ALGHERO AEROPORTO, PRIVATI DI TUTTO - ANCHE DEL PUDORE

INTERROGAZIONE DI MAURO PILI AL MINISTRO PER RISPETTARE GLI IMPEGNI DI RILANCIO A PARTIRE DA RYANAIR

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Per sapere - premesso che:

dal verbale d’incontro predisposto da Confindustria e Sogeaal, società di gestione dell’aeroporto di Alghero, relativo all’incontro tra Sogeaal e Sindacati emerge un dato di fatto inequivocabile per il futuro dello scalo: zero investimenti, zero incentivi per i voli low cost.;

l’aeroporto di Alghero è senza futuro, anche perché non rientra negli investimenti strategici di F2i;

tutto questo emerge dal verbale d’incontro tra la gestione dell’aeroporto e i sindacati;

siamo, secondo l’interrogante, dinanzi alla più vergognosa conferma di quanto previsto;

i responsabili di F2i che hanno comprato con procedure sotto indagine dell’Autorità nazionale Anticorruzione l’aeroporto di Alghero, attraverso la fallimentare gestione;

hanno dichiarato senza mezzi termini che l’assetto gestionale non passa attraverso l’incremento dei voli ma nella riduzione dei costi di lavoro;

il piano è chiaro: si tagliano ore e posti di lavoro;

si tagliano stipendi e si procede a ridimensionamenti che saranno affidati ad un soggetto esterno il cui arrivo è stato annunciato nel corso dell’incontro;

la strategia dell’aeroporto è stata così enunciata: niente più incentivi alle low cost, ma solo i voli che vorranno fare. Dunque solo quelli estivi, zero stagioni di spalla, cancellato il piano di sviluppo che aveva fatto dell’aeroporto di Alghero un vero motore di crescita economica dell’intero territorio e non solo;

nel verbale si afferma: “Management che si rende disponibile a prospettive di sviluppo che, tuttavia, debbono necessariamente passare per un ripensamento sull’assetto gestionale che non può non implicare la riduzione dei costi del lavoro fortemente sottolineata dall’Azionista Pubblico già allorquando era Socio di maggioranza”;

la malagestione del passato e l’arroganza dei privati dovranno pagarla i lavoratori. Una strategia che abbandona l’obiettivo di incrementare i voli puntando solo sulla riduzione dei costi del lavoro;

nel verbale è anche scritto: l’investimento su Alghero è certamente tra quelli di taglio minore per F2i, ragion per cui si dovrà rispondere con risultati che ne confermino efficacia tale da meritare ulteriore attenzione rispetto a quella derivante da un’acquisizione che è passata per una due diligence durata quasi due anni e che ha permesso di rilevare la complessiva qualità dell’operato del management;

si tratta di una vergognosa pagina che conferma il taglio minore dell’investimento di F2i che avrebbe persino valutato la complessiva qualità dell’operato del management. Lo stesso management che ha favorito e costruito la svendita dell’aeroporto;
si tratta di affermazioni gravi, come quella di una due diligence durata due anni visto che in realtà doveva essere una gara d’appalto;

nel verbale si afferma poi: “La precedente mission affidata al management si basava invece sul mantenimento dei livelli occupazionali attraverso l’aumento dei passeggeri. Nell’impossibilità di adottare politiche di alimentazione del traffico di tenore analogo al passato, il Socio Pubblico ha chiesto di intervenire significativamente per ottenere una contrazione dei costi maggiormente elevati, in particolare quelli del personale, considerato in esubero sulla base di benchmark d’efficacia effettuati con aeroporti di dimensione analoghe”;

secondo questa improvvisata dirigenza lo sviluppo degli anni passati era fittizio e non tornerà più;

l’aeroporto, secondo questi piani, dovrà essere strutturato per gestire l’ordinaria amministrazione e niente più;

nel verbale si affronta poi la questione delle low cost: “Il management attuale risponde dicendo che non può che prendere atto del fatto che tali voli non ci sono e che le nuove linee guida della Commissione non rendono possibili gli investimenti (o supporti) nella misura pretesa da alcuni soggetti low-cost: ha quindi chiesto al Consiglio attuale di rimettere in discussione, con il supporto del sindacato, i numeri del personale”;

l’aeroporto di Alghero, al contrario di quanto si afferma nel verbale, è l’unico legittimato a proseguire il suo operato anche in relazione alle nuove direttive comunitarie. Affermare il contrario è la conferma di voler lasciar morire l’aeroporto, per favorire altre realtà;

nel verbale infine compare una vera e propria minaccia: “La verifica dei comportamenti successivi alla riunione odierna è essenziale, e forme di contrapposizione sterili non potranno che portare a barricate che – come si è mostrato in passato – verranno scontate dalla forza lavoro”;

si tratta di una gestione spregiudicata delle stesse relazioni industriali con la minaccia diretta che ad ogni contrarietà dei sindacati a pagare saranno i lavoratori;

si tratta di affermazioni che confermano il livello di questo management che riesce persino ad esprimersi con approccio punitivo verso coloro che non saranno allineati e coperti;

questo è il risultato, secondo l’interrogante, di una privatizzazione nefasta che va comunque combattuta per scongiurare ulteriori gravissimi danni al territorio e ai lavoratori;

se non ritenga, per quanto di propria competenza, intervenire per rispettare gli impegni di rilancio dell’aeroporto di Alghero reiteratamente enunciati dal ministro delle infrastrutture, compreso l’accordo con la compagnia aerea low cost Ryanair ;