CORRUZIONE SUI TRAGHETTI, ARRESTATO L'EX AMMINISTRATORE DELLA TIRRENIA - QUELLO CHE MI DENUNCIO'

Morace. Ettore, quello della Tirrenia. Arrestato. Accusa grave: corruzione sui trasporti marittimi. Dalle carte processuali emerge un quadro esplicito: corruzione su tutto il trasporto marittimo. L'inchiesta riguarda la sorella Sicilia, ma la mente corre alla Sardegna. Il personaggio è noto. E' stato il più intervistato, il più ricevuto nella stanza dell'assessore dei trasporti della Regione, colui che più di ogni altro reggeva le sorti del grande imbroglio della Tirrenia. Dispensava conferenze stampa come il pane quotidiano: sponsorizzazioni, assunzioni, sconti, ricchi premi e cotillons. Una presa in giro quotidiana con servitori e lacchè allenati alla maratona.

Ed è stato anche colui che più di altri non voleva essere disturbato nel losco affare tra Tirrenia e Stato, quello messo in piedi con la colpevole complicità della Regione.

Sono celebri gli strali al sottoscritto: ogni giorno mi minacciava di denuncia. Più mi minacciava e più denunciavo la truffa dei 73 milioni di euro che lo Stato regalava e regala alla Tirrenia. Una truffa, appunto. Con traghetti pasticciati a colpi di vernice, facendoli passare dalla Moby alla Tirrenia in un gioco di scatole e navi cinesi.

Alla fine, proprio perchè la bufala della denuncia stava puzzando quanto l'affare dei traghetti, mi denunciò per davvero. Tentò più volte di intimorirmi questo signorotto baldanzoso che faceva il padrone dei traghetti e dei mari.

Il magistrato aprì e chiuse l'indagine a mio carico con un non luogo a procedere. Archiviazione. Questo solerte amministratore delegato della Tirrenia non soddisfatto di tale richiesta di archiviazione della sua denuncia nei miei confronti si oppose al provvedimento del magistrato: ricorso contro l'archiviazione.

Non ne seppi più niente. Così come ignoro l'esito delle tante denunce che ho fatto su quell'affare scandalo tra Tirrenia e Stato.

Un dato è certo, questo Morace era di casa in regione.

Costituiva una copia di fatto con l'assessore regionale dei trasporti Deiana, il più incapace della storia della Sardegna che per premio, salvo rivelazioni dell'ultim'ora sulla sua condotta fallimentare dei trasporti sardi, dovrebbe essere mandato a sfasciare l'autorità portuale della Sardegna.

Deiana e Morace arrivarono persino ad imbrogliare i sardi, sottolineo imbrogliare, con la modifica capestro della convenzione della Tirrenia.

Ci fu il via libera della Regione e di Deiana. La Tirrenia, sotto la direzione di Morace, quello arrestato stamane per corruzione nel trasporto marittimo per adesso siciliano, aveva dichiarato perdite per 28 milioni di euro.

La soluzione fu da galera: tagliamo di 28 milioni i servizi!

In realtà quelle perdite non furono mai dimostrate. Ci fu un taglio netto dei servizi, per 28 milioni, con analogo guadagno di 73 milioni di euro all'anno.
Dunque di fatto un contributo/regalo a Tirrenia divenuto di 101 milioni.

Denunciai la truffa, mi denunciarono. Sono a piede libero, lui in galera per corruzione sui trasporti marittimi in Sicilia.

Il carcere non si augura a nessuno, nemmeno al peggior nemico.

Tantomeno, però, si tenta di far finire in carcere un libero cittadino che denuncia una truffa di Stato evidente.

Spero e auguro agli inquirenti lungimiranza e forza: se mai in quel fascicolo per la corruzione siciliana del signorotto che fu padrone della Tirrenia, liquidatosi con un milione di euro di buonuscita, doveste trovare tracce dell'imbroglio della Tirrenia non tiratevi indietro solo perchè ci sono poteri forti dietro.

Quella truffa, quella dei soldi di Stato alla Tirrenia, merita giustizia, per la Sardegna e per i Sardi!