AIR ITALY, PSEUDO MANAGER DA CACCIARE A PEDATE, POLITICA DA AVANSPETTACOLO

Adesso tutti si stupiscono del tracollo di Air Italy.

Il presidente della regione sarda ha persino convocato un vertice con l’azienda per i prossimi giorni.

Peccato che lo abbia convocato quando l’azienda non esiste più: liquidata.

Roba da non credere, se ne sono fregati sino a ieri e adesso che l’azienda si è liquefatta convocano i vertici.

Avanspettacolo puro, quasi comicità, se la situazione non fosse drammatica.

Non è andata meglio per il ministro dei trasporti.

Ha chiesto di bloccare la liquidazione della compagnia, 5 minuti dopo che era stata già liquidata.

Il tempismo non è il suo forte.

A questo si aggiunge un film già scritto.

L’ho messo nero su bianco in interrogazioni parlamentari in tempi non sospetti.

Da tre anni denunciavo un vero e proprio disastro precostituito, attuato da manager a due passi dal gossip, che in questi anni hanno conquistato solo un primato: quello della Migliore compagnia aerea gay friendly”.

Mi sono scontrato a viso aperto con questi pseudo manager che mi accusavano di allarmismo ingiustificato. A sostenerli politici da quattro soldi, incompetenti e venduti al miglior offerente.

Interviste a piene pagine per denigrare il sottoscritto e prospettare un futuro alla conquista del mondo.

Si vedeva lontano un miglio che si trattava di ciarlatani plurilingue e non nel senso dei poliglotta.

Gli avevo spiegato che cancellare la filosofia di fondo di Alisarda significava addentrarsi in un contesto destinato a distruggere la compagnia che doveva, invece, rafforzare il suo business con la Sardegna e il Mediterraneo.

Questi quattro fricchettoni volevano conquistare il mondo e si sono schiantati senza colpo ferire nella prima collinetta padana.

Drammaticamente, però, hanno trascinato nel disastro migliaia di dipendenti e un sogno di riscatto della Sardegna.

Prima di tentare di riprendere il filo del sogno bisogna dire le cose come stanno.

Bisogna fare chiarezza innanzitutto sul Business Plan, che non è mai esistito di fatto.

Come si può chiamare tale un Business Plan, quando si vola sull'India per qualche mese, su Bangkok per qualche altro, qualche volo su New York, alcuni altri su Miami, qualcosina sul Canada, per poi tornare a dei charter (mascherati da linea) o vice versa?

Tutto questo annullando la Sardegna che ha "sorretto" per decenni prima Alisarda e poi Meridiana, senza avere un'idea di che cosa sia questo mercato?

Del resto, nonostante in Qatar operino con un costo del carburante come la nostra acqua minerale, mano d'opera Filippina, senza sindacati e senza concorrenza, sono stati capaci di chiudere un 2019 con oltre 230 milioni di perdite, il 70% dei guadagni!!

Che cosa ci si poteva aspettare?

Del resto Ethiad aveva già lasciato un discreto esempio.

Come si può parlare di "Eccellenza" quando a guidare un’azienda in un contesto piuttosto complesso, viene nominato "un assistente di volo" con tutto il rispetto per la categoria, ma come chiedere ad un meccanico di fare il chirurgo?

Migliorare i servizi di volo, quando prima si disponeva di un budget di 5 euro a passeggero e successivamente si disponeva di 30, come si può non migliorare?

È fin troppo banale.

Il "mutevole contesto competitivo" non è cambiato affatto rispetto agli ultimi anni, piuttosto è stato sottovalutato dal management, illuso che il danaro avrebbe risolto tutto.

Nel trasporto aereo serve competenza, conoscenza del mercato e umiltà, qualità sconosciute a questi signori, arrivati attaccando la compagnia di bandiera sui giornali, affermando che sarebbero diventati i numeri uno del trasporto aereo, vantando "awards" e titoli solo sulla carta.

Con quelle premesse, non si poteva andare tanto lontano.

Nessuna capacità e nessuna intenzione di tessere rapporti di collaborazione con Enti, Regione, Vettori, Governo, ponendosi in una situazione di totale isolamento.

Che altro si può dire quando si parla di "sostenere la crescita" quando sono arrivati 2 anni fa con una azienda che utilizzava 15 aerei e perdeva 50 milioni di euro e poco dopo l'hanno ridotta a 6 aerei con 230 milioni di perdite?

Era questo il rilancio? Questa l'eccellenza?
Questo il contesto competitivo mutato? Almeno ci risparmiassero la "beffa".

Si faccia da parte la politica dei fannulloni e degli incapaci, servono strategie competitive, servono idee forti. E nessuno prenda in giro i lavoratori con le solite buffonate a buon mercato per compagnie da avanspettacolo.

Chi non è riuscito a gestire un compagnia di traghettini,non può di certo gestire una compagnia aerea.

La Sardegna ha già dato!

Ora servono progetti seri, non c’è spazio per dilettanti allo sbaraglio!