IL MISTERO DI QUELL'ORDINANZA EMESSA E POI REVOCATA SENZA SPIEGAZIONI

La vicenda del divieto sulla spiaggia di Teulada, prima imposto e poi revocato, è questione seria, anche se la goffaggine della Difesa di Stato potrebbe renderla ridicola.

Un dato è certo: il 22 agosto la capitaneria di porto di Cagliari ha emesso un'ordinanza non comune, sia per l'area interessata, la spiaggia di Tramatzu a Teulada e il tratto di mare antistante, sia per il periodo prescelto, dalla domenica 25 agosto al 5 settembre, in piena estate, con le spiagge stracolme di turisti e non solo.

Per quale motivo, di punto in bianco, si ordina il divieto di navigare, ormeggiare, fare il bagno, immergersi proprio in quell'area?

Stiamo parlando per caso di una zona dove si svolgono esercitazioni? No, assolutamente.

Stiamo parlando di una spiaggia da sempre a libero accesso, fatta salva una porzione dedicata sino allo scorso anno agli ombrelloni di Stato.

Dunque a nessuno può sorgere il sospetto che si siano dimenticati qualche bomba sotto la spiaggia, nel bagnasciuga o sul tratto di mare prima dell'isolotto rosso davanti a porto Tramatzu.

E' una zona esente, almeno dovrebbe essere!

E allora perchè questo imminente divieto scattato in piena estate e revocato poche ore dopo la mia denuncia pubblica?

L'ordinanza recita testualmente: "ritenuto necessario interdire lo specchio acqueo interessato al fine di tutelare la sicurezza della navigazione e la vita umana in mare nelle more delle eventuali operazioni di brillamento e bonifica del sito";

C'è scritto proprio così: tutelare la vita umana!

Cosa significa operazioni di brillamento in quell'area? Ci sono bombe in quel tratto di mare e spiaggia delimitato dall'ordinanza?

C'è un dubbio sul far brillare o meno bombe in quel tratto di mare?

E sopratutto se c'è questo pericolo reale perchè è stata revocata l'ordinanza?

Nella revoca, emanata di sabato pomeriggio, con uffici chiusi o quasi, pubblicata alle 17.00 sul sito della capitaneria di Porto non c'è alcuna spiegazione.

E' annullata, punto e basta. Arroganza dell'imposizione, tracotanza nella revoca.

Nell'ordinanza era anche scritto che l'area doveva essere interessata da attività di mappatura del fondale marino e prova apparecchiature.

Cosa c'è da mappare ancora? Non vi bastano i soldi che si sono spartite società di varia natura, comprese quelle della Nato per fare esami farlocchi di quell'area?

Cosa cercate in quell'area che non è soggetta ad esercitazioni?

Probabilmente si tratta dell'ennesimo escamotage funzionale alla politica del fumo, del prendere in giro con le bonifiche annunciate e mai fatte, e poi sempre nel posto sbagliato!

Se solo si ha un minino dubbio, e lo dico anche per i soggetti preposti alla sicurezza a mare, che in quel tratto di mare ci siano dei pericoli siete degli irresponsabili a lasciarlo aperto!

In realtà sapete che quella zona non è stata mai oggetto, almeno si spera, dei giochi di guerra, ma avete l'esigenza di cercare bombe dove non ce ne sono, magari per evitarvi le bonifiche laddove invece ci sono e sono copiose.

Tutto questo sulla pelle della Sardegna e dei Sardi!

Se fossimo in uno Stato di diritto domani mattina dovrebbero essere sequestrati gli incartamenti, esaminate le ragioni di questa ridicola furbata di mezza estate, di questa ordinanza per tutelare la vita in mare emessa e poi revocata senza motivo il sabato sera, prima della febbre da vergogna.

Cosa avete perso davanti a Porto Tramatzu? E sopratutto perchè le coordinate dell'ordinanza racchiudono un'importante porzione a terra, compresa la spiaggia?

Come mai non è stata allegata la cartina con i riferimenti cartografici come dovrebbe essere obbligatorio in caso di ordinanza così delicata?

Attraverso un processore satellitare abbiamo riprodotto sulla carta le coordinate e il risultato è disarmante: proprio davanti all'isolotto rosso di Porto Tramatzu.

Cosa cercate?

Magari la chiarezza e la trasparenza avrebbe voluto una spiegazione nell'ordinanza di revoca.

Non si spiega altrimenti una disposizione per salvare la vita emessa il 22 agosto per il 25 e revocata il 24 sera.

Attendo, forse attendiamo, risposte. Per ogni eventualità e a scanso di equivoci trasmetto gli atti alla Procura di Cagliari.

Magari quello che stanno cercando interessa anche a Palazzo di Giustizia!