DISASTRO MOBY-TIRRENIA, SVENDUTE LE DUE AMMIRAGLIE SARANNO SOSTITUITE DA CATORCI DI OLTRE 30 ANNI

ONORATO COSTRETTO A SVENDERE I GIOIELLI DI FAMIGLIA

SARANNO SOSTITUITI DA DUE VECCHIE CARRETTE DI QUARTA MANO VECCHIE DI 30 ANNI IN ARRIVO DALLA DANIMARCA

DOPO LE MIE ANTICIPAZIONI SUL TRAFFICO DI NAVI ARRIVA LA CONFERMA DALLA BORSA DI LUSSEMBURGO

L'acqua alla gola sale vertiginosamente e bisogna svendere prima della resa dei conti di fine anno. Tutto come avevo preannunciato e denunciato. L'operazione per recuperare cache, svendendo patrimonio,subisce un'accelerazione senza precedenti.

Il Gruppo Onorato in queste ore ha dovuto accelerare, dopo la mia denuncia, la svendita delle sue navi ammiraglia per tentare di tappare le gigantesche falle finanziarie che continuano a registrarsi nella gestione della compagnia.

Tutto questo prima che Tribunale di Milano che si sta occupando del debito di 180 milioni di euro con lo Stato possa accendere i riflettori sull'ennesima operazioni tesa a smobilitare patrimonio a favore di denaro liquido da poter gestire con maggior destrezza.

Almeno sperano.

La spericolata strategia di fare cassa ha portato a vendere ad una società danese la DFDS i due traghetti di maggior valore del gruppo Moby Wonder e Moby Aki. Le due ammiraglie abbandonano il gruppo Moby - Tirrenia a significare che le elucubrazioni proferite nei mesi scorsi da Onorato sulla solidità del gruppo non solo erano destituite di ogni fondamento ma avevano l'unico obiettivo di alterare maldestramente l'immagine finanziaria del gruppo.

Si tratta di una vera e propria conferma di quanto ho detto e scritto sulla gestione finanziaria del gruppo e del rischio che sta correndo la continuità territoriale da e per la Sardegna.

In cambio della svendita delle due navi ammiraglie del gruppo Onorato prenderà a noleggio dalla stessa compagnia danese due vecchi catorci di 33 anni, di quarta mano, il King Seaways e la Princess Seaways, che saranno rispettivamente noleggiati a scafo nudo da gennaio e febbraio 2020.

L'accordo, secondo le comunicazioni in Borsa non è stato ancora concluso, ma dovrebbe essere completato nella seconda metà di ottobre 2019.

L'intesa dovrebbe confermare le mie anticipazioni, Onorato dovrebbe vendere le due navi, che valgono molto più di 100 milioni, nei bilanci sono quotate complessivamente 106 milioni, e incassare 70/75 milioni.

http://www.unidos.io/moby-tirrenia-il-blitz-danese-di-onorato-alla-corte-della-signorina-brook/

Dunque uno sconto di 30 milioni di euro, questo a significare l'operazione da acqua alla gola.

L'obiettivo di Onorato è quello di ottenere l'ennesima plusvalenza e sopratutto denaro liquido disfandosi di quel patrimonio che, invece, risulta tangibile al fine del recupero crediti che continua ad attanagliare il gruppo Moby Tirrenia.

Una strategia che lascia interdetti sul silenzio del governo che si vede sfilare giorno dopo giorno il patrimonio di una compagnia che deve allo Stato ben 180 milioni di euro.

E' impensabile che lo stesso Tribunale di Milano dinanzi a questa ennesima svendita non intervenga considerato che è palese il tentativo di sottrarre patrimonio alla società per gestire diversamente le partite finanziarie.

Un giro di svendite e plusvalenze che mettono ancora più a nudo le mie denunce di questi ultimi anni e confermano la complicità di molti in questa operazione.

Quella che pubblico è la sequenza delle trasformazioni della nave King Seaways, catorcio di oltre 33 anni di vita, un traghetto di quarta mano!

Spetta ai giudici intervenire per evitare questa ennesima svendita spericolata che non solo continua a mortificare la Sardegna ma fa sparire altre navi a favore di un giro di denari che non ripagherà lo Stato dei suoi debiti.

E spetta al ministero delle infrastrutture e trasporti, se non è complice, intervenire e denunciare quanto sta avvenendo.

Si dirà, sono traghetti Moby! Non scherziamo! Non si accettano altre prese in giro. Moby e Tirrenia non hanno fatto la fusione ma il gruppo, come ho dimostrato con documenti alla mano, ha un bilancio consolidato unitario. Vasi finanziari comunicanti.

Far finta di niente significa essere complici. Giusto per saperlo!