CAPO CACCIA, L'INDIFENDIBILE STOLTEZZA DEI SERVI

Vorrei dirlo qui e una volta per tutte. Non saranno certo gli attacchi di qualche solerte servo di Stato a indurmi al silenzio su Capo Caccia.

Leggo su un quotidiano che non avrei fatto breccia su presunti cittadini, di cui ovviamente non compare nessun nome, per la mia denuncia su Capo Caccia.

Suggerirei a taluni novelli censori delle mie azioni più accortezza. E sopratutto il coraggio del viso aperto.

Fare battaglie politiche a viso aperto contro certi apparati dello Stato non è facile e sopratutto non è funzionale alla ricerca di consenso come qualche imbecille può pensare!

E' semplicemente la ricerca di giustizia contro i soprusi di Stato verso la Sardegna.

Non capirlo è da idioti o da servi!

Leggo che la nuova strada che sta devastando il promontorio di Capo Caccia sarebbe un bene per il turismo, per la fruibilità bloccata da anni.

Ecco, queste stoltezze si commentano da sole. I tantissimi cittadini che mi hanno segnalato il disastro amano la loro costa, il loro ambiente.

Hanno timore di ritorsioni da parte di un sistema vigliacco che impedisce anche la libera espressione di un giudizio critico.

Onestà intellettuale di anonimi e cronisti avrebbe dovuto imporre una premessa: quella strada è vietata a qualsiasi cittadino di Alghero e non solo! E' sempre stata vietata da quando lo Stato ha apposto su quell'area un vincolo militare.

Affermare che quello scempio è funzionale ad una fruizione collettiva è da idioti!

Nessuno ci è mai passato in quella strada e se resterà, come purtroppo resterà, il vincolo militare continuerà a passarci nessuno.

In quella strada non ci passano più i guardiani del faro. Non ce ne sono più! Nessuno abita dentro quella struttura che viene gestita in remoto, a distanza, da La Maddalena.

Le manutenzioni sono anni che si fanno senza bisogno di costruire nuovi scempi stradali.

Piuttosto, ci sarebbe da domandarsi, perchè nessuno ha denunciato lo stato di abbandono della strada esistente? Perche si sono attesi due crolli?

Semplice, nessuno ci poteva entrare e vedere. Lo Stato se n'è fregato. Ha mandato in malora quel sito e quella strada per menefreghismo.Lo stesso con il quale oggi, solo per fare un appalto di qualche centinaia di migliaia di euro, squarcia Capo Caccia e lo aggredisce senza ritegno.

Capo Caccia, il suo valore ambientale, naturalistico, ambientale è il bene collettivo, non quello scempio di strada fatta solo per fare un appalto.

Una strada che resterà vietata e inutile.

Oppure dietro quella strada c'è la privatizzazione del Faro? Ecco, l'unica possibile giustificazione nel mercato degli affari. Gli affari immobiliari dietro lo scempio. Una dismissione prossima del faro e vendita a qualche magnate ben informato. La storia anche recente insegna che anche in Sardegna è possibile!

Vorrei soggiungere: essere servi paga all'istante, ma annienta nel futuro prossimo le coscienze e la dignità.

Non mi fermo. Stamane deposito l'esposto in Procura.

E' triste poter e dover difendere la Sardegna nelle aule dei tribunali, sarebbe stata meglio una ribellione delle coscienze.

In attesa,non abbassiamo la guardia. Anzi!

E non saranno di certo questi anonimi servi del sistema ad indurmi a cedere il passo. Non è facile resistere, ma resistiamo!