ogliastrini.

L’assenza un pò ovunque di attrezzatura essenziale per contrastare il contagio da coronavirus sta assumendo connotati di una gravità inaudita.

Il solo aver previsto che il medico o gli operatori sanitari in genere debbano indossare i dispositivi di protezione individuale solo ed esclusivamente nei casi "fortissimo sospetto" di coronavirus la dice tutta sull'esposizione gravissima a cui sono sottoposti gli operatori medico sanitari.

Come può un medico diagnosticare un "fortissimo sospetto" di caso di COVID-19 senza aver indossato le apposite protezioni?

Basterebbe questa affermazione per far comprendere i rischi a cui è sottoposto l’intero personale medico.

I pazienti, secondo questa circolare, gravati di un "fortissimo sospetto", non hanno segnalatori acustici e nemmeno ad intermittenza luminosa.

Anzi, in molti casi non hanno proprio alcuna visibile conseguenze.

Affermare che i dispositivi devono essere indossati solo di fronte a fortissimi sospetti lascia comprendere che non si è affrontata nemmeno la problematica degli asintomatici.

Essere arrivati ad un punto tale da non disporre delle più elementari dotazioni individuali di protezione significa cancellare con un colpo di spugna le propagandistica affermazioni delle scorse settimane quando presidente ed assessore affermavano che tutto era pronto e che l’efficienza della sanità sarda era a pieno regime.

Immaginiamoci cosa sarebbe stato il contrario.

Anche oggi sono giunte le proteste degli operatori del 118, delle cooperative e delle associazioni che lamentano anch’esse la totale assenza di presidi per gli operatori.

Non ci vuole molto a capire da questa lettera trasmessa a tutti i coordinatori di Poliambulatori, Casa della Salute e Carcere quale sia la reale situazione sui territori abbandonati a se stessi costretti a centellinare qualche mascherina e qualche occhiale.

Al solo pensiero che per tutta la Asll di Lanusei siano disponibili 10 mascherine, quante per Tortolì, cinque per ieri Jerzu e cinque per il carcere si capisce la gravità della situazione.

E' semplicemente imbarazzante, oltre che drammatico, leggere il documento ufficiale della ATS Sardegna della Asl di Lanusei.

Come è stato possibile arrivare alla situazione totale senza un minimo di lungimiranza nella gestione di una partita cruciale in questa guerra, a partire dalla sicurezza dei medici gli operatori sanitari, costretti in prima linea senza protezioni e senza tutele mettendo a rischio la propria salute e la sicurezza dell’intero sistema sanitario della Sardegna.

Muovetevi trovate le soluzioni immediate per consentire su tutti i presidi sanitari la massima sicurezza per gli operatori sanitari e medici e personale collegato.

Senza la loro piena efficienza non c’è sicurezza per i cittadini sardi, e la Sardegna sarebbe ancor a più a rischio.