AUMENTI TIRRENIA MOBY, I SICILIANI DA GENNAIO BLOCCANO I PORTI, I SARDI DORMONO!

Trasporto unito annuncia: da gennaio porti siciliani bloccati.

Autotrasporto da nord a sud torna a terra

Gli aumenti che ho denunciato nei giorni sul trasporto marittimo continuano a registrare il silenzio vergognoso delle istituzioni sarde. Non solo la Regione dorme e non si accorge nemmeno di quello che accade in uno dei settori vitali della Sardegna ma continua a subire supina i soprusi della Tirrenia e del suo armatore.

Un atteggiamento vergognoso di chi non solo ignora i problemi ma non ha la benché minima capacita d'azione per la loro risoluzione.

E mentre in Sardegna si dorme, in Sicilia annunciano la chiusura dei porti.

La notizia è stata appena battuta dall'agenzia (FERPRESS): nessuna obiezione al fatto che gli armatori italiani si adeguino alle normative internazionali sulla riduzione delle emissioni nocive nell'atmosfera, ma è intollerabile e insopportabile che pensino di ribaltare totalmente i costi dei loro obbligati investimenti direttamente sulla loro clientela e quindi sull'autotrasporto.

Trasporto unito, il sindacato con il quale Unidos aveva bloccato i porto della Sardegna nel 2013 ha deciso l'immediata mobilitazione dell'autotrasporto che si troverà ad affrontare un incremento dei maggiori costi che variano dal 20 al 30% a tratta, a partire dal gennaio prossimo.

Qualora non vi fossero immediati interventi in grado di attenuare tali maggiori costi i mezzi dell'autotrasporto cesseranno di utilizzare le autostrade del mare e torneranno a risalire e ridiscendere la penisola via terra, con il contemporaneo blocco dei porti siciliani.

Si ripete ancora una volta - ha affermato Maurizio Longo, segretario generale di Trasporto unito -l'ennesima incapacità politica e istituzionale di programmare, verificare, pianificare e sostenere le imprese che, a fronte di una regolamentazione comunitaria che impone la riduzione delle emissioni inquinanti nei trasporti marittimi, devono subire non solo un pesante esborso finanziario ma anche il fallimento delle politiche incentivanti (marebonus) sull'uso delle infrastrutture del mare.

Tale inammissibile aumento, che scatterà dal gennaio del prossimo anno - ha proseguito Longo, annunciando la richiesta di un immediato incontro inoltrata al Ministro De Micheli, al Presidente della Regione Sicilia, Musumeci e all'Assessore ai Trasporti Falcone -, rappresenta un macigno finanziario che le imprese di autotrasporto non possono sopportare. In teoria queste dovrebbero ribaltare il maggior costo sui corrispettivi dei servizi alla merce ma, in pratica, tenendo conto dell?assenza di tutele, nell'ambito della libera contrattazione delle parti, saranno costrette a farsi carico dei maggiori costi con ricadute finanziarie catastrofiche.

E' meglio che qualcuno si svegli prima che il misfatto sia compiuto senza colpo ferire!