BASTA STOLTI E SPECULATORI DI MORTE

Leggo qualche commento stolto e stupido sul fatto che il blocco delle vendite delle bombe all'Arabia Saudita favorirà altri produttori di armi e provocherà disoccupati.

Siamo dinanzi a pseudo ragionamenti privi di un minimo di buon senso e rasentano il servilismo verso i produttori di morte che speculano due volte, sui lavoratori e sulla guerra.

Dunque, secondo il ragionamento di alcuni, per la lavorare bisogna che ci siano guerre e morti, perchè altrimenti non si produce e non si lavora!

Solo gente senza cuore e senza testa può fare simili affermazioni.

Ovviamente, cancello e blocco commenti stolti che mi generano voltastomaco e repulsione!

Quando ho intrapreso questa battaglia contro la produzione di morte avevo da subito individuato le soluzioni e le proposte per garantire i posti di lavoro.

Ho ripetutamente spiegato che ci sono gli strumenti legislativi nazionali e regionali per fronteggiare queste situazioni.

Certo servono amministratori regionali e nazionali lungimiranti e non quattro speculatori da quattro soldi che pensano di risollevare le sorti dell'economia vendendo morte in giro per il mondo.

La RWM, fabbrica tedesca, è venuta a produrre bombe qui, ben sapendo che poteva trovare povertà a sufficienza per fare quello che voleva, persino violare le leggi di uno stato.

Pensava, cosa che ha puntualmente fatto, di usare i lavoratori come scudo umano: se non mi fate produrre ed esportare illegalmente le bombe all'Arabia saudita licenzio tutti!

Questo ragionamento può colpire quelli senza midollo e quelli che non conosco questi ragionamenti da colonizzatori.

Una regione autorevole e uno Stato serio non avrebbero mai dovuto consentire tutto questo.

Potevano e dovevano da subito mettere in sicurezza i lavoratori in base alle norme vigenti e bloccare da subito quel traffico illegale di bombe.

Chi fa spallucce davanti alle morti di migliaia di civili uccisi con le bombe prodotte in Sardegna è privo di un minimo di etica e di morale.
In questa società sempre più becera bisogna avere il coraggio, anche se drammaticamente in pochi, di chiedere il rispetto delle leggi e sopratutto della vita.

Per quegli stolti e ignoranti, speculatori e profittatori di morte, pubblico le norme che vigono in questo Paese che dicono due cose fondamentali:

1) il Governo deve predispone misure idonee per salvaguardare i posti di lavoro e garantire la conversione delle attività produttive;

2) è assolutamente vietato fornire armi a paesi in guerra;

studiare le leggi prima di parlare, prima di diventare servi di produttori di morte!!!

nella vita la coscienza morale ed etica viene prima di tutto!

ecco le norme:

Legge 9 luglio 1990, n. 185, “Nuove norme sul controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento” pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 14 luglio 1990, n. 163

Capo I: DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1. Controllo dello Stato.

  1. L'esportazione, l'importazione e il transito di materiale di armamento nonché la cessione delle relative licenze di produzione devono essere conformi alla politica estera e di difesa dell'Italia. Tali operazioni vengono regolamentate dallo Stato secondo i principi della Costituzione repubblicana che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

  2. Il Governo predispone misure idonee ad assecondare la graduale differenziazione produttiva e la conversione a fini civili delle industrie nel settore della difesa.

  3. L'esportazione ed il transito di materiali di armamento, nonché la cessione delle relative licenze di produzione, sono vietati quando siano in contrasto con la Costituzione, con gli impegni internazionali dell'Italia e con i fondamentali interessi della sicurezza dello Stato, della lotta contro il terrorismo e del mantenimento di buone relazioni con altri Paesi, nonché quando manchino adeguate garanzie sulla definitiva destinazione dei materiali.

  4. L'esportazione ed il transito di materiali di armamento sono altresì vietati:

a) verso i Paesi in stato di conflitto armato, in contrasto con i principi dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, fatto salvo il rispetto degli obblighi internazionali dell'Italia o le diverse
deliberazioni del Consiglio dei ministri, da adottare previo parere delle Camere;

b) verso Paesi la cui politica contrasti con i principi dell'articolo 11 della Costituzione;

c) verso i Paesi nei cui confronti sia stato dichiarato l'embargo totale o parziale delle forniture belliche da parte delle Nazioni Unite o dell'Unione europea (UE);

d) verso i Paesi i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani, accertate dai competenti organi delle Nazioni Unite, dell'UE o del
Consiglio d'Europa;