CONTINUITA' AEREA, SIAMO IN MANO A DILETTANTI ALLO SBARAGLIO

Una settimana fa la giunta regionale, con il suo massimo esponente, annunciava in pompa "magna magna": sarà una continuità territoriale aerea con la tariffa unica!

Una settimana dopo dietro front, come colpiti da un raptus di amnesia fulminante.

Gli emigrati sardi, i turisti, i cittadini italiani ed europei, per venire in Sardegna pagheranno il doppio e forse anche il triplo.

Siamo dinanzi all'esempio più fulgido di guerrieri di latta, ignari dilettanti allo sbaraglio, senza dignità e senza coraggio alcuno.

Mi domando semplicemente come possa un presidente della Regione cambiare posizione con tanta leggerezza e superficialità su una questione così dirimente per il futuro della Sardegna?

Cosa alberga nella testa di costoro se nel giro di poche ore possono cambiare opinione così radicalmente e perseguire l'esatto contrario di quanto preannunciato poco prima?

Certo siamo dinanzi a degli incompetenti e questo già lo si era capito da tempo, ma almeno il pudore di tacere li avrebbe dovuti sospingere a più miti affermazioni.

Invece no! Parlano a ruota libera di ciò che non sanno e non capiscono. E ciò che è più grave è che nessuno glielo fa nemmeno notare.

E magari, come fanno quelli che solitamente non hanno il coraggio di assumersi la minima responsabilità delle proprie azioni, scaricano sull'Europa la colpa per la rinuncia alla tariffa unica.

Suvvia, non siate ridicoli. Di questi signori nessuno è andato a Bruxelles a trattare. Hanno paura dell'aereo e non saprebbero dove andare. Fanno tanti selfie per cazzate, perchè non ci hanno mostrato una bella immagine della trattativa, dove si accapigliano con le burocrazie europee per difendere un diritto della Sardegna.

Un bel selfie, almeno per sapere se hanno parlato con l'usciere o si sono fermati alla stazione dei bus!

Veniamo al merito della questione. Esemplifico il concetto di tariffa unica e di diritto universale alla mobilità e alle pari condizioni.

Partiamo da un primo assunto: i cittadini di Milano che devono andare a Roma pagano in treno 50 euro, ci possono andare e tornare 8 volte in un giorno. I cittadini di Roma che devono andare a Milano pagano ugualmente 50 euro e ci possono andare, anche loro 8 volte al giorno!

Nessuno gli chiede il certificato di residenza! Nessuno, nè sul treno nè quando fanno il biglietto.

Percorrono gli stessi chilometri che un cittadino sardo deve compiere per andare da Cagliari a Roma, da Olbia a Milano.

Eppure questi trogloditi dell'insularità con la retromarcia propongono una tariffa differenziata, un cittadino di Roma o di Milano che deve venire in Sardegna deve pagare il doppio o il triplo di coloro che sono residenti.

Si potrebbe dire: ma a noi cosa ce ne frega di quelli che devono venire, l'importante è che paghiamo poco noi sardi.

Chiunque facesse questo ragionamento non solo non ama la Sardegna e i suoi figli ma è talmente poco lungimirante da non capire che senza pari condizioni di sviluppo, di collegamento e di trasporto la Sardegna non ha futuro.

I nostri figli emigreranno sempre di più e altri territori saranno molto più appetibili di un'isola isolata che discrimina emigrati sardi, turisti e cittadini italiani ed europei.

Ovunque in Italia e in Europa ci si muove a pari condizioni, in entrata e in uscita, tra regioni e Stati e, invece, in Sardegna serve la residenza!

Ho sentito di dire che qualcuno avrebbe fatto la trattativa con l'Europa.

Questo tipo di informazione la si può dare agli incompetenti ma non a chi con l'Europa ha trattato direttamente e sa come funzionano i meccanismi.

Prima di tutto l'Europa si pronuncia su una proposta adottata dal soggetto preposto.

Non mi risulta esista una deliberazione puntuale che tracci la strategia e la soluzione.

E poi chi ha trattato? Nomi e cognomi grazie!

Conoscono i polli e so perfettamente questa regola: facciamoci dire di no così regaliamo i soldi ad Alitalia!

Certamente l'Europa non accetta che si riempano le compagnie aeree di soldi pubblici.

Se per fare la tariffa unica questi pellegrini di viale Trento hanno paventato l'uso di vagonate di milioni di euro è evidente che possano aver trovato un muro. Figuriamoci se poi immaginano che questa soluzione porta altri soldi al colabrodo di Alitalia.

Ma quella caterva di soldi regalati sinora alle compagnie aeree, Alitalia sopratutto, sono destituite di ogni ragione logica e sopratutto sono una elargizione di denaro pubblico illegale.

Se avessero proposto una tariffa unica senza oneri per lo Stato e la Regione certamente il risulto sarebbe stato diverso.

In realtà questi signorini da avanspettacolo non sanno cosa sia il costo dell'ora volata, non sanno come si calcolano i fattori della produzione aerea e avallano la tesi dei lestofanti di turno che vorrebbero far gravare sui costi della continuità aerei vecchi da ammortizzare come nuovi. Una truffa per dirla senza mezzi termini.

Basterebbe che la Procura della Repubblica o la Corte dei conti sequestrassero quei conti analitici per vedere molta gente correre all'estero per ripararsi da rischi evidenti di danno erariale da rifondere.

Cancellare la tariffa unica, già ammessa dall'Unione Europa, vige da quasi dieci anni, significa prendere a calci l'insularità e regalare altri soldi al magna magna di Alitalia!

Una giunta regionale farlocca che parla di insularità facendo l'esatto contrario di quello che il buon senso imporrebbe per attuarla.

Differenziare le tariffe non è solo una discriminazione contro gli emigrati sardi, i turisti o i cittadini italiani ed europei, è uno schiaffo violento al diritto della Sardegna di essere alla pari delle altre regioni italiane ed europee.

Se per venire in Sardegna bisogna pagare il doppio o il triplo significa che non si è capito niente di insularità, significa che siamo in mano di dilettanti allo sbaraglio incapaci di comprendere l'abc del diritto universale alla mobilità!

Siccome la Sardegna non può morire per questa gestione da azzeccagarbugli da quattro soldi preannuncio sin d'ora che, se ci saranno sardi liberi in terra sarda e in ogni angolo del continente disposti ad impugnare questa grave discriminazione, la impugneremo senza se e senza ma!

I primi a muoversi in tal senso dovrebbero essere i circoli degli emigrati sardi, senza farsi intimorire per quelle quattro lenticchie che la regione dispensa, e poi il mondo del turismo a tutti i livelli.

Il danno che ne deriverà da questa discriminazione sarà imponente, occorre reagire e farlo in fretta e in maniera impetuosa prima che il disastro si compia sino in fondo.

Non si può far prevalere una gestione cialtronesca sul tema più rilevante per il futuro della Sardegna!