AUTORITA' GARANTE CONTRO MOBY TIRRENIA: GIUSTA CONDANNA A 29 MILIONI DI EURO

LE COMPAGNIE DI ONORATO AVEVANO BOICOTTATO LE IMPRESE SARDE

L'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato non torna indietro: la sanzione di 29 milioni di euro contro Tirrenia e Moby è giusta e corretta sul piano sostanziale e giuridico.

Questa sera nel bollettino dell'Autorità è stata pubblicata la decisione di non fare nessun passo indietro rispetto alla decisione già assunta il 28 febbraio 2018 con la quale aveva pesantemente sanzionato la Compagnia Italiana Navigazione, CIN Tirrenia e la Moby per aver messo in campo un abuso di posizione dominante contro gli operatori economici sardi.

L'Autority aveva pesantemente e giustamente colpito il gruppo Onorato per aver attuato una

"consistente in un’unica e articolata strategia tesa all’esclusione dei concorrenti, attuali e potenziali, nei mercati rilevanti, intenzionalmente realizzata per il tramite di un’azione di boicottaggio diretto e indiretto nei confronti delle imprese di logistica che si erano rivolte ai concorrenti, per scoraggiarle dall’avvalersi dei loro servizi di trasporto marittimo;

Per la violazione accertata, in ragione della gravità e durata dell’infrazione, era stata disposta a carico delle società Moby S.p.A. e Compagnia Italiana di Navigazione S.p.A.il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a

29.202.673,73 euro.

Con una provvedimento appena pubblicato nel bollettino settimanale dell'organismo garante si dà atto della determinazione di confermare il provvedimento sanzionatorio dei 29 milioni di euro di condanna.

Il Garante per la concorrenza ha infatti deciso di impugnare davanti al Consiglio di Stato la sentenza del tribunale amministrativo regionale del Lazio che aveva chiesto di rideterminare la sanzione nella parte relativa al boicottaggio indiretto confermando, invece, le ragioni della condanna per il boicottaggio diretto.

Nell'adunanza del 20 dicembre scorso la relatrice Gabriella Muscolo ha proposto al Consiglio, che l'ha provata, la linea dura considerato che, come pubblicato oggi nel bollettino, l'Autorità ha proposto un ricorso in appello che per la rilevanza e la solidità, in fatto e in diritto, dei motivi presentati non possono contemplare una rimodulazione della condanna stessa.

L'Autorità Garante aveva ritenuto che la cifra determinata di 29 milioni fosse quella corretta proprio in virtù dell'analisi puntale della gravità dei fatti riscontrati.

La procedura, seguita alla mia denuncia parlamentare, aveva rilevato che Moby e Tirrenia mettevano in campo azioni di boicottaggio diretto nei confronti degli autotrasportatori sardi che occasionalmente utilizzavano altre compagnie diverse da quelle di Onorato.

Era stato riscontrato che nei porti sardi venivano annotate da personale delle due compagnie Moby e Tirrenia le targhe dei mezzi che utilizzavano compagnie concorrenti.

Una volta che le stesse imprese di autotrasporti si presentavano per l'imbarco con Tirrenia o Moby veniva detto loro che le navi erano piene e che non sarebbero potuti partire, tutto questo nonostante le navi fossero vuote.

Tutti elementi documentati con atti e intercettazioni acquisite dalla Guardia di Finanza che costituivano un quadro probatorio secondo l'Authority inconfutabile e non modificabile nella sanzione.

Per questa ragione l'autorità garante per la concorrenza ha deciso di non rimodulare la sanzione così come chiesto dal Tar Lazio.

Le ragioni dell'opposizione avanzate al Consiglio di Stato, secondo l'Authority, sono talmente rilevanti da non dover in alcun modo ricalibrare la sanzione.

Per questo motivo l'autorità garante per la concorrenza e il mercato ha deliberato di prorogare il termine di conclusione del procedimento a 60 giorni dalla pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato con la quale sarà esaminato il ricorso presentato dall'Autorità contro la sentenza del tribunale amministrativo regionale del maggio scorso.

È fin troppo evidente che l'Autorità non vuole fare alcun passo indietro rispetto ad una sentenza di condanna ritenuta dall'organo di garanzia calibrata rispetto alla gravità dei fatti riscontrati.

Ora occorre attendere la decisione del Consiglio di Stato chiamato a valutare il ricorso dell'autorità garante.

Bisognerà attendere ancora ma è evidente che la decisione di non applicare la rimodulazione della sanzione di 29 milioni di euro proposta dal Tar ha un valore non soltanto sul piano processuale ma anche e soprattutto sulla determinazione del garante di sanzionare pesantemente i comportamenti del gruppo Onorato.

Una conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, delle denunce che in questi anni sull'abuso di posizione dominante ho puntualmente e reiteratamente presentato a livello parlamentare.

Occorre fare in fretta per ripristinare uno stato di diritto che sulle rotte da per la Sardegna sembra da tempo gravemente pregiudicato.

Ecco il testo integrale della Decisione pubblicata oggi sul Bollettino dell'Autorità Garante della Concorrenza del 7 gennaio 2020:

L’AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO

NELLA SUA ADUNANZA del 20 dicembre 2019;

SENTITO il Relatore Dottoressa Gabriella Muscolo;

VISTA la legge del 10 ottobre 1990, n. 287;

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1998, n. 217;

VISTA la propria delibera del 22 ottobre 2014 con cui sono state adottate le Linee guida sulle modalità di applicazione dei criteri di quantificazione delle sanzioni amministrative pecuniarie
irrogate dall’Autorità in applicazione dell’articolo 15, comma 1, della legge n. 287/90 (di seguito, in breve, “Linee guida”);

VISTO il proprio provvedimento n. 27053 del 28 febbraio 2018, adottato a conclusione del procedimento n. A/487 – Compagnia Italiana di Navigazione – Trasporto marittimo delle merci
da/per la Sardegna, con il quale l’Autorità ha accertato che le società Moby S.p.A. e Compagnia Italiana di Navigazione S.p.A. hanno posto in essere un abuso di posizione dominante in violazione
dell’articolo 102, lettera b), TFUE, consistente in un’unica e articolata strategia tesa all’esclusione dei concorrenti, attuali e potenziali, nei mercati rilevanti, intenzionalmente realizzata per il tramite di un’azione di boicottaggio diretto e indiretto nei confronti delle imprese di logistica che si erano rivolte ai concorrenti, per scoraggiarle dall’avvalersi dei loro servizi di trasporto marittimo;

VISTO che per la violazione accertata, in ragione della gravità e durata dell’infrazione, è stata disposta a carico delle società Moby S.p.A. e Compagnia Italiana di Navigazione S.p.A.
l’irrogazione, in solido, di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 29.202.673,73 euro.

VISTA la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio (di seguito Tar del Lazio) del 22 maggio 2019, n. 7175 con la quale è stato parzialmente annullato il provvedimento n. 27053 del
28 febbraio 2018 nella parte relativa all’accertamento di alcune condotte attribuite a Moby S.p.A. e a Compagnia Italiana di Navigazione S.p.A. e agli effetti delle stesse e, conseguentemente, è stata disposta la riquantificazione della sanzione irrogata;
VISTO il proprio provvedimento n. 27844 del 17 luglio 2019, con cui è stato avviato il procedimento per la rideterminazione della sanzione da irrogare alle società Moby S.p.A. e Compagnia Italiana di Navigazione S.p.A., in ottemperanza alla richiamata sentenza del Tar del Lazio;

VISTO il proprio provvedimento n. 27985 del 5 novembre 2019, con cui è stata prorogata la scadenza del procedimento al 31 dicembre 2019, al fine di consentire alle Parti di disporre di un
adeguato periodo di tempo per esercitare i propri diritti di difesa e garantire il pieno dispiegarsi del contraddittorio;

VISTI tutti gli atti del procedimento;

CONSIDERATO che i criteri di rideterminazione della sanzione contenuti nella sentenza del Tar del Lazio del 22 maggio 2019, n. 7175, non sono di immediata decodificazione;

CONSIDERATA l’opportunità di attendere la pronuncia del Consiglio di Stato sul ricorso in appello dell’Autorità avverso la sentenza del Tar del Lazio del 22 maggio 2019, n. 7175,

attesa anche la rilevanza e la solidità, in fatto e in diritto, dei motivi presentati;

RITENUTO, pertanto, necessario disporre il differimento del termine di conclusione del procedimento, attualmente fissato al 31 dicembre 2019, a sessanta giorni dalla pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato con la quale sarà deciso il summenzionato ricorso;

DELIBERA

di prorogare il termine di conclusione del procedimento a sessanta giorni dalla pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato con la quale sarà deciso il ricorso presentato dall’Autorità avverso la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio del 22 maggio 2019, n. 7175.

Il presente provvedimento sarà notificato al soggetto interessato e pubblicato sul Bollettino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.