ALITALIA, EUROPA E LE BUFALE DI VIALE TRENTO

Diciamo le cose come stanno. Sulla continuità territoriale da e per la Sardegna si continuano a raccontare balle.

Se dieci giorni fa non avessi denunciato lo stop europeo sulla continuità territoriale il silenzio avrebbe continuato a regnare sovrano. Ieri con un comunicato da minculpop viale trento comunicava l'avvenuta pubblicazione sulla gazzetta ufficiale del decreto del 23 marzo scorso sull'imposizione degli oneri di servizio pubblico.

Ecco, 23 marzo scorso. Basterebbe questa data, strombazzata con dispiegamento di trombe e trombette, per dirla tutta. La pubblicazione è avvenuta 42 giorni dopo e ancora non è avvenuta su quella europea.

Ovviamente nessuno ha chiesto le ragioni di questo ritardo e tantomeno la regione ne ha dato conto. Silenzio.

I proclami di Deiana e compary annunciano le bufale ma si dimenticano di comunicare i seri e gravi rilievi che la commissione europea ha messo nero su bianco e che ho divulgato nei giorni scorsi.

Ora con questa messa in scena della pubblicazione si prosegue nell'elargizione di notizie ad uso e consumo di profani e dilettanti.

Ed è per questo che mi corre l'obbligo di dire ancora una volta come stanno le cose.

La pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dopo un mese e mezzo dalla firma del decreto da parte del Ministro è semplicemente una machete pubblicitaria pubblicata nel giornale di stato senza che questa abbia valenza sulla validità e correttezza del contenuto della pubblicazione.

E questo vale anche per la prossima pubblicazione sulla gazzetta europea.

La commissione europea lo scrive e lo dice con chiarezza nell'ultima comunicazione di qualche ora fa in cui dice che la pubblicazione non costituisce in alcun caso la validazione del contenuto dell'imposizione degli oneri del servizio pubblico.

Il tentativo, maldestro come sempre, di Deiana di vendere la pelle dell'orso prima di averlo catturato questa volta è andato oltre ogni più ragionevole presunzione.

L'Unione Europea ha ricevuto la lettera di Deiana con la qualche chiede la pubblicazione del Bando e l'Unione Europea gli risponde: la pubblicazione non supera in alcun modo i rilievi posti nelle precedenti comunicazioni.

La pubblicazione, dunque, a rischio e pericolo di chi l'ha supplicata solo per elargire all'opinione pubblica un comunicato stampa utile solo a vendere il niente e coprire il clamoroso e ulteriore ritardo.

Dunque nella comunicazione giunta al Ministero dei trasporti da Bruxelles si mettono le mani avanti: pubblicazione senza garanzia di approvazione del contenuto del bando.

Ci sono troppi aspetti che non tornano. E Bruxelles pare essersi accorta del capitolo compensazioni. Un fiume di denaro ingiustificabile e giustificato, invece, con il gioco delle tre carte come si addice ai biscazzieri.

Ci sono nel capitolo compensazioni almeno tre variabili sotto stretta osservazione: il prezzo del carburante rispetto al precedente bando è crollato del 60%, sono scomparse le voci consistenti dell'ammortamento degli aerei presenti nel bando del 2011, e sono comparse spese generali che balzano dal 9% a quasi il 14% dei costi fissi.

Insomma: il costo del carburante, il più rilevante si dimezza, ma il costo dell'ora volata aumenta rispetto alla volta scorsa.

Qualcosa non funziona nei numeri e comparando l'allegato tecnico emergono dati ciclopici che evidenziano come il tentativo non fosse quello di compensare ma di regalare sempre e comunque all'Alitalia o chi per essa, una cifra esorbitante cresciuta a dismisura, nonostante un mese in più di continuità territoriale.

Anche un troglodita di matematica capisce che la compensazione aggiuntiva per 30 milioni di euro in più per un mese è cifra abnorme sopratutto perchè è abbondantemente dimostrato che la compagnia aerea avrebbe un utile di impresa stranamente passato dal 4% del precedente bando al 5,6 attuale, a cui si deve sommare una vera e propria cifra illegale di spese generali passate dal 9 al 14%.

Dunque, le esercitazioni da minculpop ( ministero della cultura popolare di nefasta memoria ) possono valere per chi ci crede e non ha capacità di analisi ma non per chi, dati alla mano, dimostra quanto si stia pianificando in ogni modo una mega elargizione di denaro pubblico all'Alitalia, come del resto avevo abbondantemente denunciato un anno fa.

I pasticci di Deiana & C. del resto, come si è visto hanno le gambe corte e prima o poi emergono in tutta la loro imponenza.

Diffidare da questi personaggi che maneggiano le bugie con la stessa frequenza dei loro esilaranti comunicati.

La Commissione europea e non solo si dovranno occupare di capire:

1) per quale motivo il costo del carburante costa meno della metà e i prezzi restano sostanzialmente inalterati?

2) per quale motivo il costo del carburante è più che dimezzato e la compensazione aumenta di 30 milioni all'anno?

3) per quale motivo scompare l'ammortamento degli aeromobili e i prezzi restano invariati e aumenta la compensazione di 30 milioni di euro all'anno?

4) per quale motivo si incrementano le spese generali facendole passare dal 9 al 14% e si aumenta la compensazione di 30 milioni di euro all'anno?

5) per quale motivo l'utile d'impresa nel calcolo del costo dell'ora volata passa dal 4% al 5,6% e si aumenta di 30 milioni di euro all'anno l'elargizione delle compensazioni?

Quesiti che non sfuggiranno anche alla Corte dei conti.

Con i soldi pubblici non si fanno regali, tantomeno a scapito della Sardegna e dei Sardi.