Un piano contro i low-cost

“Il nuovo possibile rinvio della vendita dell’aeroporto di Alghero è la conferma che ci sono trattative sottobanco per il colpaccio. Una regione seria avrebbe annullato il bando anzichè continuare a insistere su proroghe vergognose e funzionali solo ad un piano ben preciso: deprezzare e svendere lo scalo algherese. Se fosse, infatti, vero che F2i, la società immobiliare e di infrastrutture, avrebbe intenzione di presentare l’offerta per l’acquisto dell’aeroporto di Alghero, non perderò un solo attimo per trasmettere tutti gli atti alla Corte dei Conti e alla Procura delle Repubblica. Si tratterebbero di un’offerta d’acquisto viziata da una procedura anomala e destituita di ogni logica e soprattutto si compirebbe una vera e propria svendita pianificata a tavolino da alcuni personaggi ben noti. In questo ultimo anno l’aeroporto è stato totalmente deprezzato, ridotto ai minimi termini con una perdita secca di passeggeri stranieri nell’ultimo mese di oltre il 60%. Un’operazione messa a segno in ogni singolo dettaglio da un assessore regionale non solo incapace ma soprattutto spregiudicato che ha perseguito sin dal primo giorno il tracollo dell’aeroporto e del suo traffico voli. Un piano culminato con la dipartita di Ryanair per la quale non solo l’assessore non ha fatto niente per evitarla ma ha messo in atto tutte le azioni possibili immaginabili per favorirla. E’ fin troppo chiaro che tale piano è stato messo a punto per consentire a F2i di formulare un’offerta la più bassa possibile e consentire di mettere le mani sull’aeroporto senza alcun tipo di problema. Tutto questo per cancellare per sempre i voli low cost che disturbano non poco Alitalia, sponsorizzata a livello nazionale dal governo nazionale e a livello regionale dalla giunta in carica e favorire un pacchetto aeroportuale immobiliare con Cagliari che metta in campo operazioni speculative di tutto rispetto nell’area sud Sardegna. Un investimento minimo quello per l’acquisto di Alghero funzionale solo al suo sottoutilizzo, per non disturbare altri competitor più accreditati nelle alte sfere, a partire dal Qatar per arrivare a Montezemolo”. Lo ha detto il deputato sardo di Unidos Mauro Pili presentando un’interrogazione urgente al ministro dei trasporti e annunciando la trasmissione di un esposto alla procura della Repubblica di Sassari e alla Corte dei Conti.
“Non rivelo niente di nuovo se affermo che l’assessore regionale dei Trasporti è direttamente legato personalmente e politicamente al Presidente della fondazione del Banco di Sardegna Antonello Cabras di cui è diretta e personale espressione. E non è un caso che lo stesso Cabras qualche settimana fa sia entrato a far parte a pieno titolo nel consiglio di amministrazione proprio di F2i, in sostituzione del suo compagno di partito e di corrente Mannoni. Dunque venditore e acquirente sono di fatto espressione della stessa corrente e per giunta sono da sempre personalmente legati. Tutto questo non può essere sottaciuto insieme alle azioni messe in campo in questo ultimo anno soprattutto per deprezzare l’aeroporto di Alghero. E’ necessario che la Procura faccia chiarezza su quanto sta avvenendo e su quanto avvenuto. Agli atti della Procura del resto ci sono le relazioni dello stesso Deiana che nella duplice veste di consulente della regione e della Sogeaal suggeriva alla società di gestione di rivolgersi alla Procura qualora la Regione non avesse pagato i contributi co-marketing. Ora che lo scenario si sta definendo e che F2i avrebbe presentato un’offerta o sia in animo di farlo il disegno emerge con una chiarezza esplicita, anche perché in troppi sanno di questo interesse per l’aeroporto di Alghero. Interesse tutto teso alla mortificazione dello scalo a favore di altri interessi. Del resto svendere un aeroporto senza traffico passeggeri è davvero cosa facile soprattutto se si hanno altri obiettivi. A quel punto la regione non potrà più dare nessun contributo co-marketing e si potrà trincerare dietro il divieto europeo mettendo la parola fine alle compagnie low cost. La direttiva comunitaria e la sentenza che salvava Alghero prevedeva, infatti, la legittimità del contributo solo se l’aeroporto fosse stato pubblico. Con la privatizzazione tutto sarebbe destinato a morire per sempre. E di questo nessuno parla. Un piano che ha lasciato l’aeroporto ad un passo dal fallimento per fare poi l’operazione più spregiudicata per venderlo ai compagni di corrente e di cordata. Tutto questo – conclude Pili - è inaccettabile e la magistratura penale e quella contabile hanno il dovere di andare sino in fondo. Per quanto mi riguarda non accetterò in silenzio questo ennesimo scandalo sui trasporti in Sardegna”.