ABBANOA, ATTENTI ALLE BOLLETTE RAPINA, NON PAGATE I CONGUAGLI 2005 - 2011, SONO PRESCRITTI

LA SENTENZA DELLA CORTE D'APPELLO DI SASSARI E' CHIARA: QUELLE SOMME SONO PRESCRITTE E INDEBITAMENTE RICHIESTE

IN ATTESA DELLA DECISIONE FINALE DELLA CLASS ACTION LA SENTENZA DI SASSARI E' FIN TROPPO CHIARA: SONO SOMME NON DOVUTE

Ricevo in questi giorni centinaia di messaggi di cittadini-utenti di Abbanoa che stanno ricevendo a casa le bollette ingiunzione di pagamento con l'interruzione dei termini di prescrizione.

Non posso materialmente rispondere a tutti. Lo faccio qui ribadendo due concetti:

1) Abbanoa non aveva titolo per chiedere somme per ipotetici conguagli senza aver dimostrato il reale consumo di quell'acqua;

2) le somme sono state chieste nel 2016, e cioè abbondantemente dopo la prescizione delle stesse qualora fossero state legittime;

Dunque, quelle somme non devono essere pagate, e soprattutto non bisogna cadere nel tranello della lettera di interruzione dei termini di prescrizione perchè è anch'essa fuori dai termini di legge.

I signori di Abbanoa stanno mettendo in atto un maldestro tentativo con la speranza che qualche povero cristo abbocchi alla recidiva tentazione dei signori dell'ente idrico di far resuscitare bollette inventate o dimenticate.

Con una fulminea quanto inutile operazione parapostale il direttore generale di Abbanoa, consapevole della vergognosa gestione dei conti della società, sta tentando la carta della pesca a strascico.

Una valanga di lettere senza alcun tipo di rilievo giuridico, niente notifica, niente raccomandata, per sollecitare nientepopodimeno che fatture incerte e, secondo Abbanoa, insolute del 2007-2009, ovvero 10/12 anni fa!

In quegli uffici della direzione generale pensano di essere in uno stato indipendente, senza leggi e senza scrupoli!

In barba alle Leggi Abbanoa e soci “provano” a svuotare le tasche delle Famiglie senza alcun ritegno.

Partiamo da un primo assunto:

la prescrizione delle bollette a 2 anni è stata introdotta nel 2018: se dovesse arrivarvi una bolletta della luce, del gas o dell’acqua riferita ai consumi di oltre due anni fa NON DOVETE PAGARLA, il DEBITO è PRESCRITTO.

Pur sapendo tutto ciò Abbanoa continua a insistere, minacciando addirittura di togliervi il servizio!

Questo è ciò che dice la Legge di Bilancio 2018 in cui è presente una nuova norma contenente una deroga del codice civile.

In genere la prescrizione è di 5 anni e rimane così per i servizi mensili (tv a pagamento, abbonamenti di internet e del telefono, servizi streaming, ecc.).

La prescrizione per bollette di luce, acqua e gas è di 2 anni

Per l'acqua la prescrizione sarà attiva dopo il 2 gennaio 2020 (per quelle anteriori rimane di 5 anni).

Insomma per tutte quelle bollette che sono state emesse fino al 2 marzo 2018 la prescrizione rimane di 5 anni, mentre per quelle che sono state emesse dopo il 2 marzo 2018 la prescrizione diventa di 2 anni.

Come funziona? Se non avete pagato una bolletta (luce, gas o acqua) e non ricevete alcun sollecito (via posta o via e-mail certificata PEC) queste società non possono chiedervi nulla. Stessa cosa per la diffida di pagamento: se risale a oltre 2 anni fa non dovete pagare. Stessa cosa per i conguagli.

In questo caso si tratta addirittura di pregressi di 12 anni fa!

Per quale motivo Abbanoa manda queste lettere minacciose di interruzione dei termini di prescrizione?

Per un semplice motivo: il cittadino utente è indifeso, nessuno lo tutela e sopratutto qualcosa con le pratiche aggressive si riesce sempre a spillarlo!

La lettere di Abbanoa è subdola e nel contempo totalmente infondata sul piano giuridico.

Che senso ha interrompere termini di bollette di 10/12 anni fa se sono palesemente prescritte, bel oltre i 2 e i 5 anni?

E che bisogno c'è di mandare queste lettere? Abbanoa non ha mai mandato solleciti in quegli anni in cui la prescrizione era vigente?

E' evidente che la formulazione della lettera ha un solo obiettivo: tentarci!

La lettera è un condensato di furbizie per nascondere le proprie pecche interne, o la va o la spacca!

"Gentile cliente, - recita la lettera- con riferimento all’utenza indicato e a quanto in oggetto evidenziamo che dall’esame della posizione risultano ancora insolute le fatture/bollette indicate nella tabella sotto riportata, fatti salvi eventuali errori/omissioni nelle registrazioni degli incassi delle ultime settimane...".

Ma come è possibile che bollette di 12 anni fa siano state pagate senza alcun sollecito nelle ultime settimane?

Tutte forzature e acrobazie degne di prestigiatori da circo!

Per poi aggiungere: "pur potendo essere in corso accertamenti relativi alla sua posizione, anche per eventuali richieste formalizzate di rettifiche fatture, conciliazioni, o similari ... la invitiamo a provvedere prontamente al pagamento delle fatture scadute, utilizzando l’allegato bollettino premarcato ... entro 10 giorni dal ricevimento della presente in riferimento a fatture scadute".

Incredibile: nonostante la condanna sonora per pratiche aggressive questi signori insistono, pagate e pagate, anche ciò che è pregresso!

A chi devono tentare di giustificare e cosa questi signori di Abbanoa?

Forse hanno la coda di paglia rispetto al disastro gestionale delle bollettazioni come ho già detto in altro articolo?

Di certo chiedere il pagamento di bollette di 12 anni fa e farlo con una ridicola lettera di interruzione della prescrizione a termini abbondantemente scaduti è roba intollerabile.

Poveri quei sardi che si lasceranno fregare.

La prescrizione prima del 2018 è di 5 anni, e dopo di 2 anni!

E a tutto questo, come se non bastasse, si aggiunge la sentenza della Corte d'appello di Sassari che in maniera esplicita dice:

1) si tratta di una netta violazione dei principi posti a fondamento del rapporto contrattuale, non potendo le parti modificare unilateralmente il corrispettivo pattuito ex post dopo aver dato esecuzione al contratto con la somministrazione della fornitura.

2) è del tutto evidente che le somme pretese a tale titolo dall'ente gestore solo nel 2016 nell’ambito rapporto contrattuale di somministrazione in essere con l’appellato per i consumi relativi al periodo 2005-2011 non possono che riguardare diritti di credito ormai prescritti per percorso per decorso del termine quinquennale previsto l’articolo 2948 n.4 del codice civile, in quanto trattandosi di componenti del corrispettivo dovuto per la fornitura del servizio idrico non può farsi decorrere il termine prescrizionale dalla data della delibera dell’ente competente che in concreto, ha determinato “monetariamente" l’entità del conguaglio stesso ma dalla data in cui il diritto di credito poteva essere fatto valere dall’ente gestore e quindi, dal momento di erogazione della fornitura.

L’appello, va pertanto rigettato.

Tutto il resto è fuorilegge!

E per la class action ci vediamo nelle prossime settimane, spero, in Tribunale per la sentenza conclusiva!

Il conteggio delle adesioni è finito e stiamo attendendo la fissazione dell'ultima udienza.