AEREI, TRA GAZZOSA E ARIA FRITTA LO SHOW DEGLI INCAPACI

Per carità di Dio lasciate in pace Francesco. Non rompete l'anima anche al Papa. Rischiate che vi infligga una scomunica perpetua in cielo e in terra. E non sarebbe un male!

Già me lo immagino il presidente della regione vergare di suo pugno la cartapecora di Villa Devoto per chiedere l'intercessione del Santo Padre sulla disfatta della continuità territoriale.

Del resto si è già rivolto al Capo dello Stato italiano, gli manca il Presidente degli Stati Uniti e siamo dritti dritti alla soglia di San Pietro.

Non gli manca niente.

La commissione europea gli ha già scritto un comunicato stampa trilingue per informarlo che a Bruxelles non l'hanno mai visto, nonostante in terra sarda dichiarasse da mesi una frequentazione da compagni di banco alle elementari!

Idem il ministro dei trasporti, che non brilla per fair play istituzionale, ma che fa notare che loro, con la regione, non hanno niente a che fare. La Continuità territoriale, ammette il ministro, la deve decidere la regione.

L'unico che si attribuisce i meriti del disastro Sardegna è il prode Salvini che, ignaro come al solito dei problemi, arriva a polemizzare con il ministro dei trasporti reo di non aver ricevuto il suo discepolo in terra sarda.

Peccato che nessuno gli abbia spiegato che presidente e assessore, tutti e due esponenti di bassa lega, siano due incapaci senza eguali, ballisti sino al midollo, che stanno portando la Sardegna sul baratro dell'isolamento, via aria e via mare.

Due soggetti che stanno ai trasporti come l'acqua sta al fuoco.

Stanno facendo una corsa ad ostacoli per fare peggio della giunta di Pigliaru e Deiana e ci stanno riuscendo alla grande, nonostante fosse impresa ardua e forse impossibile.

In Europa gli hanno detto: non avete mai presentato un piano e non avete mai formalizzato una proposta.

A Roma stessa litania:non esiste nessun atto concreto della Regione sarda.

I due profeti dell'isolamento perpetuo sanno solo chiedere al cielo proroghe e niente più.

Per il resto siamo in balia di onde e nuvole.

Ieri, raccontano le cronache, un assessore regionale è persino volato a Saronno per esortare pari condizioni per gli emigrati sardi.

Peccato che nessuno gli abbia spiegato che presidente e assessore ai trasporti hanno già svenduto gli emigrati sardi all'Alitalia.

Se niente cambierà gli emigrati sardi pagheranno il triplo, il quadruplo, il quintuplo del costo dei biglietti aerei rispetto ai residenti.

Bisogna essere onesti e smettere di giocare tre, quattro, parti in commedia.

Bisogna dire le cose come stanno: gli emigrati sardi, se passerà l'ultima versione della demenziale continuità territoriale, saranno trattati come estranei, e se vorranno tornare in Sardegna dovranno pagare i biglietti con cifre impossibili.

E le radici con la loro terra saranno recise per sempre.

Abbiate almeno il coraggio di dirglielo.

Non avete fatto altro che sparare palloncini in aria, senza nessun costrutto, senza alcuna strategia.

Chiedete aiuto al governo italiano come quando il bambino viene sgridato dal maestro e corre dal babbo.

Manco la dignità politica e istituzionale di assumervi l'onere della disfatta.

Il turismo, ad oggi, ha perso, per colpa di questi pachidermi di governo, il 50% del tempo a disposizione per competere nelle prenotazioni delle vacanze. Senza aerei no party!

Un danno incalcolabile per l'economia dell'isola. Senza precedenti.

Eppure si continua a giocare con il fuoco.

Chiamano in causa addirittura il capo dello stato italiano.

Come dire: facciamo gazzosa che abbiamo esaurito l'aria fritta.

E intanto, secondo le ultime entusiasmanti notizie, devono nominare un advisor per contare il numero dei passeggeri dello scorso anno. Come dire: tornate alle elementari che vi insegnano le addizioni visto che non siete stati finora in grado di farle.

Basterebbe chiedere a costoro di rendere pubbliche, in un sito istituzionale, tutte le carte intercorse tra Cagliari, Bruxelles e Roma.

Abbiate il coraggio di pubblicare tutto! Senza perdere tempo e senza manipolare i protocolli, che vi conosco bene e non disdegnate la manina sul datario!

Non manipolate le date perchè tanto abbiamo gli originali dei protocolli in entrata!

Dite le cose come stanno. Siete all'anno zero. Non avete mai formalizzato una delibera di giunta, non avete mai scritto un allegato tecnico e non sapete come funziona il meccanismo di calcolo del costo dell'ora volata.

Basta dirlo.

Potreste chiedere ad un esperto aeronautico e ad uno di diritto internazionale europeo.

Il primo vi calcola il costo dell'ora volata, senza imbrogliare con gli ammortamenti di aerei vecchi spacciati per nuovi, e l'altro vi spiega cosa dovete fare con l'Europa per negoziare un regime di oneri di servizio pubblico che migliori e non peggiori la situazione attuale.

Una settimana fa con un editoriale nella prima pagina dell'Unione Sarda un esperto di diritto comunitario ha spiegato efficacemente che l'Europa non può sindacare su chi ha titolo o meno alla continuità territoriale, può semmai valutare se regalate o meno i soldi pubblici alle compagnie aeree.

Non ci vuole molto, cercate quell'articolo e studiatelo!

Per il resto dismettete le polemiche da bar dello sport, servono voli, aerei, frequenze e costi adeguati!

Non sconti, non tariffe agevolate. Servono tariffe di riequilibrio! Alla pari, senza vantaggi! Senza discriminazioni e senza svantaggi!

Serve il riconoscimento di un diritto sacrosanto alla mobilità, che metta la Sardegna e i Sardi alla pari di tutti i cittadini italiani ed europei.

Lasciate perdere le preghiere, siete oltre la soglia della scomunica!

Servono atti, delibere, fatti concreti, non chiacchiere da bar!