ALGERIA, BECCATI: IL TRAFFICO DEI MIGRANTI ERA PIANIFICATO

Dalle prime ore dell’alba, gli uomini della Seconda Sezione della Squadra Mobile della Questura di Cagliari, stanno dando corso alla fase esecutiva dell’operazione denominata “Doppio cielo” nei confronti di cittadini italiani e magrebini, tutti gravemente indiziati di aver favorito l’immigrazione clandestina dall’Algeria

Tutti i dettagli sulle illecite attività del gruppo, che ha diramazioni anche nella penisola, verranno resi disponibili alle ore 10.30 in una conferenza che si terrà alla Questura di Cagliari.

Da oltre un anno (dicembre 2015) denunciavo quello che stava avvenendo nelle coste del Sulcis con una chiara ed evidente pianificazione del traffico di migranti a cura di un'organizzazione fin troppo evidente.

Era tutto pianificato in ogni minimo dettaglio e le domande a tutto questo erano conseguenti: chi sta gestendo la rotta Sardegna - Algeria? Per quale motivo si continua indisturbati ad arrivare dentro una base militare o nelle spiagge limitrofe senza che niente accada?

Arrivano davvero spontaneamente a bordo di barchini a cavallo tra Capodanno e l'Epifania attraversando le intemperie invernale del Mediterraneo?

Esiste un'organizzazione che si occupa del trasbordo in sicurezza di questi migranti/clandestini che arrivano impunemente in Sardegna? Ora la risposta delle forze dell'ordine conferma tutte quelle denunce.

Il 16 dicembre del 2015 presentavo alla Camera dei Deputati la prima interrogazione su questi sbarchi a rischio.

Rischio terrorismo, delinquenza! Decine di casi sono stati registrati dalle forze dell'ordine. Il giorno stesso del loro sbarco sono stati arrestati per violenze, furti ect.

Ecco il testo dell'interrogazione di oltre un anno fa. Senza risposta da parte di un governo latitante. Vergognosamente complice di questo misfatto!E di una Regione inesistente.

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-07216
presentato da PILI Mauro

Mercoledì 16 dicembre 2015, seduta n. 537

  PILI. — Al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:

l’escalation di sbarchi di clandestini migranti nelle coste del Sulcis sta assumendo dimensioni e frequenze sempre più preoccupanti;

tale preoccupazione nasce da due elementi in particolare: prima di tutto l'evoluzione di una nuova rotta sempre più frequente, in secondo luogo la mancanza di reali controlli che rischiano di favorire attraverso questo flusso migratorio l'ingresso in Sardegna di soggetti dediti ad attività terroristiche;

la provenienza di gran parte di questi migranti è di aree decisamente a rischio di terrorismo jaddista;

in tal senso, si registra la preoccupazione di forze dell'ordine e istituzioni locali per un'evoluzione che non trova la giusta e adeguata risposta;

a questo si aggiunge che questo tipo di sbarchi avviene in pieno inverno e con rischi evidenti che lasciano dubbi sulle modalità con le quali si svolgono;

è difficile pensare solo ad un atteggiamento temerario, mentre va indagata la possibilità di una vera e propria organizzazione che stia utilizzando «navi hub» e di appoggio per svolgere buona parte della traversata in presunta sicurezza e poi affidare a barchini l'ultimo tratto di percorrenza sino allo sbarco;

è capitato più volte che i barchini fossero del tutto inadeguati per una vera e propria attraversata da costa a costa;

è stato riscontrato ripetutamente che i migranti una volta ritrovati fossero asciutti senza particolari conseguenze dalla lunga traversata;

in alcuni casi gli stessi sarebbero stati provvisti di satellitare;

nel solo ultimo mese di dicembre 2015 sono risultati diversi gli episodi;

il 5 dicembre 2015 14 migranti irregolari hanno raggiunto le coste della Sardegna nel porto commerciale di Sant'Antioco alle 22.00 circa a bordo della motovedetta CP812 dell'ufficio circondariale marittimo di Sant'Antioco;

dopo aver ricevuto la notizia dal superiore comando generale del Corpo delle capitanerie di porto l'equipaggio della motovedetta ha mollato gli ormeggi dirigendo sull'Isola del Toro (a circa 12 Nm dall'imboccatura del Porto di Sant'Antioco): l'imbarcazione sulla quale navigavano i 14 migranti irregolari di nazionalità tunisina e algerina si trovava in imminente stato di affondamento, per questo dopo aver effettuato il trasbordo e messo in sicurezza i migranti, il comandante della motovedetta ha subito fatto rotta verso il porto;

il comandante della capitaneria di porto di Cagliari Roberto Isodori, negli stessi giorni dichiarava: «Servirebbe una maggiore attenzione sugli sbarchi che stanno avvenendo quasi quotidianamente nella costa sud della Sardegna, in particolare nel Sulcis. I migranti che arrivano con i barchini provengono da zone sensibili come l'Algeria con forti vocazioni jihadiste»;

l'allarme lanciato dal comandante della capitaneria di porto di Cagliari Roberto Isodori, è esplicito, secondo quanto riportato dall'agenzia Agi: «Non abbiamo elementi certi per dire che ci siano infiltrati, ma c’è da stare in allerta e aumentare i controlli a terra, le precauzioni sono già tutte prese ma siamo in allerta, perché spesso i barchini sfuggono ai controlli radar»;

il 7 dicembre AdnKronos riporta: «Nuovo sbarco di migranti provenienti dal Nord Africa, ieri pomeriggio nelle coste del Sulcis. Sei uomini e una donna, tutti maggiorenni, di sedicente nazionalità algerina, sono sbarcati a Sant'Antioco (Carbonia Iglesias). Buone, nonostante il freddo, le loro condizioni di salute. Nel corso della notte sono stati trasferiti al Cara di Cagliari-Elmas per le procedure di identificazione. È il secondo sbarco in due giorni a Sant'Antioco. Venerdì notte la Guardia Costiera ha soccorso 14 migranti tunisini e algerini a bordo di un barcone in pessime condizioni che rischiavano di affondare vicino all'Isola del Toro, a circa 12 miglia a sud del porto di Sant'Antioco»;

il 15 dicembre l'agenzia ansa ha riferito di un nuovo sbarco di migranti nel Sulcis, sulla costa sud occidentale della Sardegna. Nella notte l'unità d'altura del primo reggimento corazzato impegnata in attività di vigilanza nella zona di Porto Pino, a Teulada, ha intercettato un barchino in legno lungo circa sette metri con a bordo sette cittadini stranieri. Sul posto è subito arrivata una motovedetta dalla capitaneria di porto di Sant'Antioco che ha soccorso i migranti portandoli a bordo. La barca è stata inizialmente trainata dall'unità dell'Esercito, ma il cavo si è rotto ed è andata alla deriva. I migranti, tutti uomini presumibilmente algerini, una volta arrivati in porto sono stati affidati ai carabinieri. Dopo le operazioni di identificazione sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza di Elmas;

il 16 dicembre come riportato da AdnKronos è avvenuto un nuovo sbarco di extracomunitari nelle coste del Sulcis. Alle 5,30 i carabinieri della compagnia di Carbonia (Carbonia Iglesias) hanno ricevuto la segnalazione di un cittadino che ha notato un gruppo di 8 algerini nella zona della spiaggia di Porto Pino, in comune di Sant'Anna Arresi. Il barchino non è stato trovato. I militari li hanno trasferiti al Cara di Cagliari-Elmas per l'identificazione. Questo sbarco segue quello di due giorni prima quando sono arrivati nella stessa spiaggia altri 7 extracomunitari provenienti dall'Algeria –:

se trovi conferma questa nuova rotta del fenomeno migratorio e quale sia la sua reale consistenza;

se non intenda verificare le modalità di attraversamento da parte di questi migranti;

se esista un'organizzazione che gestisce questo flusso verso il Sulcis;
quali siano le misure di controllo e verifica per evitare che si possano determinare infiltrazioni terroristiche proprio per le modalità oscure e dubbie con le quali si svolgono queste traversate;

se si intenda rafforzare il presidio in quel tratto di costa per evitare il ripetersi di questo fenomeno migratorio anomalo e inedito. (5-07216)