Scrivo questa nota nella speranza di non cadere nella morsa nostalgica di chi dieci anni fa, nel torpore della politica, presentava alla Camera dei deputati una proposta di legge rivoluzionaria, negli obiettivi, nella strategia, nella concretezza del progetto.

Mi sono interrogato spesso sul perchè quel progetto di legge non sia andato avanti, nonostante le 140 firme raccolte a suo sostegno nell'aula di Montecitorio. E la risposta è arrivata con gli anni.

Oggi che questo nuovo governo parla di new deal ambientale sento il dovere, non in chiave nostalgica o alla ricerca di evidenti primogeniture, di riproporre quel testo e alcune riflessioni.

A partire dalle implicazioni serie di una svolta ambientale nel governo dei processi economici.

Perchè la svolta economico - ambientale non sia un proclama come tanti si sono sentiti, bisogna essere concreti e dire le cose come stanno. Bisogna avere le idee chiare, progetti concreti e sopratutto non bisogna avere nessun legame con mafia e camorra, con le lobby eoliche e fotovoltaiche.

Bisogna essere chiari: le energie rinnovabili incassano ogni anno dai 13 ai 14 miliardi di incentivi, che foraggiano malaffare, politica, lobby, speculatori e faccendieri di ogni genere.

Nomi che riportano a personaggi come Matteo Messina Denaro, per citarne solo uno.

Ecco serve coraggio, onestà e lungimiranza, seppur con dieci anni di ritardo per un vero piano Marshall.

Per questo motivo ripropongo quel piano di dieci anni fa esatti, perchè è ancor oggi di strettissima modernità e attualità, innovativo sul piano concettuale e burocratico, autopropulsivo sul versate economico e finanziario.

Un progetto rivoluzionario per quattro motivi fondamentali:

1) introduceva in maniera organica e strategica la questione ambientale in uno dei settori che maggiormente pesavano negativamente sulla bilancia ecologia del Paese. Oltre il 40% dell'inquinamento derivava dall'impatto conseguente ad un patrimonio immobiliare vecchio e inadeguato: inquina ancor oggi per raffreddarlo e per riscaldarlo, disperde energia senza limiti;

2) metteva in moto un meccanismo edilizio ambientale senza precedenti che avrebbe consentito un gettito fiscale virtuoso legato alla crescita esponenziale degli investimenti;

3) era la prima proposta di legge nella storia legislativa italiana con una valutazione ex ante del provvedimento: in pratica venivano anticipatamente misurati gli effetti e le ricadute sul piano ambientale, economico e sociale;

4) contrastava in maniera decisa il principio che aveva dedicato ingenti risorse statali ai grandi interventi energetico rinnovabili,eolico e fotovoltaico. Soldi che molto spesso finivano nelle mani di poche società, il più delle volte legate alla malavita organizzata, mafia e camorra in primis. Si invertiva il meccanismo quegli incentivi andavano dati ai cittadini e non ai camorristi e mafiosi;

5) poneva un argine fondamentale al consumo del suolo, prevedendo una riqualificazione delle città, con una qualità edilizia e urbana in grado di risolvere il problema dell'aggressione dei suoli agricoli;

http://www.casaportale.com/public/uploads/11052-pdf1.pdf?fbclid=IwAR2ZDZeJHkFd3zQOZiAG6OhFqYq2YdCFkAU1W3RriwanmYGu9FtdrpasKDY

Si trattava di un processo innovativo e moderno, chiamato a guardare avanti e traguardare un futuro fondato su una nuovo coscienza ambientale.

E' vero, sono passati dieci anni, con una politica sempre più degradata e condizionata dal malaffare.

Rileggi quella proposta, la sua analisi dettagliata preventiva e mi domando perchè non è stato fatto dieci anni fa?

Colpa mia che non ho avuto la forza di farlo comprendere? Non sono stato sufficientemente convincente?

In quei giorni si schieravano a favore di quella proposta tutti i soggetti più importanti del settore, dalla Confindustria nazionale agli ordini professionali, dagli architetti alle associazioni ecologiste.

https://www.guidaedilizia.it/news/articolo/piano-casa-lance-appoggia-la-proposta-pili-1142/?fbclid=IwAR0Q98UjV-K5LxdNYmvtfcSODhgLjyXps6Ll6m_G1oHvOELdf-0bGR3RhB4

La realtà fu un'altra. Un fiume carsico di interessi legati alle rinnovabili scorreva nei meandri del Parlamento: mai toccare gli interessi di mafia, camorra e lobby sulle rinnovabili.

Una torta da decine di miliardi ( miliardi) di euro che prendono i rivoli non sempre legali, anzi raramente, e finiscono per finanziare un sistema perverso e criminale.

Bisogna avere il coraggio di osare. La discontinuità invocate ed evocata stamane dal Presidente del Consiglio si dimostra con fatti concreti e azioni limpide sui temi strategici.

Per questo motivo, nonostante siano passati dieci anni da quella mia proposta, rilancio la riflessione su quella innovativa e moderna strategia della riqualificazione energetico ambientale del Paese. La sfida è tra gli interessi della malavita organizzata che inquina il settore delle rinnovabili e la strategia del new deal economico ambientale con i cittadini protagonisti.

Staremo a vedere se le forze politiche sapranno tenere fuori le lobby e non solo.

E non perdete tempo a scrivere leggi o altro: è già tutto scritto e misurato. Basta riprendere la proposta di legge agli atti della Camera dei Deputati:

http://leg16.camera.it/995?sezione=documenti&tipoDoc=lavoritestopdl&idLegislatura=16&codice=16PDL0026860&back_to=http://leg16.camera.it/126?tab=2-e-leg=16-e-idDocumento=2441&sede=&tipo=

Eccone alcuni sintetici contenuti: buona riflessione, dieci anni dopo.

Interventi straordinari e strategici per il rilancio dell'economia e la riqualificazione energetico-ambientale del patrimonio edilizio

Presentata il 15 maggio 2009

RIQUALIFICARE L'ITALIA.

La filosofia della proposta di legge.

  L'obiettivo è chiaro: riqualificare l'Italia, con case e quartieri di qualità, che risparmino energia, non inquinino e garantiscano una moderna ed elevata vivibilità. Un grande progetto energetico ambientale di riconversione del patrimonio edilizio nazionale capace di rimettere in moto l'economia rispondendo a una grande esigenza di qualità insediativa. Case a consumo zero o minimo, quartieri riqualificati e nuovi insediamenti residenziali moderni con impatto ambientale limitatissimo e risparmio energetico garantito. La proposta di legge nasce da un'idea del Presidente del Consiglio dei ministri Berlusconi, che ha posto il tema del rilancio economico legato alla possibilità di incrementare volumetricamente le abitazioni mono e bifamiliari per rispondere a un'esigenza di maggiore comfort per le famiglie italiane attivando di fatto un rilevante impatto economico.

RILANCIARE L'ECONOMIA PER UN'ITALIA DI QUALITÀ.

Gli obiettivi.

  Da quell'idea nasce la presente proposta di legge che mira alla realizzazione di un vero e proprio piano strategico e straordinario denominato «riqualificare l'Italia». Un grande cantiere «ambiente energia Italia» attivabile con un provvedimento legislativo di princìpi e indirizzi, urgente e limitato nel tempo, con l'obiettivo di favorire l'immediata ripresa economica attivando nel contempo una reazione a catena in grado di avviare una significativa rivoluzione culturale nel «sistema casa qualità» del nostro Paese.

  Un progetto «scintilla» in grado di riaccendere i motori del sistema economico e di avviare un grande processo di riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano.

  Questi gli obiettivi che la presente proposta di legge intende perseguire:

      1) avviare uno straordinario investimento sul risparmio energetico-ambientale relativo al settore edilizio del nostro Paese;

      2) rilanciare l'economia attraverso un settore capace di incidere direttamente e indirettamente sul prodotto interno lordo del nostro Paese, con una diretta e immediata ricaduta nei territori interessati dagli interventi;

      3) riqualificare il patrimonio edilizio del nostro Paese, attraverso una gamma organica di interventi, dalle nuove costruzioni alle demolizioni, alle ricostruzioni, alle ristrutturazioni e agli ampliamenti, che sappiano coniugare qualità ambientale e risparmio energetico;

      4) promuovere una serie articolata di interventi che possano attivare azioni tese al perseguimento di un'efficiente e moderna attività urbanistica ed edilizia, secondo il principio della premialità volumetrica legata alla classificazione energetica;

      5) favorire la riqualificazione del sistema turistico-ricettivo del nostro Paese a partire dalla realizzazione di una nuova dotazione di servizi capace di migliorare l'offerta, diversificandola e ampliandone la stagionalità.

LA NUOVA FRONTIERA DELL'EFFICIENZA ENERGETICA.

Il ritardo italiano e le nuove opportunità.

  La nostra società e il nostro stile di vita dipendono da un enorme consumo di energia che viene prodotta per illuminare, riscaldare, far funzionare gli elettrodomestici, produrre materiali di ogni tipo e far muovere i mezzi di trasporto.

  I consumi energetici pongono seri problemi di carattere «globale», al cui miglioramento si può contribuire con azioni su scala locale. Tali azioni devono tradursi essenzialmente in azioni per il miglioramento dell'efficienza energetica (sia nelle fasi di produzione e di trasformazione dell'energia che negli usi finali) e in misure per la sostituzione delle fonti energetiche non rinnovabili con fonti energetiche rinnovabili. Quando parliamo di efficienza energetica facciamo riferimento a tutta quella serie di azioni che permettono, a parità di servizi offerti, di consumare meno energia. L'efficienza è quindi, prima di tutto, quella del sistema energetico nel suo complesso, ossia la capacità di garantire un determinato servizio (ad esempio il riscaldamento) attraverso la fornitura della minore quantità di energia possibile.

L'edilizia, il settore con l'impatto più elevato.

  La presente proposta di legge nasce da un'analisi puntuale: il comparto edilizio rappresenta uno dei settori dell'economia ad impatto più elevato in termini di consumi energetici e di emissioni di gas ad effetto serra, sia in fase di costruzione che in fase di uso, gestione e manutenzione.

  In Europa i consumi complessivi di energia per il solo riscaldamento degli edifici superano di poco il 40 per cento del totale, con grande influenza sulle emissioni di anidride carbonica, responsabile del 50 per cento dell'effetto serra. Si calcola che ottimizzando l'uso dell'energia negli edifici si potrebbero ridurre le emissioni di gas ad effetto serra del 42 per cento.

Primi nei consumi, penultimi nei materiali isolanti.

  Questi dati rendono ancora più evidente l'esigenza di un intervento normativo sulla materia ma anche di mettere in campo provvedimenti rilevanti sul piano attuativo in grado di stimolare un profondo intervento strutturale nel nostro Paese.

  Secondo un'indagine condotta su scala europea, l'Italia si colloca al primo posto per i consumi energetici dovuti al riscaldamento invernale degli edifici e per le conseguenti emissioni inquinanti di anidride carbonica mentre è paradossalmente al penultimo posto per l'utilizzo di materiali isolanti in edilizia.

La certificazione energetica degli edifici.

  Elemento imprescindibile del meccanismo che si vuole attivare con la presente proposta di legge è quello della certificazione energetica. Un'attività propedeutica tanto alla progettazione di nuovi edifici ad elevate prestazioni quanto alla ristrutturazione complessiva degli edifici, in grado di determinare verosimilmente effetti positivi sul valore di mercato degli immobili, incentivando nel medio termine la riqualificazione degli edifici a bassa prestazione energetica. La certificazione energetica degli edifici, introdotta in Italia dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, rappresenta una leva per incrementarne l'efficienza ma soprattutto un elemento di chiarezza per l'utente, che deve essere messo nelle condizioni di scegliere con la massima semplicità e convenienza la nuova filosofia realizzativa e gestionale della propria abitazione.

  Nel contesto della presente proposta di legge gli obiettivi prioritari della certificazione energetica degli edifici possono essere così sintetizzati:

      #### 1) orientare strategie di incentivazione dell'efficienza energetica;

      2) creare i presupposti oggettivi per un miglioramento continuo della qualità energetica degli edifici: qualità energetica = maggiore valore;

     #### 3) migliorare la trasparenza del mercato immobiliare fornendo agli acquirenti e ai locatari di immobili un'informazione oggettiva e trasparente sulle caratteristiche (e sulle spese) energetiche dell'immobile;

      4) informare e rendere coscienti i proprietari degli immobili del costo energetico legato alla conduzione del proprio «sistema edilizio» in modo da incoraggiare interventi migliorativi dell'efficienza energetica della propria abitazione;

      #### 5) consentire agli interessati di pretendere dal fornitore (venditore) di un immobile informazioni affidabili sui costi di conduzione;

      6) mettere l'acquirente nelle condizioni di poter valutare se gli conviene o no spendere di più per un prodotto migliore dal punto di vista della gestione e della manutenzione;

      #### 7) dare anche ai produttori e ai progettisti la possibilità di confrontarsi nella qualità edilizia offerta;

      8) riconoscere e valorizzare gli investimenti dei proprietari che apportano miglioramenti energetici importanti ma poco visibili, come isolamenti di muri, di tetti, eccetera.
il testo integrale della proposta di legge

http://leg16.camera.it/995sezione=documenti&tipoDoc=lavoritestopdl&idLegislatura=16&codice=16PDL0026860&back_to=http://leg16.camera.it/126?tab=2-e-leg=16-e-idDocumento=2441&sede=&tipo=