CI STANNO FOTTENDO, SENZA RITORNO

Ci stanno fottendo. Alla grande, senza se e senza ma. E anche senza ritorno.

Userò parole dure ed esplicite, poco eleganti ma sincere, per non nascondere niente di quanto sta per succedere alla Sardegna e ai sardi.

TRUFFA D'ESTATE, CON PANEM E CIRCENSES

Oserò dire tutto, perché nessuno possa incorrere nell’annosa piaga del non sapevo, non mi era stato detto, oppure non pensavo!

Come spesso capita, o fanno capitare, le truffe si mettono a segno nell’ora di un canestro, di un goal, di un festival, di un trionfo trasformato in droga per popoli distratti. Poco “panem” e molto “circenses”. Poco pane e molto circo.

Lo faranno sotto l’ombrellone, tutti immersi nel soleone d’estate, senza colpo ferire, senza discussione e senza contesa.

Eppure nei prossimi giorni quei 13 mila giovani sardi che persero la vita nelle forche caudine delle trincee del Veneto si rivolteranno nelle loro tombe nel cimitero di croci alle pendici del Monte Zebio.

La terra da loro liberata gli si rivolterà vigliaccamente contro.
Il loro sacrificio, violento e a questo punto inutile, cederà il passo all’ingordigia di coloro che hanno difeso, anche a costo di perdere la loro “miglior vita”.

Niente potrà il Capitano Emilio Lussu, salvatosi con tenacia e intrepido coraggio dalle baionette austriche ma costretto a subire ai giorni d’oggi l’onta nefasta del servilismo e dell’ignavia.

Chi se lo sarebbe mai immaginato che le gloriose conquiste della Brigata Sassari sarebbero state cancellate con un colpo di spugna, senza tentennamenti e nel silenzio assordante di quelle istituzioni che avrebbero dovuto raccogliere il testimone di quella campale difesa della Patria, a partire da quella sarda.

Nei prossimi giorni ci fottono. Voce del verbo: fregare, fottere, truffare, prendere alle spalle senza poterci pensare due volte. Non sarà una presa come tante altre. Sarà letale e incontrovertibile.

DIFFERENZIATA, IMMONDEZZA E RICCHEZZA

L’hanno chiamata autonomia differenziata. Da una parte l’immondezza e dall’altra la ricchezza. Come si conviene ad una società che si divide tra ricchi e poveri. I poveri sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi.

E la Sardegna, regione nominalmente speciale, sarà in questo paradigma della differenziata destinata a scomparire, colonia delle colonie, nelle fosche avvisaglie di un’Italia vigliacca e traditrice.

Non ci vuole uno scienziato per capire quello che sta per succedere: chi non si ribella è geneticamente servo, proteso morfologicamente a prendere schiaffi e non solo. Chi non si ribella è un vigliacco senza ritorno. Imbelle servo del potere in cambio di prebende e personali carriere.

Provo schifo, mitigando e non poco il mio sentire, per coloro che svenderanno per quattro strapuntini la vita di quegli eroi protesi alla trincea senza timore alcuno pur di salvare la vita e la libertà altrui.

Ci stanno fottendo e nessuno dice niente. Tutti in prono silenzio. Non bisogna irritare i padroni. Non bisogna indispettire chi ha la clava delle carriere politiche altrui.

E’ elementare quello che sta per succedere: tre regioni, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, le più ricche, hanno chiesto di godere di un’autonomia differenziata e questa sottospecie di governo italiota la sta per concedere.

NORD SEMPRE PIU' RICCO, SARDEGNA SEMPRE PIU' POVERA

Tradotto significa: le tre regioni più ricche diventeranno molto più che speciali, saranno dei veri e propri stati, con soldi e poteri, regioni con molti più poteri e molti, molti, più soldi.
Per essere chiari sino ad oggi nessuno si oppone o si opporrà come dovrebbe a questo disegna scellerato. Del resto la Lombardia e il Veneto sono amministrate dal centrodestra a trazione leghista, l’Emilia Romagna dal Pd e compagni. Dunque, una grande ammucchiata per fottere la Sardegna e il sud. I cinque stelle inesistenti o distesi sulle sdraie dei ministeri.

La Sardegna è bella che scaricata, senza onore e senza difesa. Così come il Sud, sotto scacco per mille ragioni.

SARDEGNA, DOPPIAMENTE FOTTUTA

La Sardegna è, però, tra le regioni scaricate, quella più scaricata.

Doppiamente fottuta. Fottuta all’ennesima potenza.

La Sardegna ha, infatti, molte più ragioni di “specialità” rispetto a tutte le altre quattro regioni speciali (Sicilia, Friuli, Val d’Aosta e Trentino) e ha molte più ragioni rispetto a tutte le altre regioni italiane.

Per essere chiari: la Sardegna ha ragione d’essere speciale perché si tratta di regione di confine ma anche, e soprattutto, perché si tratta di un’isola, per giunta isola ultraperiferica.

Dunque, nel livello della differenziazione e della specialità la Sardegna aveva e ha il diritto di vedersi riconosciuti poteri e risorse decisamente superiori a qualsiasi altra entità regionale.

DIRITTI, NON FAVORI

Diritti, sia ben chiaro, non favori. Misurazione dei divari e la loro oggettiva e parametrata compensazione. Non regalie ma diritti misurabili e non discutibili.

Il diritto a pagare l’energia così come qualsiasi altro cittadino italiano o europeo, pagare i trasporti con la stessa moneta e con lo stesso costo parametrato di qualsiasi sperduto luogo d’Europa, usufruire di scuole e sanità alla pari dei livelli essenziali di cultura e assistenza.

Il diritto sacrosanto ad avere strade e ferrovie, connessioni elettriche e informatiche, energetiche e trasportistiche, aeree e marittime.

La realtà è, invece, tutta un’altra. Rovinosamente un’altra.
Dovevamo essere un passo avanti a tutti per recuperare divari e svantaggi. Siamo stati, invece, relegati sempre a ridosso senza che niente fosse fatto per restituirci il maltolto.

Dunque, non solo non abbiamo concretamente esercitato la nostra specialità ma è stata l’Italia a negarcela nei fatti e nei soldi.
Ora, noi, cittadini di una regione speciale mai stata tale, assistiamo all’orda barbarica di chi con la pancia piena e gli occhi ingordi si accinge ad una grande abbuffata di Stato.

Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna diverranno regioni-stato con i soldi che mai questa repubblica bislacca e strabica ha seriamente speso per restituire diritti e poteri a chi non li ha mai avuti.
La Sardegna, in un’ipotetica gara dei cento metri, parte trenta metri indietro rispetto alla linea di partenza. Le nuove Regioni-Stato avranno, invece, non meno di trenta metri di vantaggio rispetto alla stessa linea di partenza.

NORD SEMPRE PIU' AVANTI, SARDEGNA SEMPRE PIU' INDIETRO

Il risultato è scontato. Non solo le differenze e i divari non si sono assottigliati ma, con questo golpe di inizio estate, diverranno irrecuperabili e insanabili.

Un golpe, appunto. Con molti complici e molti responsabili.

Traduco solo qualche effetto: le Regioni – Stato avranno poteri assoluti e fondi necessari per una scuola di livello superiore a chiunque, la Sardegna sempre più povera, con una scuola sempre più inadeguata. I medici più preparati saranno al Nord, a scapito di università povere e inadeguate collocate in Sardegna e al sud. Una scuola che formerà meglio al nord piuttosto che al sud. Una parte del paese con la sesta marcia e un’altra solo con la retromarcia.
Varrà per la sanità, quella di seria A al nord, quella più scadente sempre più al Sud, come i trasporti e le infrastrutture.
In Lombardia e in Veneto si stanno progettando strade a 8 corsie, in Sardegna molte arterie primarie sono ad una corsia e mezza e persino mulattiere.

I prodi Salvini & DiMaio, vassalli & valvassini, con il triste e mesto silenzio di Regione e consiglio regionale, sono pronti alla grande truffa, contro la Sardegna e contro i Sardi.

SARDI & TACCHINI

Senza dignità e senza morale. Hanno persino avuto il coraggio di portare in questa povera e martoriata terra sarda tale Zaia, presidente della regione Veneto, a spiegare ai sardi che l’autonomia differenziata avrebbe portato dei benefici alla Sardegna.

Roba da non credere. Convinti di avere a che fare con gente con l’anello al naso, capace di credere all’immensa idiozia di cotanta sfrontatezza.

Come se il tacchino di americana memoria avesse di che gioire del suo sacrificio in forno in occasione della festa del ringraziamento.

La resistenza è legata a quei pochi o molti, con un minima di coscienza e riconoscenza, che avranno l’ardire di reagire.

Quello che si sta per compiere è un attentato alla Costituzione. E’ un golpe dei ricchi contro i poveri, è un agguato all’equità sociale e conseguentemente democratica.

Se fossi libero di parlare senza eccessive ulteriori penali persecuzioni oserei dire che la resistenza deve essere senza precedenti, non solo con le buone ma a volte con la malagrazia della necessità.

Se il Capo dello Stato abbandonasse il timido torpore dell’inesistenza, se avessimo un presidente di regione, se avessimo un popolo capace di traguardare il futuro dei propri figli questa secessione dei ricchi a scapito dei poveri non si farebbe mai.

E invece la violazione costituzionale è a un passo dal compiersi.

GOLPE COSTITUZIONALE

Senza discussione, perché nessuno, nemmeno il parlamento sarà chiamato a discutere o emendare tale golpistico progetto.

E’ violazione per due insindacabili ragioni: la Costituzione è fondata sulla coesione e l’equità. Con questo provvedimento di malsana memoria si cancella il principio programmatico della coesione e si annienta quello fondamentale dell’equità!

RIEQUILIBRIO, DIRITTO DOVERE

E poi vi è quello che riguarda direttamente la Sardegna. Nel 2009 feci una battaglia campale per far inserire, cosa che riuscii a fare, nella legge sul federalismo fiscale la norma che prevede all’art.22 della legge 42 del 2009 la misurazione e la compensazione del divario insulare.

Legge dello Stato, da attuare con decreto legislativo. Norma a tutt’oggi priva della sua attuazione, nonostante la competenza sia integralmente in capo al Governo, d’intesa con la Regione.

Mentre certa classe politica sarda rivendicava allegramente addirittura una modifica costituzionale per inserire in costituzione il termine insularità tre regioni stanno cercando di trasformarsi in Stati autonomi con una mera procedura extraparlamentare. Roba da non credere.

Siamo degli idioti. Ci stanno calpestando e noi stiamo a guardare.

SARDI LIBERI, IL DIRITTO ALLO STUDIO, ALLA SALUTE, ALLA LIBERTA'

Ho e sento il dovere, per il mio indomito e insanabile amore per questa terra e per la sete di libertà e giustizia, di esortare quei pochi o molti Sardi Liberi a reagire. Ad informarsi ed informare. Ad intraprendere quelle iniziative che si renderanno necessarie per respingere con audacia e coraggio questa lesione indelebile dei diritti fondamentali di un popolo, quelli di studiare, curarsi, lavorare e muoversi.

Essere liberi, insomma.

Non si può e non si deve per alcuna ragione cancellare la dignità e il coraggio di un popolo che sta per perdere il diritto al riscatto e alla rinascita.

Serve oggi più che mai schiena dritta e testa alta! A presto, se ci sarete ci saremo!